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Ancona

Ancona, piano per eliminare le barriere architettoniche: città più accessibile. Si parte con piazza Cavour

È stato realizzato dopo un lungo lavoro in Commissione e col supporto di tecnici e associazioni. Individuati i primi sei ambiti dove agire, in un'area dal Porto al Passetto. La volontà è di garantire sicurezza di circolazione a tutti

Piazza Cavour ad Ancona, dove partiranno i primi interventi del Peba

ANCONA – «Vogliamo rendere Ancona più accessibile. Per far questo abbiamo studiato un piano funzionale e concreto, che non rimanesse soltanto su carta ma che fosse applicabile da subito, per migliorare la città e garantire maggiore sicurezza alle persone con disabilità». A dirlo, stamattina in conferenza stampa, è stata il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, nella presentazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba). Un piano che presenta molteplici sfaccettature e che è stato concertato dagli assessorati competenti, Lavori pubblici e Servizi sociali, dai tecnici, dai consiglieri presenti nella Commissione Politiche sociali e ideato grazie al supporto delle locali associazioni Aniep (Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti delle persone con disabilità), Uic (Unione italiana ciechi) e Ens (Ente nazionale sordi), che chiaramente hanno potuto portare il proprio contributo diretto, ovvero le esperienze di cosa mancava al capoluogo per essere a misura di tutti.

Chi ha partecipato al tavolo operativo ha prima osservato quali potessero essere le barriere motorie, visive e uditive presenti sul territorio, le ha mappate per poi predisporre delle schede per il censimento degli edifici e degli spazi pubblici dove agire con urgenza. Specie in quei luoghi collocati in prossimità dei servizi essenziali alla persona. Ogni scheda è stata corredata anche da una tavola generale degli interventi, con descrizioni e precisi rilievi. La Giunta comunale, negli scorsi giorni, ha approvato i primi sei percorsi e il disciplinare. Si partirà da piazza Cavour, primo di sei ambiti individuati all’interno di una macroarea che va dal Porto di Ancona al Passetto. Gli altri sono il «secondo stralcio» di piazza Cavour, il terzo è largo XXIV Maggio, il quarto viale della Vittoria e piazza Diaz, il quinto pineta del Passetto e il sesto corso Garibaldi e piazza Roma. Quanto al disciplinare, invece, è stato predisposto come regolamento per l’eliminazione delle barriere architettoniche, secondo alcune indicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e talvolta introducendo tecniche sperimentali (anche per l’eliminazione di barriere sensoriali e non solo fisiche).

Nel corso della conferenza il sindaco dorico ha mostrato soddisfazione: «Volevamo realizzare un piano di azione che incidesse sulla realtà – ha aggiunto -. Abbiamo messo in piedi il metodo di lavoro che ha visto la condivisione degli strumenti e degli obiettivi, con la messa a sistema delle esperienze e delle conoscenze e che, quindi, ha generato un prodotto concreto di azioni possibili». Dopo di lei l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Manarini, che ha illustrato il piano nei dettagli: «Insieme – ha aggiunto – siamo arrivati alla costruzione di un processo, costituendo un disciplinare, sintesi delle norme che facilitano l’esecuzione dei progetti, la definizione degli spazi, i criteri per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Abbiamo proceduto per zone collegando i finanziamenti con l’esecuzione delle opere. Gli interventi per piazza Cavour dovrebbero partire entro la fine del mese. Rientrando il Peba in un discorso pluriennale, ulteriori aree dove intervenire saranno individuate in futuro, coinvolgendo gli stessi soggetti già presenti in questa prima fase».

«Stiamo lavorando in maniera trasversale – la voce invece dell’assessore ai Servizi sociali Emma Capogrossi – costruendo percorsi con chi vive l’esperienza di qualche forma di disabilità. Il Peba ha molteplici declinazioni. L’eliminazione delle barriere fisiche è una di quelle, ma ce ne sono altre da cancellare come quelle culturali e sociali. Ci stiamo impegnando su questo per garantire una città più accessibile, sotto tutti i punti di vista, alle persone con disabilità. Nell’arte, nell’inclusione sociale e lavorativa, nel sostegno ad una vita autonoma con progetti specifici, nello sport». E in chiusura le dichiarazioni della presidente della Commissione Politiche sociali Mirella Giangiacomi, dove l’iter è iniziato: «Sono stata testimone di un percorso virtuoso tra politica, tecnici e portatori di interesse. Abbiamo verificato, metro per metro, quelle che potevano essere le criticità da risolvere e pensato ad una progettualità che rispondesse alle esigenze manifestate. Questo documento che presentiamo oggi è un impegno alla realizzazione».