Polytechne al via. Longhi: «Contaminazione tra arte e scienza»

Taglio del nastro per la mostra-evento che raccoglie le opere di trenta artisti, esposte fino al 31 ottobre, nelle cinque facoltà dell'Università Politecnica delle Marche: Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Scienze. In esposizione anche il celebre scultore marchigiano Giuseppe Uncini

Una delle opere esposte a Polytechne
Una delle opere esposte a Polytechne

ANCONA – Le opere di trenta artisti dalle Marche, dall’Italia e dall’estero esposte negli spazi dell’Università Politecnica delle Marche. È stata inaugurata ieri, 16 maggio, la mostra-evento Polytechne, con cui l’Ateneo dorico celebra i 50 anni dalla sua fondazione. Si tratta di un progetto unico nel panorama nazionale che vede 34 opere di arte contemporanea esposte in maniera diffusa negli ambienti universitari delle cinque facoltà: Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Scienze.

Una iniziativa che rappresenta una «contaminazione tra arte e scienza» come ha spiegato il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi: «Volevo lasciare un’impronta – ha detto – e in questo senso il binomio tra arte e scienze è inscindibile nella spinta verso la creatività». Opere che hanno prodotto «un cambiamento fisico negli spazi dell’Università – ha evidenziato il rettore – e in chi si trova ad attraversarli». La mostra, ha annunciato Longhi, sarà aperta anche oltre l’ambito dell’Ateneo e potrà ospitare le visite dei cittadini.

Al termine dell’esposizione, previsto per il 31 ottobre prossimo, verrà realizzato un catalogo dell’evento con le opere in mostra delle quali 5 sono “site specific”, ovvero realizzate appositamente per la mostra, che rimarranno all’Università insieme alle altre 6 donate dagli artisti Carlo Cecchi, Lisa Borgiani (“Onde di luce” realizzata sulla scalinata della Facoltà di Ingegneria), Rocco Natale, Marzio Cialdi, Franco Cecchini e Bruno Mangiaterra. Le opere “site specific” sono state invece realizzate da Antonella Mazzoni (Economia), Arnold Dall’O (Medicina), Terenzio Eusebi (Ingegneria), Roberto Pugliese (Scienze) e Giorgia Severi (Agraria).

Tra gli artisti in esposizione anche il marchigiano Giuseppe Uncini, scultore e pittore celebre per le sue opere in ferro e cemento, Bruno Marcucci con la sua scultura in ferro e vernice nera, Marzio Cialdi che ha realizzato una scultura in acciaio esposta alla Facoltà di Ingegneri, Franco Cecchini con un’opera fotografica, Giuliano Giuliani che ha prodotto un’opera in legno e travertino, Antonella Mazzoni ha dipinto un acrilico su tela che sarà oggetto di un’autopsia da parte di un chirurgo insieme ad altre tele, e poi R.E.M.I.D.A. con le immagini di clochard e dei loro oggetti, evocativi di una realtà sociale fatta anche di povertà, opera realizzata attraverso una tecnica mista su legno.

Da sinistra Valerio Dehò, Sauro Longhi e Bruno Mangiaterra

Curatore d’eccezione della mostra-evento, Valerio Dehò, docente di Estetica all’Accademia delle Belle Arti di Bologna. «L’idea – ha detto – era quella di creare un’evento tra arte e scienza all’interno dell’Università Politecnica delle Marche dove permettere a studenti e docenti di vivere un rapporto quotidiano con l’arte contemporanea, in uno spazio non convenzionale perché non deputato all’esposizione delle opere». Una sfida molto significativa, ha dichiarato il curatore, nel sottolineare che «l’arte contemporanea è un linguaggio che giovani possono e devono vivere in un modo molto intenso».  La mostra, oltre ad inserirsi nella settimana di celebrazione dei 50 anni della Politecnica, si realizza nell’anno di Leonardo, ha precisato Dehò, «artista e scienziato che abbraccia due culture: umanistica e scientifica». Opere che come ha precisato il curatore sono state selezionate «non solo per essere viste, ma per essere vissute».

La mostra prevederà anche una serie di eventi, incontri, proiezioni, talks e performance, che avranno l’obiettivo di creare un ponte stabile tra Università e Arte, perché come ha spiegato il curatore «non vogliamo che sia un fuoco di paglia». Quello che abbiamo realizzato è una grande operazione di “public art”: non serve recarsi in un museo, occorre invece portare l’arte dove la gente vive dove la vita scorre, perché la creatività degli artisti è molto comunicabile».

Una delle installazioni R.E.M.I.D.A.

Tra gli artisti in esposizione anche il lauretano Bruno Mangiaterra, presente con tre opere, una alla Facoltà di Economia e due ad Ingegneria. Mangiaterra ha espresso l’entusiasmo degli artisti che hanno partecipato alla mostra-evento, auspicandone un percorso permanente così da dare spazio alla contemporaneità. «L’idea è stata quella di portare una dimensione poetica dentro la celebrazione dei 50 anni dell’Università Politecnica delle Marche. Collocare le opere all’interno delle facoltà permette agli studenti di confrontarsi con i gesti creativi degli artisti e non solo con le materie di studio».