Passi d’Argento, al via la sorveglianza epidemiologica sugli over 65

Ad essere intervistati nel corso dell'anno 1.200 anziani reperiti dall'anagrafe sanitaria regionale. Condizioni di salute, abitudini e stili di vita i temi analizzati. Fabrizio Volpini: «Obiettivo prevenire malattie e disabilità»

Anziani
Foto di repertorio

ANCONA – Condizioni di salute, abitudini e stili di vita, bisogni di cura e assistenza. Sono questi i temi analizzati da Passi d’Argento, l’indagine dedicata agli over 65. Partita nel mese di febbraio, è la quarta rilevazione di sorveglianza epidemiologica.

Ad essere intervistati nel corso dell’anno, da personale specializzato, 1.200 anziani reperiti dall’anagrafe sanitaria regionale. Il progetto è promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute e dalle Regioni, con il supporto tecnico-scientifico del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità (Cnesps).

 

Fabrizio Volpini, presidente IV Commissione Sanità Regionale

«L’indagine rientra nel piano triennale di prevenzione degli over 65 – spiega il presidente della IV Commissione Sanità regionale, Fabrizio Volpini – e si pone l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle abitudini e sugli stili di vita degli anziani. Una delle azioni che un sistema sanitario deve mettere in campo è la prevenzione che va attuata in tutte le fasi della vita. Conoscere gli stili di vita è importante e, una volta rilevate anomalie, occorre mettere in campo azioni per favorire la prevenzione delle malattie e ritardare il più possibile la disabilità».

Passi d’Argento analizza la qualità della vita percepita, alcuni aspetti sociali, sanitari e ambientali, per avere un patrimonio di informazioni che possano consentire di mantenere gli anziani in buona salute.

A partire dai prossimi anni verranno svolte 600 interviste annuali, coordinate dall’Osservatorio epidemiologico regionale dell’Agenzia regionale sanitaria. L’attività territoriale sarà  invece coordinata dai professionisti referenti dei Centri epidemiologici delle Aree Vaste dell’Asur (Agenzia sanitaria unica regionale). Le precedenti rilevazioni marchigiane si erano articolate sotto forma di esperienza pilota e, successivamente, su scala regionale nel 2014-2015