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Ancona

Ricostruire e rigenerare le aree del sisma, in Consiglio regionale via libera alla risoluzione

La Giunta si impegnerà a prorogare lo stato d'emergenza fino al 31 dicembre 2024 e ad istituire una zona economica speciale

La commemorazione del Giorno del Ricordo in Consiglio regionale

ANCONA – È stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, nella seduta aperta dedicata al post-sisma, una risoluzione che impegna la Giunta marchigiana alla proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2024 e all’istituzione di una area a fiscalità agevolata per i comuni del cratere.

Il documento rappresenta la sintesi di quattro risoluzioni proposte dalle diverse forze politiche dell’Assemblea: una della Lega, sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza, una del gruppo Pd e due a firma delle consigliere del Movimento 5 Stelle.

Ad avere l’unanimità, nell’ambito della coesione auspicata dal governatore Acquaroli fra le diverse forze politiche nel corso del suo intervento in chiusura della seduta straordinaria, è stata la proposta di risoluzione unitaria, che delinea una serie di interventi da mettere in campo nelle zone colpite dal sisma del 2016 per la rigenerazione del tessuto socio-economico.

Ricostruzione sociale e della microeconomia delle comunità appenniniche, sono gli obiettivi salienti della risoluzione che impegna la Giunta a prevedere misure di sostegno alla residenzialità per contrastare il fenomeno dello spopolamento, al cofinanziamento dello sviluppo delle imprese esistenti, ad agevolazioni fiscali per incentivare l’insediamento di nuove attività economiche, specie delle start-up innovative e delle imprese ad alto contenuto tecnologico.

Nel documento viene chiesta la proroga della Zona Franca Urbana per almeno altri 5 anni, la sospensione e proroga dei termini per i finanziamenti concessi alle Partite Iva, la proroga della sospensione del pagamento dei mutui sottoscritti dai cittadini su quei fabbricati gravemente danneggiati dal sisma e l’applicazione del Reverse charge Iva (deroga all’esigibilità e detrazione dell’Iva) anche alle zone del cratere perché altrimenti le aziende si troverebbero costrette ad anticipare somme difficilmente sostenibili.

Per quanto concerne il Recovery Fund, la risoluzione la presenza di una rappresentanza dei sindaci delle quattro regioni nella cabina di regia per la gestione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza presso le struttura di Missione Casa Italia e impegna la Giunta ad attivarsi per affrontare il problema della mancata ricostruzione delle unità immobiliari private, specie delle seconde case e di quelle in multiproprietà, per una riqualificazione dei borghi.

Poi la proroga delle procedure semplificate in materia di appalti di lavori, beni e servizi, di almeno di 5 anni, la redazione di una circolare esplicativa per l’applicazione dell’Eco-Bonus e del Sisma Bonus alla Ricostruzione. Tra le opere infrastrutturali cruciali il documento chiede di inserire la Pedemontana, che collega il Fabrianese con l’Ascolano, una opera viaria strategica per rendere competitivi i territori.

Ieri nel corso del suo intervento in Aula, il commissario per la Ricostruzione Giovanni Legnini aveva annunciato di voler realizzare un Testo Unico delle ordinanze ed aveva posto l’accento sulla necessità di pensare allo sviluppo economico dei territori del cratere sismico.

Legnini aveva anche annunciato di voler procedere entro l’anno alla stima definitiva dei danni alle strutture pubbliche e provate del Centro Italia per quantificare i tempi della ricostruzione. Affrontando il tema della zona economica speciale, proposta da Acquaroli, Legnini si è espresso molto favorevolmente, ma non ha nascosto che si tratti di un percorso non semplice, anche se «forse si può provare nella attuale cornice di maggiore flessibilità europea».

Il commissario per la Ricostruzione aveva poi posto l’accento sulla necessità di avanzare nuovi progetti, ma anche di confermare quello approvato dalla precedente Giunta, “Nuovi sentieri di Sviluppo” per l’Appennino.

Intanto però la ricostruzione ha avuto una accelerazione: «Il dato del primo trimestre del 2021 ci conforta molto – ha detto Legnini -, con 1.900 decreti di concessioni di contributo per la ricostruzione post terremoto, corrispondente al triplo dello stesso periodo dello scorso anno». Un dato che riguarda tutto i cratere sismico, «ma in gran parte le Marche», più colpite rispetto alle altre tre regioni (Umbria, Lazio e Abruzzo).