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Ancona

Ancona, alle Muse il repertorio verdiano di Corelli a cent’anni dalla sua nascita

Angela De Pace (Associazione corale Bellini): «Tra Corelli e il coro Bellini c'è un legame profondo». Due i centenari importanti: la nascita del tenore e la prima Aida del coro marchigiano, eseguita allo Sferisterio di Macerata

In scena il coro Bellini

ANCONA – Si chiuderanno domani (8 settembre) le celebrazioni per i 100 anni del tenore marchigiano, Franco Corelli, classe 1921. Nato e cresciuto ad Ancona, Corelli è stato uno dei più importanti e celebri cantanti lirici del panorama internazionale. A ripercorrere la sua carriera musicale, con brani di repertorio, come l’Aida o la Turandot, sarà l’Associazione corale Vincenzo Bellini che – ironia del destino – proprio quest’anno festeggia un altro centenario importante: i 100 anni dalla prima Aida eseguita allo Sferisterio di Macerata, proprio dal coro Bellini.

Una corale, la Bellini, che esiste dal 1887. A parlarne è la presidente del coro lirico marchigiano, Angela De Pace: «Per la chiusura delle celebrazioni in onore di Corelli, domani, abbiamo invitato nomi illustri, alle Muse, che speriamo di poter accogliere». L’evento, domani sera, inizierà alle 21, al teatro delle Muse. L’ingresso è libero, ma è necessario possedere il green pass. Per l’occasione, la biglietteria del teatro – dove si potrà ritirare il ticket – sarà aperta dalle 20 alle 21

«L’associazione corale presenterà brani del repertorio verdiano», esattamente quelli tanto cari a Corelli. «Si tratta dei capisaldi del tenore anconetano, che verrà rappresentato da Paolo Lardizzone». E poi, sul palco, gli altri 3 solisti: la soprano Renata Campanella, la mezzo soprano Rossana Rinaldi e il cantante – anch’egli anconetano – Andrea Silvestrelli.

Il coro Bellini in scena

A dirigere, sarà Marino Fagiani, col secondo maestro, Riccardo Serenelli. Una serata all’insegna della musica lirica, insomma, che ad Ancona ha radici profonde. «Noi del coro abbiamo conosciuto il maestro Corelli anche tramite suo fratello, che era un nostro maestro di canto. Corelli, tra l’altro, è stato spesso ospite della nostra sede, perché quando non cantava all’estero – sottolinea De Pace – amava esercitarsi da noi. Nelle pause, usava ricordare di quando allo Sferisterio di Macerata portò in scena la Turandot».

Una famiglia di cantanti, la Corelli. «Franco – ricorda De Pace – aveva uno zio che cantava col nostro coro Bellini. Sono tutte coincidenze simpatiche che legano Corelli al nostro coro e che ci fanno amare ancora di più questo tenore, di cui custodiamo gelosamente un autografo».

Franco Corelli
Il tenore anconetano, Franco Corelli

Poi, l’aneddoto personale: «Non ho mai avuto l’onore di conoscere Corelli sul palco, ma l’ho incontrato nel rione degli Archi (dove abitava, ndr). Lo fermai e gli diedi la mano per complimentarmi. Di lui ricordo la sua gentilezza e la sua educazione. È stata un’emozione unica, perché per il mondo della musica Franco Corelli è l’esempio perfetto della tecnica vocale».

Il concerto di domani è inserito nel ventaglio di eventi «Corelli cento», sostenuto dall’assessorato alla cultura dell’Amministrazione Comunale di Ancona.

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