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Pasta, prezzo alle stelle, Cantori (Cna): «Rincari energetici e sui materiali di confezionamento»

Il costo della pasta nel mese di marzo ha fatto registrare un aumento del 17,5% rispetto all'anno precedente. Un rincaro notevole. Ne abbiamo parlato con l'associazione di categoria

ANCONA – Schizza alle stelle il prezzo della pasta, che nel mese di marzo ha fatto registrare un aumento del 17,5% rispetto all’anno precedente, tanto che il ministero delle Imprese e del made in Italy ha dato mandato al Garante per la sorveglianza dei prezzi, di convocare la Commissione di allerta rapida per analizzare la dinamica del prezzo.

«È l’effetto guerra in Ucraina e dei rincari energetici e delle materie prime – spiega Andrea Cantori di Cna Ancona – una dinamica, quella del rincaro, che interessa anche altri alimenti, come l’olio di girasole, che, essendo prodotto per lo più nel paese in guerra, aveva per primo registrato un aumento importante».

Andrea Cantori, segretario provinciale Cna Ancona Agroalimentare

Alla base del rialzo vistoso, c’è l’aumento del prezzo della farina di frumento registrato nell’ultimo anno, tanto che il governo Draghi aveva aumentato la produzione di grano italiano per compensare l’effetto. Ma ad incidere più di tutto sui rialzi è il costo dell’energia elettrica, spiega Cantori, insieme a quello del gas.

«Stiamo vedendo importanti rialzi sui materiali di confezionamento – spiega – come vetro, carta e imballaggi, il cui incremento è legato ai costi energetici che incidono sul prezzo finale». E poi c’è l’inflazione che è tornata a galoppare, facendo lievitare tanti altri costi, dai trasporti, ai servizi.

Il costo degli alimenti che nell’ultimo anno ha subito un rincaro, insieme a quello energetico, e dei materiali di confezionamento, pesa anche sul mondo della ristorazione. «I ristoranti risentono molto dell’incremento dei prezzi dell’energia elettrica tra frigoriferi, piastre e lavastoviglie» spiega Cantori.

Simone Baleani, consigliere nazionale della Federazione Italiana Cuochi, evidenzia che gli incrementi dei prezzi di uova e farina, nell’ordine di un range «tra il 5 e il 10%», hanno causato un incremento verso l’alto dei prezzi della pasta fresca che finisce sulle tavole dei ristoranti e della pasta artigianale di qualità. Un incremento che però nella maggior parte dei casi i ristoratori non hanno scaricato sul cliente perché «assorbito in parte dai fornitori e in parte dalla ristorazione. Certo – spiega – qualche ritocco ai prezzi del menù c’è stato, ma si tratta di lievi incrementi, attorno al 2%».

Il vetro, spiega lo chef, fa crescere verso l’alto anche il prezzo dei vini, altra voce importante nei menù dei ristoranti. I cuochi però hanno trovato le loro strategie per fronteggiare la situazione: «Cerchiamo di evitare gli sprechi – conclude – e di fare attenzione al costo della singola porzione».

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