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Ancona

Rapporto Annuale Inps, Tridico ad Ancona: «Un terzo dei pensionati guadagna meno di 1.000 euro al mese»

Il presidente dell'Istituto nazionale di previdenza sociale è stato ospite della Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche per la presentazione del Rapporto annuale Inps. Tra i temi caldi Quota 41 e Reddito di Cittadianza

Pasquale Tridico, presidente Inps

ANCONA – «Abbiamo avuto un 2020 molto negativo, con un saldo anche nel bilancio dell’Inps negativo, ma nel 2021 abbiamo raggiunto lo stesso livello di entrate contributive che avevamo nel 2019, con un tasso di occupazione in forte recupero». Lo ha detto Pasquale Tridico, presidente Inps ad Ancona, intervenuto alla Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche in occasione della presentazione del 21esimo Rapporto Annuale Inps a cui sono intervenuti anche Paolo Naticchioni della Direzione Centrale Studi e Ricerche Inps e di Antonello Crudo della sede regionale Inps.

Tridico parlando con i giornalisti ha spiegato: «Abbiamo dei problemi strutturali nella nostra economia, che si ripresentano anche oggi e riguardano i bassi salari, le differenze tra uomini e donne, le quali guadagnano il 25% in meno rispetto agli uomini». Una situazione che si riflette poi «sulle pensioni» con «un terzo dei pensionati che guadagna meno di 1.000 euro al mese» e «forti differenze anche qui tra pensionati uomini e donne», «debolezze strutturali con cui dovremmo sempre fare i conti».

Sentito su Quota 41, il presidente Inps ha spiegato che «il governo sta facendo una serie di valutazioni con il nostro supporto: non ci sono ancora delle decisioni e degli atti definitivi su questo, quindi è ancora tutto in itinere». Secondo Tridico, per arginare i problemi occorre intervenire nel «mercato del lavoro». Sul problema dei bassi salari, soprattutto per le donne «si devono garantire oggi salari equi. Quindi meno precarietà, più stabilità per i lavori». Ed aggiunge: «Salari più equi riescono a garantire pensioni dignitose e soprattutto differenze meno importanti tra uomini e donne».

Per quando riguarda il Reddito di Cittadinanza ha ricordato: «Durante il triennio 2019-2022 abbiamo dato a 5 milioni al reddito di cittadinanza, che è stato uno straordinario sostegno di contrasto alla povertà. Questo è uno strumento che esiste in tutti i paesi europei e bisogna fare di più dal lato dell’inclusione delle politiche attive. È uno strumento che ha e ha avuto un impatto fortemente positivo durante questa crisi pandemica».

(Servizio in aggiornamento)