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Poliziotto a visita psicologica, il Siulp: «Concesso l’accesso agli atti. Ci aspettiamo una riflessione a livello ministeriale»

Il Siulp aveva organizzato un volantinaggio davanti alla Questura di Ancona, per protestare contro la visita a cui sarebbe stato sottoposto un collega. Il Questore ha concesso l'accesso agli atti prima della pronuncia il 2 febbraio sul ricorso

La Questura di Ancona
La Questura di Ancona

ANCONA – «Siamo molto soddisfatti». Il segretario provinciale del Siulp Alessandro Bufarini, commenta così la decisione del Questore di Ancona, Cesare Capocasa, il quale sul caso della visita psicologica a cui sarebbe stato sottoposto un poliziotto «ha deciso di non attendere la pronuncia, prevista per il 2 febbraio, della Commissione Accesso Atti istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a cui il collega aveva proposto ricorso contro il diniego all’accesso, ma di annullare, in autotutela, il decreto di diniego e di concedere tutti gli atti richiesti».

Il sindacato dei lavoratori di polizia nelle scorse settimane aveva organizzato un volantinaggio davanti alla sede della Questura di Ancona, in via Gervasoni, per protestare contro la visita a cui sarebbe stato sottoposto un collega «senza fornire motivazioni». Il Siulp evidenzia che con il «’ravvedimento operoso’ del Questore di Ancona» il collega «potrà finalmente sapere “il perché” ha subito un percorso così invasivo della persona come quello di essere sottoposto a visita dallo psicologo, fino ad ora precluso».

Bufarini, attraverso una nota stampa, fa sapere «stiamo valutando con il nostro studio legale, la fattibilità di ulteriori azioni, perché dopo aver letto i documenti forniti, siamo ancora più convinti che non vi erano i presupposti per l’attivazione dell’iter sanitario, effettuato peraltro senza il rispetto delle procedure e della privacy, ma, soprattutto, senza una “vera” causa scatenante, in cui alcuni fatti segnalati sono vecchi di anni e per tali motivi non posso entrare ulteriormente nel merito della questione. Ringraziamo l’Amministrazione centrale e il Segretario Generale Nazionale Siulp Felice Romano per l’attenzione sulla vicenda e la vicinanza dimostrata al collega».

«Stiamo affrontando un momento estremamente delicato del sistema sicurezza _ prosegue la nota – stressato da una carenza di organico e vivendo un percorso degenerativo della credibilità e dell’autorevolezza delle Istituzioni, in cui l’impunità sta prevalendo. Ecco perché, il rispetto delle regole deve partire necessariamente dal nostro interno ed, ora più che mai, la gestione del personale rappresenta un momento fondamentale di attenzione alle difficoltà».

Il Siulp tornando sul caso specifico fa notare che «se il collega non avesse avuto un carattere forte ed un sindacato altrettanto capace, il rischio in cui si poteva incorrere era quello di “distruggere” una persona e non di aiutarla. 37 anni di servizio senza mai una sanzione disciplinare, effettuati prioritariamente in attività di polizia giudiziaria, non possono rimanere solo un numero ma devono trovare il giusto riconoscimento dell’Amministrazione. Su tutta la vicenda ci aspettiamo una seria riflessione a livello ministeriale».

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