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Ancona

Corsa a governatore a 7: c’è anche Mario Canino

Docente, 71 anni domiciliato a Piobbico, è il candidato degli Ecologisti Confederati. Nell'ultima settimana sono 3 i nuovi aspiranti presidenti che si sono affiancati a Mangialardi, Acquaroli, Mercorelli e Mancini

ANCONA – Salgono a 7 i candidati governatore in corsa per le elezioni regionali che si terranno il 20 e 21 settembre. Ad aggiungersi al plotone, c’è anche Mario Canino, che scende in campo con gli Ecologisti Confederati.

Canino, 71 anni nato a Roma e domiciliato a Piobbico dal 1988 è docente di “Formazione Professionale’” nell’ambito della Cooperazione Internazionale, docente qualificato nelle “Applicazioni e nella Protezionistica delle Radiazioni Nucleari” ed esperto di scienza e ingegneria civile e militare del ducato di Urbino nel rinascimento (da Federico da Montefeltro in poi) oltre che dei rapporti tra i Duchi di Urbino e l’Europa.

Mario Canino

Quattro i punti programmatici dell’aspirante governatore, la realizzazione nei comuni del bosco per la città, con vincolo di rapporto alle nuove concessioni edilizie, lo stop al 5G con una regolamentazione sulle misure di mitigazione all’impatto ecologico delle antenne e dei dispositivi tecnologici esistenti e futuri, la realizzazione e la coordinazione nei comuni dell’ufficio del lavoro, la riorganizzazione di una politica di welfare integrativo locale per sostenere e coordinare il servizio in ogni comune della regione e l’istituzione di una Società di Mutuo Soccorso gestita dalla Regione, con il compito di sostenere o azzerare nei territori comunali i costi sostenuti dai cittadini per ticket sanitari, esami di diagnostica e visite specialistiche indispensabili. La presentazione delle candidature nei collegi provinciale nei prossimi giorni.

In una sola settimana sono tre i nuovi candidati alla presidenza della Regione Marche che si sono aggiunti ai 4 già presenti: oltre a Mario Canino, ci sono Sabrina Banzato con Vox Italia-Marche e Fabio Pasquinelli per il Partito Comunista Italiano. Candidature che si sono andate a sommare a quelle di Maurizio Mangialardi (Pd-centrosinistra), Francesco Acquaroli (FdI-centrodestra), Gian Mario Mercorelli (M5s) e Roberto Mancini (Dipende da noi).