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Obbligo vaccinale, legittimo per Corte Costituzionale. Palladino: «Sentenza politica». Fimmg: «Alto valore scientifico»

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale salvando l'obbligatorietà introdotta dal governo Draghi nel 2021 per alcune categorie professionali

ANCONA – L’obbligo vaccinale anti-Covid è legittimo. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale salvando l’obbligatorietà introdotta dal governo Draghi nel 2021 per alcune categorie professionali (sanità e scuola) e per gli over ’50.

La sentenza non è ancora uscita, ma da comunicato stampa si apprende che la Corte ha ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste da cinque uffici giudiziari. Ad essere ritenuto inammissibile, in particolare, l’impossibilità per i professionisti sanitari che non hanno adempiuto all’obbligo vaccinale, di svolgere l’attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali.

Il mancato rispetto dell’obbligatorietà per i sanitari, per il mondo della scuola e per i lavoratori over ’50, aveva fatto scattare la sospensione dal servizio senza remunerazione e il pagamento di una sanzione una tantum, aprendo ad aspre critiche da parte del mondo dei no-vax e di chi non voleva sottostare all’imposizione.

Ora i non vaccinati contro il Covid sono rientrati in servizio anche negli ospedali, ma la sentenza non piace. Enzo Palladino, infermiere in endoscopia digestiva all’ospedale regionale di Torrette, che aveva fatto ‘outing’ sul suo stato di non vaccinato contro il virus, dice: «Le sentenze vanno accettate anche se non condivise da parte di persone che credevano nella democrazia e nella libertà». Secondo Palladino si tratta di «una sentenza politica, avremo risvolti anche in relazione alle sentenze di altri Paesi come la Grecia. Speriamo in tempi migliori» conclude.

Plaude invece alla sentenza Massimo Magi, presidente regionale Fimmg, Federazione Medici di Medicina Generale. «È una sentenza di giudizio – osserva – e dobbiamo riconoscerne l’alto valore scientifico e di ragionevolezza. Vinceremo questa e altre battaglie». «Plaudo all’equilibrio della Corte Costituzionale che ha messo una pietra tombale sul tana libera tutti».

Parlando dell’andamento delle quarte dosi nelle Marche spiega «siamo indietro, manca l’accordo con la Regione: se non arriverà – annuncia – il 12 dicembre una nostra delegazione consegnerà simbolicamente le chiavi dei 700 medici di famiglia all’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini: non ci pagano né gli incentivi né le attività accessorie, un fatto che penalizza soprattutto i medici più giovani che hanno molti assistiti. Oggi – conclude – avremo un incontro proprio con l’assessore regionale, se non avremo risposte andremo avanti con la nostra iniziativa».

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