Regionali, matrimonio Pd-M5S? S’ha da fare ma bene

La firma a Pesaro con il sindaco Matteo Ricci che ha assegnato la delega per l'Università al capogruppo dei 5 Stelle in consiglio comunale Francesca Frenquellucci, sembra aprire le porte ad uno scenario di questo tipo

Il palazzo della Regione Marche
Il palazzo della Regione Marche

ANCONA – Matrimonio sì o matrimonio no tra Pd e 5 Stelle per le regionali? A quanto sembra sì, ma fatto bene. Dopo l’accordo giallorosso a livello nazionale che ha restituito un Governo all’Italia, la firma giovedì scorso (10 ottobre) a Pesaro con il sindaco Matteo Ricci che ha assegnato la delega per l’Università al capogruppo dei 5 Stelle in consiglio comunale Francesca Frenquellucci, sembra aprire le porte ad uno scenario di questo tipo.

«Perché no» dichiara il sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi sull’ipotesi di un accordo giallorosso alle regionali: «Se ci sono le condizioni per farlo tra le forze politiche che oggi rappresentano maggiormente il volere dei cittadini», «La politica è fatta di confronto e di progetti». «Penso che il modello al governo si possa replicare guardandolo con grande attenzione sulla gestione locale prosegue – . Penso che i partiti e i movimenti si debbano sempre confrontare per trovare le soluzioni migliori e le risposte adeguate per i cittadini, se ci sono quelle condizioni ben venga».
Mangialardi ad Ancona per l’assemblea regionale Anci, ribadisce che sulla prospettiva di un accordo occorre guardare l’interesse dei terremotati, delle imprese e della popolazione.

La sindaca di Ancona Valeria Mancinelli riporta l’attenzione sulla condivisione di un programma senza la quale sarebbe solo «una logica trasformista». «Non ho pregiudiziali» conclude.

Cauto anche il senatore del Movimento 5 Stelle Mauro Coltorti che sull’ipotesi di una alleanza tra le due forze politiche non vuole precorrere i tempi: «È ancora prematuro pensare ad un accordo con il partito democratico, la decisione spetta al capo politico o ai portavoce dei gruppi regionali».
Basilare sarà il programma, come spiega il senatore pentastellato. «Nel momento in cui si dovesse andare verso questa linea, il Pd e il Movimento 5 Stelle dovrebbero accordarsi su un programma da realizzare, come avvenuto a livello nazionale. Quello che ci preme è portare avanti il nostro progetto per il bene degli italiani e dei marchigiani».
Altra questione cruciale evidenziata da Coltorti è quella dell’eventuale candidato alle regionali sul quale dovrebbe convergere il consenso di entrambi i partiti. «Non vogliamo personaggi inquisiti o indagati, e soprattutto servono persone con capacità adeguate a svolgere il ruolo di presidente regionale».

«Molti ci accusano che l’accordo sottoscritto con il Pd a livello nazionale sia stato fatto alla vecchia maniera», in realtà precisa il senatore «non è un accordo per conservare la poltrona, lo abbiamo sottoscritto piuttosto per realizzare un programma, il programma sul quale i cittadini ci hanno votato, poi su chi ci starà è tutto da vedere». Per Coltorti non è questione di un partito piuttosto che di un altro, ma ciò che conta è il progetto da realizzare e sul quale convergere.