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Ancona

Referendum sulla giustizia, niente quorum. 5 Stelle: «Giustizia materia ostica». Lega: «Battaglia in Parlamento», FdI: «Scarsa propaganda»

Erano 5 i quesiti che però non hanno raggiunto il quorum. Il referendum abrogativo, promosso da Lega e Radicali, ha registrato la contrarietà dei 5 Stelle

ANCONA – Il referendum sulla giustizia non ha raggiunto il quorum e quindi non è valido. L’affluenza alle urne, nonostante le concomitanti consultazioni amministrative che nelle Marche si sono svolte in 17 Comuni, si è fermata attorno al 20%, in linea con il dato nazionale. Erano 5 i quesiti promossi da Lega e Radicali per arrivare ad una riforma della giustizia, ovvero Incandidabilità dopo condanna, Limitazione misure cautelari), Separazione funzioni dei magistrati, Membri laici consigli giudiziari) e Elezioni componenti togati Csm, ma nessuno di questi è andato oltre la percentuale del 20%.

Diverse le ragioni: dal tema al centro della questione, percepito evidentemente dagli italiani, come troppo “distante”, con quesiti troppo tecnici e forse anche con la consapevolezza che non sempre l’esito dei referendum è stato poi rispettato. Elementi che si sono tradotti in una scarsa partecipazione dei cittadini che hanno preferito non andare a votare.

Riccardo Marchetti, commissario regionale della Lega

«Chi gioirà per il mancato raggiungimento del quorum, esulta della sconfitta della democrazia» scrive sul proprio profilo Facebook il commissario regionale della Lega Riccardo Augusto Marchetti. «In quei dieci milioni di elettori che sono stati a votare, i sì sono oltre il 50%» aggiunge, evidenziando «volevamo e vogliamo che l’Italia sia una nazione seria, degna di rispetto, uno Stato affidabile e responsabile. Per questo abbiamo lottato affinché agli italiani venisse concessa la possibilità di riuscire in un’impresa storica che ha visto fallire governi e maggioranze di ogni colore politico: riformare la giustizia». Il deputato leghista annuncia «continueremo a batterci per questo in parlamento» e parla di «censura» evidenziando «il silenzio» di media nazionali e quello «dei politici».

Emanuele Prisco, coordinatore regionale Fratelli d’Italia

Il deputato di Fratelli d’Italia, ex coordinatore regionale, Emanuele Prisco dichiara «non possiamo non prendere atto del risultato. Sono temi importanti che meritano riforme in Parlamento e l’esito dimostra che ancora una volta gli italiani chiedono alla politica di assumersi responsabilità a cui sono stati delegati. Nonostante avessimo su due quesiti qualche perplessità, abbiamo sostenuto con lealtà la battaglia dei partiti alleati. Ci siamo invece meravigliati della scarsa propaganda dei promotori».

Mauro Coltorti, presidente della Commissione Infrastrutture e Trasporti del Senato

«Non sono andati a votare neppure i leghisti né il resto dei partiti di destra – osserva il senatore del Movimento 5 Stelle Mauro Coltorti – . La giustizia è una materia ostica e alcuni quesiti erano molto tecnici, mentre altri, come quello che chiedeva di abolire la legge Severino, erano ovviamente mal visti dalla maggioranza degli italiani. Come è possibile permettere la candidatura di condannati oppure abolire la custodia cautelare quando c’è la possibilità di recidiva a ladri, bancarottieri e corrotti di ogni tipo? Inoltre se fosse passato il SI alla limitazione al ricorso di misure cautelari, come il divieto di avvicinamento alla dimora per un marito violento, che comunque non è la soluzione definitiva contro i femminicidi, tante donne avrebbero corso ancora maggiori rischi».

Secondo il pentastellato «anche i restanti quesiti, tutti miranti a minare il lavoro e le funzioni dei magistrati, avrebbero complicato piuttosto che semplificare il lavoro di inchiesta e intralciato la giustizia. Credo che il risultato fosse quasi scontato – aggiunge – e mi meraviglio che i proponenti si siano lamentati che i quesiti siano stati boicottati dall’informazione. Credo sia stato un gigantesco flop e viene da chiedersi se queste siano le priorità dei leghisti e dei radicali. Non c’erano altri temi veramente pressanti per la realtà quotidiana dei cittadini? Come, ad esempio un referendum per ripristinare la scala mobile? Scommetto che l’affluenza sarebbe stata massiccia. Insomma, sono stati spesi tanti soldi dei contribuenti per nulla. Un misero esercizio di retorica. Spero che i cittadini si rendano conto della pochezza delle proposte politiche delle forze conservatrici e sostengano sempre di più chi, come il Movimento 5 Stelle, vuole veramente migliorare la vita di tutti gli italiani».