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Ancona

Mercatone Uno, incontro al Mise: rischio “vendita spezzatino”

Ecco cosa è emerso durante il vertice tenutosi al Ministero dello Sviluppo Economico tra i commissari e i sindacati. Il tavolo di lavoro nazionale si riunirà nuovamente il 16 settembre prossimo

ANCONA – Trattative per scongiurare il rischio di sfratto dei punti vendita della catena di arredamento fallita e procedura di mobilità volontaria per i lavoratori del Mercatone Uno. È quanto è emerso nel corso dell’incontro nazionale tenutosi ieri (31 luglio) a Roma presso il Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, al quale hanno preso parte le rappresentanze sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, i tre commissari straordinari e l’avvocato Salonia che sta seguendo l’amministrazione straordinaria della Shernon Holding dopo il fallimento dichiarato il 24 maggio scorso.

Dopo la pubblicazione del bando per la vendita della catena di arredamento ora la preoccupazione è quella di una “vendita spezzatino” che interessi cioè solo alcuni negozi e solo una parte dei dipendenti che prestavano servizio al Mercatone Uno. Le offerte per l’acquisto dell’intero o di parte del perimetro del complesso aziendale in vendita, dovranno essere presentate entro il 31 ottobre, mentre le operazioni di cessione dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2019.

Intanto i tre commissari stanno lavorando per evitare che alcuni dei 55 punti vendita che erano in affitto rischino lo sfratto. Inoltre è stata aperta una procedura di mobilità volontaria che consentirà a chi è arrivato a un passo dalla pensione o a chi vuole accettare un’altra occupazione di poter beneficiare della Naspi (disoccupazione). Degli iniziali 1800 dipendenti della catena di arredamento alcuni sono già entrati in mobilità e ad oggi risultano 1750 dipendenti.

I tre commissari hanno annunciato che alcuni compratori si sono già fatti avanti ma la procedura è coperta dal più stretto riserbo e nulla è trapelato circa l’identità degli eventuali acquirenti. I commissari hanno infine ricordato che arrivati a dicembre 2019 ci saranno ancora altri 6 mesi di cassa integrazione, ma nel frattempo può arrivare la vendita.

«Positiva la ripresa del confronto sia con i commissari che con il Ministero – ha commentato il segretario generale di Filcams Cgil Marche, Joice Moscatello – tuttavia permangono alcune incertezze perché, anche se i tre commissari invitano a non drammatizzare, restano alcune preoccupazioni». «Abbiamo chiesto ai commissari di essere coinvolti il più possibile nelle trattative», ha dichiarato il segretario generale UILTuCS Marche, Fabrizio Bontà, mentre il segretario generale Fisascat Cisl Marche, Marco Paialunga ribadisce «la necessità che la cassa integrazione venga calcolata sulla base dell’orario di lavoro svolto dai dipendenti prima del passaggio alla Shernon Holding», inoltre ha chiesto «una spinta maggiore nella ricerca degli acquirenti».

Il tavolo di lavoro nazionale si riunirà nuovamente il 16 settembre a Roma.