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Ancona

Covid-19, Acquaroli: «No allarmismo. La variante Delta per ora non ha impatto su ospedalizzazione»

Il governatore ha fatto il punto sull'epidemia. Ha spiegato che non ci sono i presupposti per le Marche di un cambio di colore, facendo il punto sulle disdette ricevute dalle strutture turistiche

Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche

ANCONA – «L’impatto della variante Delta sull’ospedalizzazione per ora non c’è stato». Lo ha affermato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli a margine della conferenza stampa di presentazione dei lavori di raddoppio della Strada Statale 16 Adriatica nel tratto tra Falconara Marittima-Torrette, che si è tenuta questa mattina a Palazzo Raffaello ad Ancona.

Il governatore sollecitato dai giornalisti sull’andamento della pandemia, ha affermato che «dall’inizio della recrudescenza del virus non abbiamo visto cambiare i parametri sull’ospedalizzazione. Le terapie intensive variano tra uno e tre, e i ricoveri tra dodici e diciotto, con i numeri dei positivi, che mediamente si attestano intorno ai 90/100 al giorno».

Insomma numeri che fotografano una situazione sostanzialmente sotto controllo per ora: «Restiamo sereni sulla questione relativa al possibile cambio di colore perché non ne vediamo proprio i presupposti» ha affermato Acquaroli, tornando nuovamente a sottolineare la necessità di evitare un eccessivo allarmismo che potrebbe penalizzare ulteriormente il comparto turistico.

«È un aspetto, insieme a quello sanitario, che dobbiamo tenere in forte considerazione – ha aggiunto -, perché impatta sull’occupazione, sulla tenuta socio-economica: sono due elementi importanti e spero che prevalgano il buon senso, la responsabilità e soprattutto la capacità di essere i più oggettivi possibile». Secondo Acquaroli «la pandemia ci ha insegnato che dobbiamo restare ai numeri e che è un fenomeno che non conosciamo a fondo: più restiamo oggettivi più riusciamo a dare risposte in maniera migliore e più credibile agli operatori economici e ai cittadini».

«Temo – prosegue – che troppe imprese non riusciranno a superare l’autunno e l’inverno se non riescono oggi ad avere una prospettiva di lavoro – prosegue – : siamo a quasi due anni (di crisi pandemica, ndr.) e tante imprese, che avevano provato a resistere, si pongono una domanda sul loro futuro e sulla possibilità di programmare la propria attività in modo da sopravvivere».

Già nei giorni scorsi il presidente aveva riportato segnalazioni di disdette ricevute da parte degli operatori turistici alle prenotazioni. «Le categorie – spiega – sono allarmate per l’impatto della crisi economica e delle disdette su quella che sarà la stagione estiva e autunnale. È chiaro che questo aspetto diventa preponderante perché c’è la crisi sanitaria, ma c’è anche quella economica. Dobbiamo dare le giuste comunicazioni perché se noi creiamo una situazione di allarmismo quando abbiamo tre ricoveri in terapia intensiva, con l’incremento di un’unità in un mese, diventa difficile attrarre i turisti rassicurandoli rispetto alle possibilità di trascorrere qui un periodo di vacanza ad agosto, settembre od ottobre». A preoccupare Acquaroli sono soprattutto «le disdette di settembre» e «l’impatto sul mese di agosto, insieme alle iniziative annullate in conseguenza all’introduzione dell’obbligatorietà del Green pass per alcune attività ed eventi.

«Sono stato chiamato da tanti sindaci e amministratori locali che devono registrare l’annullamento di tutta una serie di manifestazioni che purtroppo saltano all’ultimo minuto – spiega -. Credo che sia impossibile operare in una situazione di totale incertezza. Abbiamo aspettato i mesi estivi per recupere una socialità, per restituire al territorio una dinamicità e per dare anche una funzionalità al patrimonio straordinario di associazionismo dopo due anni difficili».

A fronte di questa «attesa spasmodica» però, secondo il governatore, «abbiamo visto introdurre un requisito che in tanti casi è diventato insormontabile, perché il Green pass su tante manifestazioni che erano in programma», a causa dei controlli e delle altre «conseguenze pratiche», ha spinto alcuni sindaci a compiere la scelta di «rinunciare» alle iniziative. «Un danno per l’economia, per la socialità, ma anche per tutto un territorio che intorno a queste manifestazioni vive il periodo estivo e autunnale» come «la filiera turistica, commerciale, enogastronomica, delle tradizioni, che muove milioni di euro di interessi nella nostra regione».

Sentito sulle manifestazioni di protesta contro l’ultimo decreto del governo Draghi che ha introduce dal 6 agosto l’obbligatorietà del Green pass per alcune attività, e che hanno toccato numerose piazze italiane, fra le quali Ancona, Pesaro, Ascoli e San Benedetto del Tronto, Acquaroli ha affermato che «proteste ci sono state in tutta Europa e dunque non mi aspettavo qualcosa di diverso nelle Marche». Infine ha aggiunto che in Italia «il diritto di esprimere le proprie opinioni è garantito e dunque è giusto che ognuno difenda la sua libertà di scelta».