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Ancona

Ancona, fuga di monossido in casa: un morto e due intossicati

La tragedia si è consumata al secondo piano di un edificio di via Cupramontana. Sul posto Croce Gialla, Avis, vigili del fuoco e polizia. Sono in corso accertamenti

L'impresa funebre mentre porta via la salma dell'anziano deceduto (foto Filippo Alfieri)

ANCONA – Tragedia in un appartamento al secondo piano di un edificio di via Cupramontana ad Ancona dove un anziano 79enne (Giorgio Paladini) è stato rinvenuto morto nel proprio letto, mentre la moglie di 79 anni sarebbe in condizioni critiche. Una fuga di monossido di carbonio da una caldaia potrebbe essere alla base dell’accaduto. La tragedia si sarebbe consumata poco dopo l’ora di cena.

Vigili del Fuoco e Polizia sul posto (foto Filippo Alfieri)

Sul posto, insieme alle ambulanze della Croce Gialla, dell’Avis di Montemarciano e all’automedica, è intervenuta anche una squadra dei vigili del fuoco che sta eseguendo una misurazione della caldaia e del piano cottura per valutare la perdita di monossido di carbonio o di gas. Accertamenti sono stati condotti anche in un garage al piano terra dell’edificio. I primi ad intervenire sono stati gli agenti delle Volanti della Questura di Ancona.

Il cane portato in salvo da un vicino (foto Filippo Alfieri)

Nell’appartamento, c’era anche il figlio di 49 anni della coppia. L’anziana, trovata in salotto, e il figlio, nella sua camera, sono stati trasferiti al Pronto Soccorso di Torrette in seguito all’intossicazione, ma poi sono stati trasferiti con due voli notturni urgenti di Icaro 02 al centro iperbarico di Ravenna. All’interno dell’abitazione era presente anche un cane che è stato portato in salvo da un vicino che lo ha condotto in un terrazzo all’aria aperta: per curare l’animale sul posto è arrivato un veterinario. Stando a quanto si apprende la strumentazione dei vigili del fuoco avrebbe rilevato una presenza di monossido di carbonio superiore al 75%.

L’appartamento in via Cupramontana ad Ancona (foto Filippo Alfieri)

A dare l’allarme e scoprire l’accaduto un amico del figlio: «Quando sono arrivato, ho visto la macchina parcheggiata e le luci spente e mi sono preoccupato», racconta Giulio Massimo Balzano. L’uomo è salito nell’abitazione della zia del suo amico e si è fatto dare le chiavi dell’appartamento. Una volta entrato si è visto davanti l’amico in camera che faceva fatica a respirare, la madre sul divano del salotto priva di conoscenza, mentre il padre giaceva già a letto, purtroppo già morto. «Ho aperto subito tutte le finestre per precauzione», racconta, «per fortuna sono arrivato tempestivamente a controllare, forse ho salvato la vita anche a qualcun altro». Secondo quanto avrebbero riferito alcuni amici del figlio dell’anziano deceduto sembrerebbe che nella giornata di ieri (11 marzo) dei tecnici avessero proceduto alla verifica della caldaia. A stabilire le cause dell’accaduto sarà una inchiesta.

La sorella dell’uomo deceduto ha raccontato che una volta entrata nell’appartamento insieme al giovane e a suo marito, hanno visto il nipote 49enne steso nel letto che già non rispondeva alle sollecitazioni, per questo hanno iniziato a praticare un massaggio cardiaco: «Sono andata in camera di mio fratello e sembrava che stesse dormendo come faceva di solito a quell’ora – racconta -, non ho avuto il coraggio di andare a controllate. Poi sono salita in casa per avvertire mio figlio dell’accaduto e quando sono tornata di sotto mi hanno detto che mio fratello era morto».

Secondo quanto ha riferito la signora, l’anziana cognata rimasta intossicata aveva contattato nella giornata di ieri il medico di famigliain seguito ad un malore: questo pensando al covid gli avrebbe consigliato di rimanere a casa insieme al figlio. «Verso l’ora di cena ho chiesto a mio marito di chiamarli per sapere come stavano – spiega – , ma lui mi ha detto che non rispondeva nessuno. Per fortuna che poi è arrivato quel ragazzo, altrimenti li avremmo trovati tutti morti».

I vigili del fuoco mentre controllano il garage a piano terra (foto di Filippo Alfieri)