Piano socio sanitario regionale, confronto «molto proficuo» con le società scientifiche

Entro il 17 ottobre i consiglieri regionali potranno presentare gli emendamenti, poi l'atto regionale approderà in Commissione per l'approvazione. A Palazzo Raffaello la riflessione sulla sicurezza dei pazienti nelle cure

Il palazzo della Regione Marche
Il palazzo della Regione Marche

ANCONA – La sicurezza dei pazienti priorità di salute. È quanto è emerso ieri (9 ottobre) a Palazzo Raffaello nel convegno “Sicurezza delle cure e della persona assistita e il nuovo Piano Socio Sanitario della Regione Marche” tra Regione Marche, Asur Area Vasta 2, Inrca e le società scientifiche. Presenti la Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane (Fism), Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), Sirm (Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica), Ainr (Associazione italiana di Neuroradiologia) e il Centro Regionale per la Gestione del Rischio sanitario e sicurezza del paziente.

Sul fronte dell’iter, dopo la chiusura della fase delle audizioni, i consiglieri regionali hanno tempo fino al 17 ottobre per presentare gli emendanti, dopo di ché il Piano approderà in commissione dove dovrà essere approvato per arrivare presumibilmente in aula per metà novembre.

Nel corso del convegno è emerso l’impegno della Regione nella questione sicurezza: l’ente ha creato dei protocolli nell’ambito delle Aziende sanitarie in modo da ridurre il rischio di incidenti durante lo svolgimento delle pratiche sanitarie.

La dirigente del Servizio sanità della Regione Marche, Lucia Di Furia, parlando del Piano Socio Sanitario regionale ha spiegato che nel corso delle audizioni ha raccolto i contributi tecnici da parte di numerose società scientifiche federate con la Fism. «Fondamentale è stato il coinvolgimento delle società scientifiche anche nella stesura del Piano – ha detto – perché la partecipazione dei professionisti con un approccio aperto e interdisciplinare è essenziale per garantire la qualità assistenziale delle cure ai cittadini». Ha poi precisato che questi elementi sono presenti nel nuovo Piano Socio Sanitario sia sul fronte del coinvolgimento delle società scientifiche e dei professionisti, che su quello dei cittadini.

Obiettivo del Piano, come ha precisato la Di Furia, «far crescere la necessita di avere maggior qualità delle cure. La sicurezza delle cure è un paradigma fondamentale per garantire la qualità assistenziale ai cittadini. Con il lavoro che siamo facendo anche attraverso i nuovi manuali autorizzativi alle strutture sanitarie regionali stiamo introducendo elementi e concetti di qualità organizzativa e tecnologica che si rifletteranno sulle capacità di cura e sicurezza».

Secondo il presidente della Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane (Fism) Franco Vimercati il ruolo delle società scientifiche è quello di dare attenzione a tutti gli aspetti di cura delle varie specializzazioni per evitare rischi e problematiche, ponendo una «particolare attenzione sia alla sicurezza delle prestazioni dei medici professionisti sia alla operatività. Abbiamo il compito di lavorare in sinergia e in équipe».

Il direttore dell’Asur Marche Nadia Storti ha posto l’accento sulla necessità di garantire la sicurezza delle cure e sul fatto che è «importante la specificità dell’organizzazione sanitaria messa in atto». Ha poi evidenziato che le Aziende sanitarie devono diffondere la conoscenza in materia, mettendola a disposizione per garantire un’assistenza medica sempre più qualificata. «Dobbiamo contaminarci l’uno con le competenze dell’altro – ha dichiarato -. Voglio ringraziare tutti i professionisti che lavorano ogni giorno, 14mila operatori impegnati sul campo mettendo in gioco le professionalità e la competenza per garantire la maggior qualità delle cure».

«È stato un confronto molto proficuo e di livello molto elevato – ha dichiarato il direttore dell’Inrca Gianni Genga – , l’occasione per fare il punto sulle tematiche importanti relative a sicurezza e qualità delle cure. Ci siamo confrontati anche sui percorsi attivati e lo stato dell’arte circa l’aggiornamento delle linee guida in coerenza alla nuova normativa sulla responsabilità professionale». Il direttore dell’Inrca ha infine evidenziato il ruolo di raccordo in ambito regionale svolto dal Centro Regionale di Rischio Clinico sul fronte della sicurezza delle cure.