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Ancona

Politecnica e Luciana Mosconi fino al cuore della pasta

Al via un progetto di ricerca per garantire una durata maggiore di questo alimento. Misurazioni, analisi e metodiche d’avanguardia nei processi produttivi e di controllo per un'Industria 4.0

Da sinistra Gian Marco Revel, Sauro Longhi e Marcello Pennazzi

ANCONA – Eccellenza, naturalità, genuinità, tradizione e innovazione. Sono questi gli elementi centrali del nuovo accordo siglato tra il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche dell’Università Politecnica delle Marche e Luciana Mosconi, l’azienda di Matelica che da 25 anni produce pasta secca all’uovo rispettando la tradizione marchigiana.

Il protocollo di ricerca denominato “Luciana Mosconi al cuore della pasta”, si pone l’obiettivo di garantire una durata maggiore della pasta fresca, rispettandone le caratteristiche che da sempre contraddistinguono l’azienda: elevata qualità e naturalità.

Un settore nuovo, quello del fresco, ripieno e non, nel quale l’azienda si cimenta con l’intento di riprodurre qualità e successi conseguiti anche in questo ambito. Attraverso misurazioni, analisi e metodiche d’avanguardia, verrà applicato il concetto di Industria 4.0 ai processi produttivi e di controllo. Punti di forza, nessun conservante, niente glutammato, né pangrattato.
Le carni scelte saranno 100% italiane o 100% marchigiane, la ricotta dell’Alto Piano di Colfiorito, gli spinaci italiani e il parmigiano reggiano 22-24 mesi, per una «qualità casalinga», come ha spiegato l’amministratore delegato dell’azienda Marcello Pennazzi. Tra i formati di pasta fresca all’uovo che saranno prodotti ad Ancona, cappelletti, tortelloni, tagliatelle e ravioli.

Sauro Longhi e Marcello Pennazzi

Sarà il professor Gian Marco Revel a portare avanti il gruppo di ricerca. Il docente è da anni in prima linea in ambito internazionale per lo sviluppo di tecniche di misura innovative dedicate all’industria, alle città intelligenti e all’ambiente. Tra i parametri monitorati temperatura e umidità, che saranno poi correlati, come ha spiegato il professor Revel, ai risultati delle analisi organolettiche e di durabilità del prodotto. Quello di Ancona è uno dei 180 dipartimenti di eccellenza italiani. 

«Un esempio virtuoso di collaborazione dove i risultati della ricerca vengono messi a disposizione della parte produttiva», ha detto il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi. Un percorso continuo, volto al miglioramento della produttività e della competitività delle aziende marchigiane che l’Università dorica porta avanti da tempo riuscendo a proiettare le imprese in ambito internazionale.

Luciana Mosconi, con i suoi 30 milioni di euro di fatturato ed oltre 450 quintali di pasta prodotti all’anno, rappresenta la seconda azienda produttrice italiana di pasta all’uovo, subito dietro la Barilla, mentre nelle regioni centrali come la Romagna, dove la tradizione della pasta all’uovo è molto sentita, si posiziona come prima. Nel 2019 l’azienda cresce raggiungendo i 13 mila metri quadrati, attraverso l’ampliamento dello stabilimento di Matelica. Obiettivo, come ha spiegato l’amministratore delegato, riprodurre la stessa qualità raggiunta con la pasta secca all’uovo anche nel settore del fresco, ripieno e non.

Un progetto che si pone anche quale occasione di sviluppo e occupazione per il territorio, dove l’azienda è ormai fortemente radicata. Due gli stabilimenti della Mosconi, oltre a quello di Matelica, anche uno nuovo ad Ancona, vicino ad Angelini.

Un’impegno non solo in direzione della qualità del prodotto, ma anche verso il rispetto dell’ambiente: Luciana Mosconi è già impegnata sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2 e ora, tramite la ricerca universitaria di eccellenza condotta dalla Politecnica delle Marche, consolida il suo impegno nel garantire ai consumatori la massima bontà e salubrità.