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Ancona

Via libera alle prenotazioni di visite ed esami nelle farmacie, c’è l’accordo

Dai primi di luglio l'iniziativa partirà a regime su tutto il territorio regionale, grazie all'intesa raggiunta con Federfarma e Assofarm. Ceriscioli: «Un grande salto di qualità»

Da sinistra Luca Pieri, Luca Ceriscioli, Maurizio Mangialardi, Stefano Golinelli

ANCONA – Già a partire dalle prossime settimane esami e visite mediche potranno essere prenotati nelle farmacie marchigiane. È l’esito dell’intesa raggiunta fra Regione Marche, Federfarma e Assofarma illustrata questa mattina in video conferenza alla presenza del presidente regionale Luca Ceriscioli, del presidente Anci Maurizio Mangialardi, del vice presidente nazionale Assofarm Luca Pieri, del presidente di Federfarma Pesaro Urbino Stefano Golinelli e i direttori dell’Agenzia Regionale Sanitaria Lucia di Furia e Rodolfo Pasquini.

Il presidente regionale Luca Ceriscioli nel precisare che l’iniziativa partirà a pieno regime da luglio,  ha spiegato che si tratta «di un grande salto di qualità» poter prenotare nelle farmacie, specie per gli anziani che in questa maniera non dovranno più spostarsi o chiamare il cup per prenotare le prestazioni sanitarie di cui hanno bisogno, ma saranno «facilitati». Insomma le farmacie, già punto di riferimento del territorio, tornano ad essere ancora più protagoniste delle comunità, in particolar modo di quelle più piccole ed isolate.

«I cittadini marchigiani possono, ancora una volta, dopo quanto vissuto nella pandemia, essere orgogliosi dei loro servizi sanitari, perché dimostrano di essere efficienti nella cura delle malattie e attenti nelle cose apparentemente più semplici, come una prenotazione» ha spiegato Ceriscioli. «La pandemia ha interrotto il grande lavoro avviato dalla Regione per la riduzione delle liste di attesa – prosegue -. Contiamo di riallineare tutto il sistema entro luglio, recuperando l’efficacia dimostrata».

L’obiettivo, una volta che l’iniziativa sarà andata a regime, è quello oltre alla prenotazione, di arrivare anche al pagamento e al ritiro dei referti delle prestazioni specialistiche e ambulatoriali direttamente nelle farmacie. Ma qui si potrà anche scegliere o revocare il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta, o rilasciare il consenso informato per il Fascicolo sanitario elettronico. L’accordo raggiunto entrerà subito in vigore e scadrà il 31 dicembre del 2021, anche se sarà rinnovabile di anno in anno.

Un momento della video conferenza sull’intesa fra Regione e Farmacie

«È un contributo che diamo a tutti gli amministratori» ha dichiarato Ceriscioli, spiegando per andare incontro alle esigenze dei giovani lavorerà sul potenziamento delle app.  A partire dalle prossime settimane saranno non meno di 120 farmacie che aderiranno ha precisato il governatore per poi estendere il servizio in maniera capillare.

Il vice presidente nazionale di Assofarm, Luca Pieri, ha ricordato che «tutti abbiamo lavorato insieme per far si che l’accordo arrivasse in porto» e che la Regione Marche «con questo accordo denota la volontà» di supportare le fasce più deboli. Insomma secondo Pieri si tratta di un «risultato straordinario».

«Un accordo lungimirante» per il presidente di Federfarma Pesaro Urbino Stefano Golinelli che ha sottolineato come «in un mondo digitale, dove si fa tutto con le app, la farmacia offre un front office» che pone le Marche come «esempio per la Nazione».

Il presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi si è dichiarato molto orgoglioso del progetto che offre un grande servizio ai comuni che vedono nella medicina del territorio un elemento fondamentale e nelle farmacie una parte saliente di questa rete che va potenziata.

La dirigente dell’Ars Lucia Di Furia ha citato il numero delle farmacie presenti nella regione, ovvero 534, un dato che come ha osservato rende la misura «della distribuzione» capillare del servizio, mentre il dirigente Rodolfo Pasquini ha sottolineato che si partirà subito con la formazione del personale. L’iniziativa già partita in forma sperimentale in alcune farmacie della Regione vedrà parte dei costi a carico dell’Asur mentre altre prestazioni saranno a carattere gratuito. Le farmacie percepiranno un rimborso dalla Regione a copertura delle spese sostenute dal momento che dovranno essere previsti postazioni e personale dedicato, ma Federfarma ha già precisato che si tratta di un «servizio a prezzo politico» perché l’obiettivo è quello di garantire un servizio ai cittadini.