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Ancona

Quirinale, corsa al Colle: il centrodestra rivendica l’indicazione del nome. Parola ai leader delle Marche

Mentre prosegue il "Fanta Quirinale", a cinque giorni dal voto si muovono ancora le pedine sullo scacchiere della politica. Il centrodestra vuole far valere il peso della sua maggioranza e indicare il successore di Mattarella

Il 3 febbraio 2022 si conclude il mandato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

ANCONA – Proseguono le grandi manovre dei partiti in vista dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica. A cinque giorni dalla votazione si muovono ancora le pedine sullo scacchiere della politica e il quadro è tutt’altro che definito.

Tra i nomi spuntati nel “Fanta Quirinale”, oltre a quello di Silvio Berlusconi, fatto dal centrodestra (il cavaliere è stato presidente del Consiglio), ci sono quelli dell’attuale premier Mario Draghi, di Giuliano Amato (ex presidente del Consiglio), di Paolo Gentiloni (ex presidente del Consiglio), di Pierferdinando Casini (ex presidente della Camera), Marta Cartabia (ministro della Giustizia), Elisabetta Casellati (presidente del Senato della Repubblica).

Intanto ieri – 18 gennaio – si è tenuto un incontro tra Enrico Letta (leader nazionale del Pd), Roberto Speranza (ministro della Salute espressione Leu-Articolo 1) e Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), i leader del centrosinistra cercano un nome più “digeribile” per la loro area di quello di Berlusconi proposto dal centrodestra, sul quale hanno già espresso chiaramente il proprio niet. Il centrodestra, dal canto suo rivendica la propria maggioranza in seno all’Assemblea che dovrà eleggere il nuovo capo dello Stato e con essa l’indicazione del nome.

E al momento il nome indicato è quello di Berlusconi, anche se, non trovando convergenza nelle altre aree politiche, potrebbe tramontare lasciando la strada aperta ad un piano “b” per il successore di Sergio Mattarella.

Il commissario della Lega Riccardo Augusto Marchetti e i consiglieri regionali

Marchetti (Lega): «Centrodestra converga su nome sintesi delle anime della coalizione e trovi ampia approvazione dalle altre forza politiche»

«Il nostro obiettivo per il Colle – spiega Riccardo Augusto Marchetti, commissario regionale della Lega – è lavorare affinché il centrodestra unito converga su un nome che sappia fare sintesi delle diverse anime della coalizione e trovare ampia approvazione anche di altre forza politiche. Come primo partito abbiamo la responsabilità di presentare una proposta che sia convincente per molti, magari addirittura per tutti. Il segretario (nazionale, ndr) Matteo Salvini sta lavorando da mesi per questo».

Prisco (FdI): «Centrodestra ha diritto e dovere di proporre la candidatura al massimo vertice delle istituzioni»

Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia

«Il centrodestra, che rappresenta la maggioranza relativa nell’assemblea chiamata a eleggere il nuovo capo dello Stato, ha il diritto e il dovere di proporre la candidatura al massimo vertice delle istituzioni – dichiara Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia -. I leader della coalizione hanno convenuto che Silvio Berlusconi sia la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’alta carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono e difendere l’interesse nazionale come ha sempre dimostrato nella sua carriera e come chiesto da Fratelli d’Italia».

Oltre a questo, aggiunge Prisco «il centrodestra si conferma unito e compatto e mi auguro che questo possa durare fino all’ultima votazione utile oltre che sulla legge elettorale confermando un sistema maggioritario che vedrebbe il centrodestra primeggiare rappresentando ad oggi la maggioranza degli italiani. Basta con chi va al governo pur perdendo le elezioni – afferma -. In ogni caso mi auguro che il prossimo presidente sia eletto direttamente dagli italiani con una riforma presidenziale che dia valore e seguito alle indicazioni dei cittadini. Chi vince governa, chi perde fa l’opposizione come accade oggi per i presidenti delle Regioni o per i sindaci».