Morta Sofia Perelli, la 22enne di Perugia che aveva sbattuto la testa sugli scogli a Sirolo

La ragazza era andata in arresto cardiocircolatorio dopo un tuffo davanti alla Spiaggia Urbani. Le sue condizioni erano apparse subito disperate. Era ricoverata nella Rianimazione Clinica di Torrette

L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – Non ce l’ha fatta Sofia Perelli, la 22enne di Perugia che l’8 agosto scorso aveva battuto violentemente la testa sugli scogli subito dopo un tuffo in mare davanti alla Spiaggia Urbani a Sirolo ed era stata trasportata in gravi condizioni al Pronto Soccorso di Torrette i con un principio di annegamento.

Il suo cuore ha smesso di battere il 14 agosto nella Clinica di Rianimazione di Ancona, dove era stata ricoverata in condizioni disperate dal giorno del tuffo maledetto. La ragazza stava trascorrendo la vacanza nella Riviera del Conero in compagnia di un’amica 26enne anche lei di Perugia, ma quello che doveva essere un momento di svago per lei e per l’amica si è trasformato in tragedia. La ragazza si era tuffata da uno scoglio quando un’onda improvvisa l’ha scagliata violentemente contro la roccia facendole sbattere la testa. Sofia è finita sott’acqua e non riemergeva. L’amica ha subito allertato i soccorsi e ha tirato la testa della ragazza fuori dall’acqua per impedirle di annegare, ma purtroppo il gesto non ha potuto salvare Sofia che era già in arresto cardiocircolatorio.

Sul posto era arrivata l’idromabulanza della Croce Rossa di Ancona, ma i soccorsi erano stati difficoltosi sia per le condizioni del mare che quel giorno era mosso, sia per la conformazione del litorale. Quando gli operatori della Cri sono riusciti a recuperarla dalle acque le sue condizioni sono apparse subito disperate. Da Torrette si era alzato in volo Icaro che aveva trasportato la ragazza al Pronto Soccorso di Ancona, dopo che il personale della Croce Rossa le aveva praticato la rianimata cardiopolmonare nell’attesa dell’arrivo dell’eliambulanza.

La ragazza purtroppo è morta mercoledì 14 agosto a Torrette, dove non aveva più ripreso conoscenza ed era in condizioni gravissime con danni neurologici riportati in seguito alla carenza di ossigeno.