Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Capocasa saluta Ancona: «Prima Questura in Italia per impegno del personale e controllo del territorio»

Il questore, che era arrivato nel capoluogo dorico 4 anni fa, dal primo aprile lascerà il testimone a Claudio Cracovia. In una conferenza ha ricordato le operazioni salienti compiute nell'arco della sua carriera, tra le quali la cattura della banda della Uno bianca a Rimini, l'arresto dei rapinatori del furgone portavalori e quello di Jurgen Mazzoni. «Lascio una città più sicura e più tranquilla»

Oreste Capocasa
Oreste Capocasa

ANCONA – «La Polizia di Stato di Ancona è una realtà vincente sia sul fronte della repressione che della prevenzione». Così Oreste Capocasa descrive la Questura di Ancona che lascia dal primo aprile per andare in pensione. Il questore arrivato nel capoluogo quattro anni fa, passa il testimone a Claudio Cracovia.

Furti in calo del 12,5% rispetto all’anno del suo arrivo (-11,8% in provincia), 120 mila persone e 60 mila veicoli controllati in 4 anni; 6.665 le persone deferite all’autorità giudiziaria. Questi alcuni dei numeri che hanno caratterizzato l’attività di Capocasa ad Ancona: 794 gli arresti, dei quali 242 per spaccio di sostanze stupefacenti, 88 per rapina e 46 per furto in abitazione, mentre le denunce sono state 5871.

«Qui l’Upg (Polizia di prevenzione) e la Squadra Mobile (Polizia di investigazione) hanno svolto un’attività molto determinata e puntuale», ha evidenziato. Sicurezza e controllo del territorio, lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti, contrasto alla violenza di genere e ai reati contro la persona come lo stalking, sono alcuni dei fiori all’occhiello della sua attività. Un’intensa azione, quella di Capocasa, che ha portato la Questura dorica ad essere prima in Italia per impegno del personale e controllo del territorio, riuscendo a mettere a disposizione a rotazione 3 pattuglie giornaliere sulla città di Ancona.

Su questo ultimo punto ha evidenziato anche i tempi rapidi in cui è stato attuato: i malintenzionati una volta arrivati qui sono stati controllati mediamente un’ora e mezza – due ore dopo il loro arrivo ad Ancona. Insomma un forte messaggio, quello di Capocasa, alla criminalità.

Un momento della conferenza stampa del questore Capocasa. Al suo fianco Cinzia Nicolini, dirigente delle Volanti

Ma è anche il legame che il questore ha saputo creare con i suoi collaboratori e con il territorio che hanno reso più illustre e ancor più incisiva la sua attività. «La Questura di Ancona è una macchina che percorre bene la sua strada – ha detto -, grazie alla competenza e all’entusiasmo degli agenti che vi lavorano».

Tra le operazioni più importanti messe a segno alla guida della questura dorica ha voluto ricordare l’arresto di Filippo Di Cristofarola cattura dei rapinatori del furgone portavalori e di Jurgen Mazzoni che hanno riscosso l’apprezzamento da parte dell’Autorità Giudiziaria e della Procura Generale.

Ha poi evidenziato il salvataggio delle due donne intrappolate nel sottopasso allagato di Via Caduti del Lavoro, nell’estate scorsa, e che è valso a quattro agenti delle Volanti un encomio. «Gli stessi agenti – ha detto Capocasa – che al rientro, nonostante fossero bagnati fradici hanno anche arrestato una persona per spaccio».

Il questore ha poi posto l’accento sull’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti che anche in questo caso ha visto la Questura di Ancona in prima linea ed ha portato al sequestro di quantitativi importanti di droga: la più clamorose, 2 tonnellate di marijuana e 2 kg di cocaina.

«La droga è una grande preoccupazione – ha spiegato – e questo ci ha portato a un impegno rilevante sul fronte della prevenzione nelle scuole e con i genitori dei ragazzi». Per quanto riguarda la violenza di genere perpetrata ai danni delle donne ha lodato l’impegno determinato dell’ufficio anticrimine che ha saputo «inquadrare bene il fenomeno e anticiparne le mosse».

La polizia di prevenzione e quella investigativa hanno proceduto di pari passo in piena collaborazione, come ha evidenziato il questore, «svolgendo la loro attività con serietà e grande professionalità». Capocasa ha tenuto a sottolineare la motivazione e l’entusiasmo degli agenti, «vogliosi di affrontare ogni giorno la realtà. Non ho mai visto lassismo o insoddisfazione. Una bella realtà che quotidianamente conquista il suo ruolo in un contesto sempre più difficile. Dare sicurezza richiede ragionamento».

Tra le operazioni più importanti eseguite nell’arco di tutta la sua carriera, Capocasa ha ricordato quelle compiute nella sua città di origine, Rimini, dove ha messo a segno l’arresto della banda della Uno Bianca. Era il 20 novembre 1994 quando avvenne la cattura di un rapinatore seriale che agiva in rete con altri 32 nelle regioni limitrofe. E poi il contrasto alla prostituzione nigeriana.

«Poche volte mi sono fatto prendere dallo sconforto – ha detto – La partita con la delinquenza bisogna saperla giocare».

Sulla tragedia di Corinaldo ha ricordato la sua commozione nel vedere i lenzuoli bianchi coprire le 6 vittime ed ha invocato la necessità di tenere alta l’attenzione sulla prevenzione all’interno dei locali. In merito alla questione del declassamento della questura dorica ha invece spiegato che l’acume del capo della Polizia non permetterà che se ne sentano gli effetti.

In merito al nuovo questore, Claudio Cracovia, si è espresso sottolineandone la competenza e la grande preparazione: «Darà lustro alla città di Ancona e sarà in grado di gestirne le criticità».

«Mi spiace andare via da Ancona per come mi ha accolto e per come mi è stata riconoscente nel conseguimento dei risultati positivi». Capocasa, che farà ritorno nella sua sua città, Rimini, ha sottolineato di lasciare «una Questura che ha la piena coscienza del proprio ruolo sul territorio, con personale preparato e convinto che il fare bene porta a risultati positivi». «Lascio una città più sicura e più tranquilla, con personale preparato ed efficace». Capocasa ha infine sottolineato anche la collaborazione con il sindaco Valeria Mancinelli.