Accuse al vetriolo tra Fratelli d’Italia, Pd e 5Stelle sul dialogo dem-pentastellati. Zingaretti: «Bisogna ascoltarsi a vicenda»

I parlamentari Coltorti, Verducci e Morgoni replicano alle accuse di Acquaroli che vede l'ipotesi di un nuovo esecutivo giallorosso come un ribaltone. Il senatore 5Stelle: «Fratelli d’Italia farebbe bene ad attenderne l’esito e a non raccogliere firme che potrebbero non essere necessarie»

Il Senato

ANCONA – Infuria la polemica sull’ipotesi di un governo Pd – Movimento 5 Stelle. Il presidente della Repubblica Mattarella ha concesso ai leader di partito fino alla mezzanotte di domani (27 agosto) per trovare soluzioni alla crisi di governo aperta a Ferragosto da Salvini. Intanto prosegue il dialogo tra 5Stelle e Pd per la formazione di un esecutivo. «Sono convinto che serva un governo per questo paese e che serva un governo di svolta, che vuol dire rimettere al centro il lavoro, l’ambiente, la formazione, la scuola, le imprese, le infrastrutture, il mezzogiorno, la ricostruzione di un rapporto serio con l’Europa», ha dichiarato il segretario del Pd Nicola Zingaretti sulla sua pagina Facebook. «Bisogna ascoltarsi a vicenda» ha detto nel sottolineare che occorre «un programma condiviso e comune che dobbiamo costruire. I programmi paralleli sono stati un errore che l’Italia ha pagato».«Serve un’operazione seria all’altezza della sfida dell’Italia e sono convinto che questo ci porterà a delle soluzioni», ma occorre «arrivare ad una posizione comune, questo riguarda gli elementi di innovazione e di discontinuità sia sui contenuti sia su una squadra da costruire».

Anche nelle Marche fioccano le dichiarazioni al vetriolo con scambi di accuse reciproche circa questa possibilità. Questa mattina (26 agosto) il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli e il coordinatore regionale Carlo Ciccioli, si erano espressi contro un’intesa Pd – 5Stelle al governo nazionale.  Un’ipotesi che Acquaroli aveva definito «un ribaltone» rispetto all’esito del voto del marzo 2018. «Occorre rispettare il voto espresso dal popolo – aveva dichiarato il dputato di Fratelli d’Italia – nel 2019 sappiamo bene cosa significhi far governare un partito che è rimasto sconfitto alle elezioni. La sovranità spetta al popolo e non alle segreterie di partito».

Intanto Fratelli d’Italia ha avviato a livello nazionale una raccolta di firme per chiedere il ritorno in tempi rapidi alle urne. Oltre 50mila le adesioni raccolte in poche ore a livello nazionale e più di 3mila nelle Marche. «Le elezioni del marzo 2018 hanno sancito molto chiaramente una discontinuità dal governo Pd, non possiamo ritrovarci il Pd al governo nazionale, sarebbe un ribaltone rispetto al voto espresso dal popolo – aveva sottolineato senza mezzi termini Acquaroli – . Anche se la costituzione consente una manovra di questo tipo, non andrebbe consentita, non si può seguire la logica della poltrona, occorre rispettare la volontà popolare».

Diretto al punto anche il commento di Carlo Ciccioli: «Dopo un anno e mezzo dalle elezioni il quadro è totalmente diverso, non c’è più la stessa adesione al partito dei 5Stelle e anche il Pd è cambiato. In uno scenario politico così mutato il ritorno alle urne è necessario».

Mauro Coltorti (M5s), presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato

«Il Presidente Mattarella ha dato mandato alle forze politiche di verificare la possibilità di un accordo senza tornare alle urne ed ovviamente se è stato dato un mandato è perché la costituzione contempla questa possibilità» è la replica del senatore pentastellato Mauro Coltorti alle dichiarazioni di Acquaroli.

«È vero quello che dice Acquaroli – prosegue Coltorti – che la sovranità spetta al popolo, ma non bisogna dimenticarsi che il popolo si è espresso lo scorso anno dando una netta maggioranza al Movimento 5 Stelle. Lo scorso anno il Movimento aveva trovato un accordo di programma con la Lega, accordo tradito miseramente l’8 agosto. Ora spetta nuovamente al Parlamento verificare se è possibile individuare una altra maggioranza con un’altra forza politica o con la stessa Lega visto che Salvini, quando si è reso conto che aveva fatto i conti senza l’oste e potrebbe rimanere con un pugno di mosche, è tornato sulle sue decisioni, quelle decisioni così chiaramente espresse in Senato e che hanno condotto alla fine del Governo Conte. La costituzione è chiara al riguardo e forse sarebbe bene che se lo ricordi».

