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Ancona

Premi ai sanitari, vertice in Regione con i sindacati. Si preme per una soluzione

Nel corso dell'incontro si è cercato di stringere per elargire al più presto il riconoscimento economico agli operatori sanitari impegnati nella fase uno. Nel prossimo tavolo la proposta di un'integrazione economica

ANCONA – Uniformare le premialità da riconoscere a medici, sanitari, oss e tecnici impegnati nella fase uno dell’emergenza sanitarie e chiudere finalmente il cerchio, visto che nelle altre regioni, maggiormente colpite dalla pandemia, questo riconoscimento economico per il lavoro senza sosta svolto fra marzo e aprile è stato erogato già da tempo. È stato questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto oggi fra i sindacati, i vertici della sanità regionale marchigiana e l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini.

Nel corso dell’incontro, l’assessore ha dato mandato agli uffici di accelerare la questione e si è detto disponibile ad aggiungere ulteriori risorse, all’accordo siglato nel maggio scorso con la giunta Ceriscioli, utilizzando le risorse provenienti dal Decreto Rilancio. Nell’accordo siglato in precedenza, infatti, era stato utilizzato come criterio del sistema premiale la ripartizione per fasce basata sulla consistenza dei fondi, ma in questa maniera si sarebbero registrate differenze sostanziali fra enti: ad esempio un operatore sanitario di Marche Nord avrebbe percepito 600 euro, mentre uno di Torrette o Asur la metà. L’intenzione dell’assessore è quella di impiegare quota parte dei 4,8milioni messi a disposizione dal Decreto Rilancio.

Nel corso del prossimo incontro, che si terrà fra una settimana, verrà individuata la nuova quota. Nel corso del tavolo è emerso anche il problema della carenza di personale che affligge la sanità marchigiana. Una carenza che si è manifestata anche nell’ambito del Covid Hospital di Civitanova Marche riaperto in questi giorni e dove proprio ieri sono arrivati i primi pazienti.

Saltamartini ha manifestato l’intenzione di voler evitare una mobilità forzosa del personale, ed ha annunciato di stare valutando modalità incentivanti che saranno discusse nel prossimo tavolo di confronto. L’obiettivo dei sindacati è quello di evitare che il personale sia costretto a turni aggiuntivi oltre a quelli già svolti in altre strutture come accaduto in passato, la soluzione ideale e auspicata dalle parti sociali è quella che si possa ottenere una mobilità incentivata a parità di orario.

«Come primo incontro possiamo dirci soddisfatti – spiega Matteo Pintucci, segretario regionale Fp Cgil Marche -, chiediamo da mesi di mettere maggiori risorse per le premialità dei sanitari, da quando sappiamo che era possibile farlo. L’impressione, da questo primo confronto con la nuova amministrazione regionale, è stata di concretezza e di voler andare in tempi rapidi verso una soluzione del problema. Ora attendiamo di vedere numeri e cifre».

Sulla questione del personale, Pintucci spiega che «ci sono problemi di organico ovunque, il malcontento è diffuso. Ci sono reparti come Anestesia, Pronto soccorso, Medicina d’urgenza e Malattie infettive all’ospedale regionale di Torrette che hanno diversi problemi dai posti letto ad un inadeguato screening e tracciamento dei virus tra i lavoratori. Ma è solo un esempio. Tutta la sanità marchigiana soffre e per questo è necessario affrontare e risolvere le questioni quanto prima».

«Si è trattato di un primo incontro positivo, pur nella sua interlocutorietà – commenta Luca Talevi, segretario regionale di Fp Cisl -, in cui il sindacato ha preso positivamente atto della volontà dell’assessore Saltamartini a definire l’annosa vicenda degli incentivi covid a coloro, definiti a parole “eroi”, ma che non hanno visto un centesimo di incentivi. Ci auguriamo che i tavoli tecnici dei prossimi giorni, oltre a definire la questione incentivi, permetta di affrontare le tante problematiche organizzative e di personale legate alla attuale nuova fase emergenziale».