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Ancona

Mercorelli – ex 5 Stelle, si accentua lo scontro, volano stracci

Si riaccende la diatriba fra il Movimento e i fuoriusciti dal gruppo. Oggi non sono mancate stoccate tra la Pergolesi e il candidato governatore, Ecco cosa è successo

ANCONA – «Agli indecisi sul voto possiamo appellarci noi e non il centrosinistra o il centrodestra, perché siamo gli unici ad avere le mani libere». A parlare è il candidato governatore del Movimento 5 Stelle Gian Mario Mercorelli, sollecitato sugli scenari in vista delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre. L’aspirante governatore questa mattina ha preso parte a Falconara Marittima ad un incontro a porte chiuse fra attivisti e candidati pentastellati con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

«Difficile fare previsioni sull’esito elettorale la situazione è molto fluida» ha dichiarato Mercorelli, spiegando che la fetta di indecisi, che stando agli ultimi sondaggi si attesterebbe a quota 17% circa (per la preferenza da attribuire al governatore) non potranno essere intercettati dai maggiori competitor (Mangialardi e Acquaroli), perché secondo il pentastellato  «destra e sinistra sono una garanzia per gli elettori» circa come si comporteranno con «la dinamica clientelare dei partiti».  Per Mercorelli centrodestra e centrosinistra sono a caccia di indecisi  «perché pensano di avere qualcosa da dire, ma diciamolo molto schiettamente: gli indecisi sono indecisi perché  non si sentono rappresentati».

Sulla spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle, con la fuoriuscita del capogruppo consiliare Gianni Maggi e dalla consigliera regionale Romina Pergolesi, confluiti nella lista Marche Coraggiose a sostegno del candidato di centrosinistra Maurizio Mangialardi, mentre la parlamentare marchigiana ex 5 Stelle Rachele Silvestri, anche lei uscita dal gruppo per divenire la madrina del Movimento per le Marche che sostiene il candidato di centrodestra Francesco Acquaroli,  Mercorelli spiega che a suo parere non si tratta di una caccia agli attivisti pentastellati da parte della destra o della sinistra, ma piuttosto di «una caccia alla poltrona da parte di chi se ne è andato».

Il candidato governatore non risparmia stoccate in direzione del duo Maggi-Pergolesi che a suo parere «voleva un posticino al sole, incapace di arrendersi alla loro ininfluenza e all’indifferenza che generano», mentre per quanto riguarda Rachele Silvestri spiega che «è stata sempre un caso a parte» e aggiunge, che è «una di quelle persone miracolate dal Movimento» a suo parere mandate su «per puro caso, con quel click ti candidi  e che personalmente ho sempre criticato, perché bisogna dimostrare di essere vicino a una linea del partito».

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Da sinistra Peppe Giorgini, Romina Pergolesi, Gianni Maggi e l’attivista Riccardo Arbuatti (foto di repertorio)

Un contrasto, che si è accentuato ancora di più in giornata con le stilettate arrivate dalla Pergolesi in direzione di Mercorelli su quella che la consigliera regionale uscente, confluita con Maggi nel gruppo misto, ha definito come una gaffe da parte del candidato pentastellato, «o di quel che resta di quel sogno distrutto dai poltronari». Al centro dello scontro i finanziamenti ricevuti dal Registro dei tumori delle Marche. «Fossi stata in Mercorelli, avrei fatto un passo indietro rispetto alla candidatura, tornando a occuparmi delle chat interne del fu-movimento e dell’organizzazione degli attacchi scomposti contro i non allineati» ha detto la Pergolesi. E ancora, la Pergolesi parafrasando Oscar Wilde aggiunge: «A volte è meglio tacere e sembrare disinformati che aprire bocca e togliere ogni dubbio».

Mercorelli in occasione del confronto promosso da Legambiente aveva affermato che il Registro Tumori era stato rifinanziato dal governo giallo-rosso, dopo anni di blocco perché non c’era personale formato per gestirlo, ma «peccato che non sia proprio così» sostiene la Pergolesi, facendosi forte della risposta della docente Susanna Vitarelli, responsabile all’Università di Camerino del Registro Tumori della Regione Marche secondo la quale non c’è stato alcun finanziamento.

Mercorelli a Falconara è anche andato all’attacco dei competitor alle elezioni regionali: «Mangialardi e Acquaroli dimostrano confusione e pochissima focalizzazione sui temi, ma anche poca esperienza, con Acquaroli che ha iniziato e mai terminato una serie di mandati, mentre Mangialardi è sindaco ma sembra non avere mai le idee chiare su niente: non so che tipo di attrattiva possano avere per gli elettori».