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Ancona

Mostre, esposto di Gambacorta (M5S) e Tombolini (60100): «Grave danno erariale e abuso d’ufficio»

L'Amministrazione ha concesso 283mila euro di contributo a Civita Mostre srl per l’organizzazione di tre mostre. I due consiglieri denunciano «l’irregolarità nella gestione del denaro e del patrimonio pubblico, riferimenti normativi violati, elusione dell’Iva e costi non controllati»

i consiglieri Maria Ausilia Gambacorta (M5S) e Stefano Tombolini (60100)
i consiglieri Maria Ausilia Gambacorta (M5S) e Stefano Tombolini (60100)

ANCONA – In due anni il Comune ha concesso 283mila euro di contributo a Civita Mostre srl per l’organizzazione di eventi culturali alla Mole e in Pinacoteca e i consiglieri Maria Ausilia Gambacorta (M5S) e Stefano Tombolini (60100) hanno presentato un esposto ad Anac, Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, per «grave danno erariale e abuso d’ufficio nella concessione di contributo per iniziative a scopo di lucro». Entrambi denunciano «l’irregolarità nella gestione del denaro e del patrimonio pubblico, riferimenti normativi violati, elusione dell’Iva e costi non controllati».

Mostra alla Mole dedicata a Henri Cartier-Bresson

«Più volte – dichiarano– il Comune ha concesso contributi in denaro a Civita Mostre srl, a cui si aggiunge la concessione di ampi spazi di proprietà dell’ente per un importo totale di circa 283mila euro: 155mila per la mostra temporanea “Il Caravaggio di Roberto Longhi”, esposta in Pinacoteca dal 30 settembre 2016 all’8 gennaio 2017 e consistente nell’esposizione di un solo quadro; e 128mila per le due mostre fotografiche alla Mole dedicate a Henri Cartier-Bresson (dall’8 marzo al 17 giugno) e a Sebastiao Salgado (dalla fine di settembre all’inizio di gennaio 2019)». Per la Gambacorta, «l’Amministrazione ha finanziato tramite contributi l’attività commerciale di un privato. Per un service deve essere emessa una fattura. Nel caso delle due mostre alla Mole una fattura di 100mila euro più il 22% perché si tratta di un’operazione commerciale. Invece è stata emessa una ritenuta di acconto. Questa è elusione dell’Iva». «Siamo davanti a un’attiva privata con soldi pubblici, a un’iniziativa imprenditoriale dove il margine di guadagno è assicurato», commenta Tombolini.

Denis Curti, curatore della mostra “Henri Cartier-Bresson Fotografo” ad Ancona

Inoltre per i due consiglieri «la gestione dell’attività culturale è demandata. Come mai il Comune che ha un assessorato alla Cultura non svolge in prima battuta l’attività di organizzazione e promozione degli eventi culturali, ma adotta proposte provenienti da altri?». Tra le otto pagine di esposto, denunciano anche i conti che non tornano. «Prendiamo ad esempio la mostra del Caravaggio – spiegano – nel bilancio preventivo per l’assicurazione sono stati dichiarati 20mila euro, mentre nel consuntivo l’assicurazione è di 8mila euro. Come è possibile avere una forbice di 12mila euro? Ciò significa che nel preventivo i numeri non erano stati controllati bene e a consuntivo invece il differenziale viene spostato su altre voci. Per non parlare dei 3.300 euro spesi solo per l’apertura della mostra e altri 3.300 per la chiusura. Per noi è chiaro che c’è una cattiva gestione del denaro».

Per le due mostre alla Mole, il Comune ha dato 100mila euro di contributo a Civita Mostre, a cui si aggiungono 28mila euro per l’uso dei locali della Mole. Un contributo che scalerà a 80mila euro compensando i 20mila che Civita deve all’Amministrazione per il prestito della Pala Gozzi esposta, durante le festività natalizie, a Palazzo Marino a Milano. Civita Mostre si accollerà i costi di progettazione, allestimento e gestione dell’evento (in totale 486mila euro) e in cambio incasserà gli introiti derivanti da biglietteria. Cosa ci guadagnerà il Comune? «Sarà difficile che ci sarà un guadagno – continuano – già la mostra del Caravaggio si era rivelata un flop e in questo momento la Corte dei Conti sta facendo degli accertamenti e ha chiesto i documenti agli uffici. Per le due mostre alla Mole, invece, dopo la copertura dei costi sostenuti da Civita, il break even point (la soglia del rischio di impresa) è fissato al superamento dei 14mila biglietti per la mostra su Cartier-Bresson e 25mila biglietti per la mostra su Salgado».