Piano sociale regionale, l’Ordine degli Assistenti: «Serve una rete di servizi più forte»

Tra le osservazioni mosse, il rafforzamento delle strutture, la stabilizzazione delle risorse professionali e la formazione continua. Volpini: «Prenderemo in considerazione per integrarle»

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ANCONA – Rinforzare sul territorio regionale la rete dei servizi sociali professionali e gestire gli interventi previsti dalle normative nazionali in tema di inclusione e di contrasto alla povertà. A chiederlo è l’Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche che ha mosso una serie di osservazioni al Piano sociale regionale indirizzando una missiva al presidente della IV Commissione Sanità regionale Fabrizio Volpini. La presidente dell’ordine, Marzia Lorenzetti, ha chiesto il rafforzamento delle strutture, la stabilizzazione delle risorse professionali e la formazione continua.

Osservazioni sulle quali il presidente Fabrizio Volpini ha così commentato: «Prenderemo in considerazione di valutarle e di fare in modo che possano diventare integrazioni al piano sociale».

Sul tavolo del confronto sul quale incalza l’Ordine, la titolarità delle funzioni e dei compiti affidati ai Comuni con l’auspicio di un Servizio sociale a sviluppo gerarchico, costituito da coordinamenti e direzione affidati ad assistenti sociali con esperienza, così da garantire «una progettazione strutturale ed operativa connessa alle attività socio-assistenziali e socio-sanitarie».

Sulla questione della precarietà dei professionisti, l’Ordine invoca la stipula di una convenzione con la Regione Marche per la valorizzazione e il riconoscimento nell’ambito della formazione continua dei percorsi formativi su aree di interesse, mentre sul rischio di una possibile confusione a livello istituzionale e organizzativo tra i ruoli dei vari operatori la presidente Lorenzetti ha ribadito come l’assistente sociale possa rappresentare «la figura professionale titolata ad effettuare una diagnosi sociale, la valutazione del bisogno e l’avvio del progetto». Inoltre ha auspicato un attento monitoraggio sul rafforzamento del Servizio Sociale professionale, della dotazione uniforme di professionisti nei vari Ambiti Territoriali Sociali e del carico di lavoro degli stessi.

Nell’ambito della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere l’Ordine sottolinea che i Centri antiviolenza devono avvalersi solo di personale femminile formato sul tema, assicurando un’adeguata presenza di figure professionali specifiche, come assistenti sociali, psicologhe, educatrici professionali e avvocate civiliste e penaliste.
Accanto a questo, la questione dei neo maggiorenni in uscita dai percorsi di protezione dello Stato: la presidente dell’Ordine ha evidenziato che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha promosso la nascita del “Care Leavers Network”, la prima rete nazionale di ragazzi cresciuti fuori dalla famiglia. In tal senso ha auspicato uno stesso percorso anche nelle Marche per prevenire condizioni di povertà e avviare all’autonomia,  «azioni previste dal piano nazionale di lotta alla povertà – spiega -, in via sperimentale, per coloro che al compimento della maggiore età vivono fuori della famiglia sulla base di un provvedimento giudiziario».

«Ci auguriamo che questo contributo – conclude la Lorenzetti – possa mantenere spazi di dialogo e confronto necessari a guardare insieme il potenziale innovativo del nostro territorio regionale».