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Ancona

Welfare e non autosufficienza, i pensionati marchigiani manifestano davanti alla Prefettura

Tante le questioni sollevate dalla Cgil, Cisl e Uil nel presidio di Ancona. Tra queste la necessità di rivalutazione delle pensioni «che hanno perso potere di acquisto», spiegano

ANCONA – «Siamo quel welfare che in Italia non esiste più». È il grido di allarme lanciato dai pensionati di Cgil, Cisl e Uil che stamane hanno manifestato davanti alla Prefettura in piazza del Plebiscito ad Ancona per accendere il riflettori sulla condizione della “terza età” nel nostro Paese.

Sul tavolo tante le questioni, fra le quali le pensioni troppo basse, il servizio sanitario e sociale non adeguato, oltre al grande problema della non autosufficienza. Le delegazioni delle tre sigle sindacali in mattinata sono state ricevute dal prefetto di Ancona Antonio D’Acunto, al quale hanno presentato le loro richieste.

Pensioni sempre più risicate e senza aumento contrattuale previsto per legge, poi il grande nodo della non autosufficienza che in Italia tocca 1milione e 500mila persone e solo nelle Marche oltre 70 mila.

Un paese che invecchia l’Italia e la nostra nostra regione in particolare è fra le più popolate da over 64, dove quindi il tema della non autosufficienza è centrale. Numeri destinati addirittura ad aumentare se si considera che secondo le previsioni del Censis nel 2040 i non autosufficienti potrebbero toccare quota 5milioni di persone in Italia.

Insomma una questione da affrontare al più presto specie alla luce della situazione critica sul versante economico.

Un momento del presidio dei sindacati davanti alla Prefettura di Ancona

«Un carico lasciato esclusivamente sulle spalle delle famiglie», lamenta Silvana Santinelli segretaria regionale Fnp Cisl. «Non ci sono servizi – prosegue – non c’è un sistema sociale e sanitario adeguato e manca la possibilità di dedurre una serie di costi come ad esempio il costo delle badanti che molti non possono sostenere. Sono pochissime le badanti nelle Marche che hanno un contratto di lavoro regolare e c’è anche il grosso problema delle strutture residenziali che sono assolutamente insufficienti, con pochissima disponibilità di posti, lunghissime liste di attesa e costi elevatissimi».

Quadro tutt’altro che confortante che rischia di ripercuotersi sulle famiglie che spesso ricevono dai nonni quel supporto fondamentale che i servizi non sono in grado di erogare. «Siamo i nonni che in questo momento si occupano delle persone anziane, dei più giovani e dei bambini – sottolinea la Santinelli -. Siamo quel welfare che in Italia non esiste e che è rappresentato dalla grande forza dei nonni».

Per tentare di risolvere le numerose criticità presenti sul tavolo i sindacati a settembre hanno sottoposto al governo una piattaforma per sollecitare interventi da inserire nella finanziaria. E proprio in questi giorni si stanno svolgendo una serie di presidi in Piazza Montecitorio a Roma attraverso i quali i pensionati italiani chiedono «risposte che da anni non arrivano – spiega Domenico Sarti segretario generale del sindacato pensionati della Cgil -. Una piattaforma che chiede fra l’altro anche una rivalutazione delle pensioni, sono ormai diversi anni che non viene fatto e hanno perso potere di acquisto. È il momento di dare una risposta seria. Serve una riforma fiscale seria perché i pensionati italiani sono quelli che pagano più tasse rispetto agli altri pensionati dei paesi europei».

Intanto domani (20 dicembre) le organizzazioni sindacali incontreranno rappresentanti del Governo ai quali sottoporranno le loro richieste. «Oltre ad una legge sulla non autosufficienza e la rivalutazione delle pensioni – spiega Sandro Bellagamba della segreteria regionale di Uilp -, chiederemo che venga ricostituito il montante contributivo perché dai nostri centri studi risulta che i pensionati stanno ormai perdendo una mensilità. Presenteremo anche il problema degli incapienti che non possono portare in detrazione le spese mediche».