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Ancona

OBI Chirurgica, l’Azienda: «Misure per migliorare l’accessibilità dal Pronto Soccorso all’ospedale»

Per l’Osservazione Breve Intensiva Chirurgica sono stati attivati tre letti tecnici presso Chirurgia senza aumentare il personale a disposizione. Ed è proprio su questa questione che fanno leva Rsu e organizzazioni sindacali

L'ospedale di Torrette
L'ospedale di Torrette

ANCONA- Non si placano le polemiche da parte della RSU Aziendale e delle organizzazioni sindacali riguardo l’OBI Chirurgica, partita in via sperimentale lo scorso 1 giugno agli Ospedali Riuniti di Ancona. Per l’Osservazione Breve Intensiva Chirurgica sono stati attivati tre letti tecnici presso Chirurgia senza aumentare il personale a disposizione. Ed è proprio questo il punto su cui fanno leva Rsu e organizzazioni sindacali.

«Stigmatizziamo il comportamento aziendale in merito all’implementazione dell’attività e dei 3 posti letto di OBI presso l’Area Chirurgica, senza informativa, senza confronto e senza autorizzazione della Regione Marche. Il tutto senza aumento del personale andando a gravare ulteriormente il carico di lavoro sul personale delle chirurgie, già in sofferenza per ferie residue anno 2017 non godute, eccedenza oraria in aumento a causa dei continui salti riposo- spiega Laura Cesari, coordinatore Rsu AOU Ospedali Riuniti Ancona-. La RSU, venuta a conoscenza dagli operatori sanitari dell’area chirurgica del provvedimento preso dall’Azienda il 5 giugno, ha manifestato grosse perplessità chiedendo sin da subito la revisione del progetto o quanto meno un’implementazione del personale. Ad oggi risultano occupare quei posti letto pazienti con indice di complessità elevata non rispettando i criteri del regolamento Aziendale citato dall’Azienda e mai consegnato alla Rsu e alle Organizzazioni Sindacali. Nella trattativa odierna abbiamo riaffermato la necessità di sospendere il provvedimento con procedura d’urgenza in attesa di implementare il personale adeguandolo alla complessità assistenziale. Nonostante le nostre osservazioni, l’Azienda non intende apportare nessun correttivo o modifica, pertanto la RSU e le Organizzazioni sindacali si riservano di adottare qualunque provvedimento atto a garantire la tutela della salute dei cittadini e la sicurezza del personale».

Il botta e risposta tra sindacati e Azienda è acceso. «Si tratta di un’importantissima innovazione organizzativa volta a migliorare ancora l’immediatezza della risposta ai pazienti che accedono al pronto soccorso con evidenti segni e sintomi di interesse chirurgico- afferma l’Azienda-.  Sono stati attivati tre letti tecnici ed è stato definito un preciso protocollo di accesso e di funzionamento. In questa prima fase sperimentale di sei mesi non è stato necessario modificare il numero del personale di supporto essendo il carico assistenziale negli standard per l’accreditamento. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per migliorare il servizio ai cittadini e le osservazioni di parte sindacale sulla questione non appaiono condivisibili laddove si adombra ad un sottodimensionamento dell’organico. Le obiezioni sollevate paiono riferirsi più a questioni di carattere sindacale che di reale criticità nella cura del paziente. Resta inteso che, come per ogni sperimentazione, l’azienda monitora strettamente l’andamento del fenomeno ed è pronta ad accogliere ogni istanza migliorativa».

L’Azienda Ospedali Riuniti tiene a specificare anche che «Quest’anno è stato garantito il rispetto del piano ferie a tutto il personale ed è stata ampliata la risposta assistenziale rispetto agli anni precedenti nel periodo estivo nei reparti con una sostanziale invarianza rispetto ai mesi invernali nell’area dell’emergenza ed in quella medica. Ciò anche al fine di soddisfare la crescente richiesta, da tutto il territorio regionale, di “accentrare “i pazienti critici nell’Ospedale Regionale».

L’Azienda comunica inoltre che è al vaglio l’implementazione del “bed management”, «Ovvero di una modalità di gestione dei posti letto che consenta sempre di trovare una soluzione adeguata per i pazienti che accedono all’Ospedale nel rispetto del paziente, e del carico assistenziale per reparto».