Crac Banca Marche, Ubi e Pwc restano fuori dal processo. Ammesse le nuove parti civili

La decisione è arrivata al termine della terza udienza che si è tenuta presso il Tribunale di Ancona. Soddisfatto a metà l'avvocato Corrado Canafoglia (Unione Nazionale Consumatori) che sperava nella citazione in giudizio per la banca che ha acquistato le azioni e per la società di revisione. Prossima udienza fissata al prossimo 9 settembre

ANCONA – Ubi Banca e Pwc restano fuori dal processo per il crac di Banca Marche, mentre sono state ammesse tutte le nuove parti civili. La decisione è arrivata oggi (8 luglio) intorno alle 15,45, al termine della terza udienza che si è tenuta presso il Tribunale di Ancona, presieduta dal giudice Francesca Grassi.

Ubi Banca e Pwc, la società di revisione che controllava l’andamento della gestione dell’istituto di credito, non sono state ammesse quali responsabili civili: in caso di condanna degli imputati non sono tenute a pagare in solido il danno riconosciuto dal Tribunale. La citazione era stata chiesta dal legale di Unione Nazionale Consumatori Corrado Canafoglia sulla base di un documento dal quale sarebbe risultato, secondo l’avvocato, che Ubi al momento dell’acquisto di Banca Marche poteva essere a conoscenza della possibilità di dover risarcire azionisti e obbligazionisti.

Ammesse le 600 nuove parti civili che si erano costituite in giudizio nel corso della prima udienza del processo (20 maggio 2019), ad eccezione di 7 privati e del Comune di Jesi. Le parti civili ammesse a processo sono complessivamente 3500.

Il legale di Unione Nazionale Consumatori Corrado Canafoglia

Soddisfatto a metà il legale di Unione Nazionale Consumatori, Corrado Canafoglia: «Vedremo le motivazioni relative all’esclusione della richiesta di citare responsabili civili Ubi Banca e Pwc. Importante il mantenimento delle parti civili nel procedimento perché in altre situazioni sono state escluse o ridotte al solo danno morale».

Una mancata ammissione, quella di Ubi e società di revisione, «in linea con quanto avvenuto in altri processi a livello nazionale come Banca Etruria, Cariferrara e Veneto Banca», spiega l’avvocato.

La prossima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 9 settembre alle 9,30. Con l’occasione verrà decisa l’ammissione di responsabilità civile di Banca Marche in liquidazione coatta amministrativa che chiede di essere esclusa dal processo. «Una tesi che se venisse accolta- spiega l’avvocato Canafoglia – non vedrebbe più nessun responsabile civile al processo, ma ci auguriamo che l’istituto di credito venga mantenuto come responsabile civile». La prossima udienza vedrà l’apertura del dibattimento con l’ammissione di teste e testimonianze.

Tredici gli imputati del processo, tra i quali l’ex presidente Lauro Costa, l’ex direttore generale Massimo Bianconi e altre 11 figure dirigenziali ai quali sono contestati vari reati: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, ostacolo della vigilanza e falso in prospetto.

Intanto i risparmiatori azzerati potranno contare sul fondo di indennizzo le cui domande potranno essere presentate a partire dal 26 luglio. Le informazioni per la compilazione della domanda sono già online sulla piattaforma Consap; a Osimo verrà allestito uno sportello di supporto nella presentazione e compilazione dei documenti. Il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha stanziato a bilancio 1,575 miliardi di euro per risarcire i truffati delle banche sul territorio nazionale.
L’indennizzo per gli obbligazionisti ammonterà al 95% del costo di acquisto, mentre gli azionisti potranno contare sul 30% entro il limite massimo di 100.000 euro.