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Ancona

Pnrr e carenza di medici di famiglia, vertice in Regione. Raggiunta l’intesa per la vaccinazione anti influenzale

Primo incontro in Regione tra Fimmg, Snami e i vertici della sanità. Tanti i temi sul tavolo, dal piano di attuazione del Pnrr, alla carenza dei medici, fino alla digitalizzazione e alle vaccinazioni. Ecco cosa è emerso

La sede della Regione Marche

ANCONA – Si è svolto ieri il primo incontro in Regione sull’attuazione del Pnrr che, tra le novità salienti, vedrà la realizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Al vertice, a cui hanno partecipato l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, il segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) Massimo Magi, il presidente regionale Snami Fabrizio Valeri, il direttore generale Asur Marche Nadia Storti, è stato anche l’occasione per affrontare un tema caldo, quello della carenza dei medici di famiglia sul territorio. 

Carenza di medici di famiglia: 220 in meno da qui al 2026

Un problema non di poco conto, quello della carenza dei medici di famiglia, che si ripercuote nei Pronto Soccorso, spingendo i cittadini che non trovano una risposta sul territorio a dover ricorrere ai reparti di urgenza degli ospedali.

Nelle Marche sono 100 i medici di medicina generale che andranno in pensione da qui a breve e che nel 2026 diventeranno circa 220 per effetto del mancato turn over. Un numero già da se importante al quale si andranno ad aggiungere i 60 medici del 118 aggravati dalla attuale carenza di medici di continuità assistenziale (Guardia Medica).

Tra le soluzioni proposte dalla Fimmg c’è quella di impiegare i medici di medina generale in formazione, di alzare il tetto dei pazienti assistiti portandolo a 1.800 e di rimodulare le aperture degli ambulatori che già prevedono una minima apertura il sabato. 

Digitalizzazione e telemedicina

Ad essere toccato è stato poi anche il tema della digitalizzazione sanitaria, specie in ambito territoriale, con l’organizzazione degli studi medici attraverso personale di studio. L’assessore alla Sanità ha posto tra le priorità il processo di digitalizzazione, sottolineando che i pazienti sono costretti a recarsi dal medico di famiglia per una semplice ricetta, al Cup per la prenotazione e allo sportello per i pagamenti. Percorsi che possono essere tagliati ricorrendo al fascicolo sanitario elettronico, alla cartella informatica, oltre che favorendo telemedicina e sviluppo di applicazioni per facilitare l’accessibilità dei pazienti agli studi medici.

Inoltre secondo l’assessore Saltamartini il miglior modo per valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale è affrontare i problemi che riducono le potenzialità della professione e impoveriscono l’assistenza territoriale. Le rappresentanze dei medici hanno poi posto sul tavolo la richiesta di rivedere l’Accordo Integrativo Regionale stilato nel 2007, che prevedeva una integrazione di 6 euro ad assistito per disponibilità telefonica per 7 ore giornaliere, la chiusura degli ambulatori non prima delle 19, e due ore di apertura ambulatoriale il sabato.

Servizi che secondo Massimo Magi «andrebbero rimodulati alla luce delle esigenze attuali, adottando soluzione innovative che possano rappresentare un reale valore aggiunto per l’assistenza territoriale ed è imprescindibile che ad ogni medico che aderisce a queste forme organizzative complesse venga riconosciuto il giusto incentivo, senza creare situazioni di inaccettabili disparità fra colleghi, in particolari quelli neo convenzionati, a cui vengono tagliate le gambe per poter investire sulla propria professione».

Vaccino anti influenzale e terza dose anti Covid

Raggiunto l’accordo per la somministrazione del vaccino anti influenzale che sarà siglato a giorni: le vaccinazioni prenderanno avvio a breve per gli over 65 con particolare raccomandazione per gli over 75. Per quanto concerne invece le modalità di reclutamento e somministrazione della terza dose del vaccino anti Covid-19 è stato chiarito che l’approvvigionamento avverrà tramite le farmacie di distretto, mentre la sensibilizzazione a vaccinarsi dovrà passare attraverso il medico di famiglia. Il vaccino è in corso di somministrazione anche nelle strutture residenziali per anziani, eccetto quelle oggetto di focolai Covid, in buona parte di asintomatici.

Le case di comunità e gli ospedali di comunità, il piano di attuazione del Pnrr

Oggetto del tavolo di lavoro, come dicevamo il Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) che dovrà portare alla realizzazione delle case e degli ospedali di comunità, strutture in cui si progetteranno le attività di team multidisciplinari costituiti da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti e assistenti sociali.

Il modello ipotizzato è quello degli Hub per le case della salute e degli Spoke per gli studi professionali: la casa di comunità raccoglierebbe i servizi dei Distretti Sanitari, con la eventuale disponibilità dei medici di medicina generale un giorno a settimana a rotazione. Hub e Spoke dovranno essere dotate anche di macchinari e tecnologie, come strumentazioni, telemedicina, e di personale di studio. Un obiettivo, ha sottolineato Fabrizio Valeri «che sembra lontano e difficilmente raggiungibile nelle aree interne della provincia di Pesaro-Urbino».

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