«Chi è Acquaroli per ergersi al di sopra della costituzione? – si interroga il senatore del Movimento 5Stelle –  Il clima di incertezza in cui versa il paese dispiace a tutti e a noi 5Stelle più degli altri. Faccia Mea Culpa chi l’ha generata e che ora sembra pentito della scelta. Certe scelte andavano valutate con molta oculatezza. Non è un ballo d’estate in una discoteca della riviera. E’ in gioco l’economia del paese ed il benessere degli italiani. All’indomani della sfiducia con estrema solerzia il Movimento si è immediatamente attivato per trovare una soluzione. Le consultazioni sono in corso. Fratelli d’Italia farebbero bene ad attenderne l’esito e a non raccogliere firme che potrebbero non essere necessarie».

Francesco Verducci, senatore del Pd

Duro l’affondo del senatore del Pd Francesco Verducci: «A Fratelli d’Italia interessa solo il tornaconto del proprio partito, non ha alcun interesse per i bisogni delle famiglie italiane. Andare al voto adesso significherebbe far aumentare l’Iva e questo sarebbe imputabile solo alla spregiudicatezza di Salvini. Il paese ha bisogno di essere governato da una politica giusta. Le famiglie non vogliono l’aumento dell’Iva che significherebbe una “mazzata” al Made in Italy e ai consumi. Noi del Pd non vogliamo un governo a tutti i costi, ma un governo di svolta rispetto ai 15 mesi fallimentari che vedono l’Italia uscire più debole, povera e insicura. Salvini vuole tutti al voto perché è incapace di governare e perché non vuole dare spiegazioni dei rapporti con la Russia (come non ne ha date dei 49milioni di euro spariti ai danni degli italiani). In queste ore è in corso un dialogo serrato tra le parti politiche sotto la supervisione del Presidente della Repubblica Mattarella. Se esistono possibilità di un governo che metta al centro della sua agenda le politiche sociali, il lavoro, il diritto alla salute e allo studio, la crescita del paese, la lotta alle diseguaglianze e la ricostruzione post sisma completamente ignorata dall’attuale governo allora siamo disponibili a dare una mano, altrimenti saremo costretti ad andare al voto, ma con enorme preoccupazione per i rischi che questo comporta per l’Italia».

Mario Morgoni, deputato Pd

Secca la replica del deputato del Pd Mario Morgoni alla presa di posizione di Fratelli d’Italia: «Non esiste il ribaltone a cui si riferisce Acquaroli, perché se guardiamo bene al quadro della situazione i protagonisti del vero ribaltone sono stati proprio Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che alle elezioni del marzo 2018 si erano presentati insieme, ma poi Salvini ha rotto il patto di unione fra i tre e la Meloni gli ha fatto da badante, sperando di essere recuperata nell’orbita della Lega. La vera truffa a danno dei cittadini l’hanno perpetrata loro, le forze di centrodestra, è sconcertante che oggi si dica chi ha perso e chi ha vino. A meno che non diamo credito ai sondaggi, guardando al risultato elettorale sono proprio le forze di centrodestra ad aver perso: primo partito si è classificato il Movimento 5Stelle, secondo il Pd, terza la Lega, mentre la Meloni è arrivata solo al quinto posto. Oggi Fratelli d’italia ha il 4% di rappresentanza parlamentare qualunque altra lettura è una distorsione propagandistica e strumentale della realtà. Certo che il Pd ha perso, ma è la seconda forza politica a livello nazionale». Unico punto di convergenza di Morgoni per quanto concerne la posizione espressa da Acquaroli è quello che riguarda la legge proporzionale che non consente ad una forza politica di vincere: «Se è così – afferma il deputato del Pd – occorre trovare accordi in parlamento». A preoccupare Morgoni non è il fatto se si farà il governo giallorosso o meno, ma che il governo sia in grado di reggere le sfide del paese. «All’Italia serve un governo che si assuma la responsabilità delle scelte come non è avvenuto nel corso del del governo fallimentare dell’ultimo anno».