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Ancona

Ancona: picchiato al porto, resta in carcere l’aggressore

Il gip Carlo Masini ha convalidato l'arresto per il 22enne americano, fermato dalla polizia dopo che aveva mandato k.o. un amico anconetano che lo ospitava a casa. «Giocavamo alla lotta, non mi sono reso conto di avergli fatto male»

Il carcere di Montacuto

ANCONA – «Giocavamo alla lotta, non mi sono reso conto di avergli fatto male». Ha risposto così alle domande del gip Carlo Masini l’americano di 22 anni che sabato sera 20 marzo è stato arrestato dalla polizia dopo che aveva steso con diversi pugni un suo amico anconetano.

L’aggressione era avvenuto al porto, vicino al bar conosciuto come Barino. Oggi 23 marzo c’è stata l’udienza di convalida e il giovane, rinchiuso nel carcere di Montacuto con l’accusa di lesioni gravi, assistito dalla sua avvocatessa Erica Micucci ha raccontato quello che si ricordava. Sull’episodio infatti non ha ricordi ancora lucidi perché è stato trovato con un alto tasso alcolico (quasi 3 grammi litro) e positivo all’uso dei cannabinoidi.

Stando alle dichiarazioni rese al giudice, i due amici stavano scherzando e, come fatto in altre occasioni, hanno simulato una lotta finita male per l’anconetano, che ha 33 anni. Insomma quei pugni che hanno portato in ospedale il 33enne, con una prognosi di 40 giorni e fratture varie tra le quali anche una allo zigomo per la quale dovrà affrontare una operazione domani, non sarebbero stati generati da una lite ma bensì da un gioco. Il gip ha convalidato l’arresto confermando anche la misura cautelare del carcere. Il 22enne rimarrà per ora recluso a Montacuto. 

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