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Ancona

Post sisma, Landini: «Ricostruire per rilanciare l’economia»

Il segretario generale Cgil ha spiegato che occorre far diventare il tema una questione nazionale. Una opportunità per l'economia: solo gli appalti pubblici, nelle Marche, muovono una spesa che supera i 700 milioni di euro in un anno

Un momento della diretta Facebook organizzata dalla Cgil Marche

ANCONA –  La progettazione degli interventi, insieme alla necessità di potenziare gli uffici della ricostruzione, sono alcuni dei punti critici evidenziati dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nel corso della diretta Facebook promossa dalla Cgil Marche su Appalti, lavoro e legalità. Una diretta alla quale hanno preso parte anche Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche; Giuseppe Santarelli, segretario regionale; Gino Sabatini, presidente Camera Commercio Marche; Giovanni Legnini, commissario straordinario ricostruzione post-sisma 2016; Tiziano Beldomenico, segretario regionale Fiom; Daniele Boccetti, segretario generale Fillea Cgil Marche; Daniel Taddei, segretario generale Cgil Macerata.

Nel suo intervento Landini si è focalizzato sulla ricostruzione post-sisma evidenziando che «quando si parla di legalità e si lavoro, può apparire un paradosso, ma uno dei problemi di oggi è fare le assunzioni e potenziare strutturalmente gli uffici tecnici dei comuni, le strutture commissariali per avere le competenze e le persone che possono progettare e fare andare avanti i lavori e controllare che quello che si fa funzioni».  Il segretario generale Cgil ha sottolineato «siamo disponibili a far diventare la questione  nazionale, per ricostruire e rilanciare l’economia».

Sollecitato sul Decreto Rilancio, Landini ha sottolineato la mancanza di «un tavolo nazionale dove poterne discutere ufficialmente» con i sindacati evidenziando «difficoltà di interlocuzione» con il Governo. Inoltre ha osservato come «anche i miglioramenti che sono contenuti all’interno del testo» non siano altro che il «frutto di segnalazioni, di pressioni, di richieste che la Cgil ha avanzato, senza avere ad oggi la possibilità, al di là degli impegni e delle promesse fatte, di discutere dei contenuti del decreto».

ll Commissario per la ricostruzione Legnini, nel suo intervento ha annunciato un incontro con la Ministra dell’Interno per il 28 luglio con tutte le Prefetture interessate per avviare i protocolli di legalità, già firmati a Macerata ma da estendere a tutta l’area del cratere. Inoltre ha sottolineato la necessità di garantire stabilità al personale che lavora negli uffici per la ricostruzione, confermando che sono stati avviati concorsi per potenziate gli organici.

La ricostruzione potrebbe rappresentare un volano per l’economia delle Marche, specie nel post covid. I dati presentati da Cgil infatti mostrano che la ricostruzione nelle sole Marche rimetterebbe in moto l’economia per alcuni miliardi. Nel 2019, nella regione, sono state indette dalle stazioni appaltanti pubbliche, 1.078 gare per forniture per una spesa complessiva pari a 616 milioni di euro, 1.225 gare per servizi per una spesa pari a un miliardo e 454 milioni di euro e 1.664 gare per lavori pari a 691 milioni di euro.

Solo gli appalti pubblici, nelle Marche, muovono una spesa che supera i 700 milioni di euro in un solo anno di cui oltre il 60% rappresentato da concessioni ad alta intensità di manodopera. «Secondo i dati Anac – spiega Santarelli – , ci sono elementi positivi come l’incidenza dello scostamento rispetto ai costi di esecuzione previsti che segna un punto in meno rispetto alla media nazionale o l’indicatore dei tempi di esecuzione degli appalti che è quasi di 10 punti più basso rispetto alla media nazionale. Ci sono però anche dati negativi che ci dicono come siamo sopra la media nazionale sull’indicatore che misura le varianti in corso d’opera con due punti sopra o che siamo molto al di sotto della media sull’utilizzo dell’offerta economicamente più vantaggiosa nei criteri di aggiudicazione».

Insomma un quadro fra luci e ombre dove il rischio di infiltrazioni malavitose è sempre presente. Secondo le stime della Cgil Marche, sono  50 mila i lavoratori impegnati nel sistema degli appalti nella regione, 13 mila dei quali nei servizi socio-assistenziali, circa 12 mila nei servizi di pulizia, vigilanza, portierato e mense, 7 mila nella logistica e nei trasporti e 12 mila nell’edilizia, il 10% del totale dei dipendenti privati.

Daniela Barbaresi nel suo intervento ha posto l’accento sulla questione degli appalti pubblici sottolineando l’impegno della Cgil con la messa a punto dei protocolli «i cui risultati si stanno vedendo proprio ora. Per la ricostruzione, abbiamo bisogno di una sede e di una modalità stabili e strutturate per discutere i problemi concreti, le criticità da affrontare e gli ostacoli che, quotidianamente, incontrano istituzioni, imprese, professionisti, lavoratori e organizzazioni sindacali». Inoltre secondo la segretaria generale Cgil Marche è necessario un confronto sulle prospettive di sviluppo dei territori colpiti dal sisma.