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Ancona

Ancona e le sue magie del mercatino: dai pistacchi ai taralli, dallo speck all’ulivo

Diverse specialità regionali da scoprire e assaggiare, dalle Alpi alle Piramidi, ma anche lavorazioni artigianali e altro ancora, tra piazza Cavour e corso Garibaldi

Brezel e strudel dall'Alto Adige

ANCONA – Il mercatino di Natale per le vie del centro di Ancona porta con sé curiosità e specialità regionali diverse, non solo gastronomiche, da ogni angolo d’Italia. Sono prodotti che, nei weekend che si avvicinano alle festività, attirano tanta gente in piazza Cavour e corso Garibaldi. C’è molto da scoprire: oggettistica da regalo, abbigliamento, lavorazioni artigianali, le specialità del territorio di Campagna Amica di Coldiretti e Confartigianato, e altro ancora, tra idee per gli acquisti natalizi e golosità che spesso arrivano anche da molto lontano, adatte agli appuntamenti in famiglia o ai momenti da trascorrere con gli amici.

La prima è quella che racconta Andrea, che arriva dalla Sicilia, più precisamente da Bronte, capitale del pistacchio. È già stato ad Ancona in occasione della fiera di San Ciriaco, la sua casetta di legno promuove quello che è l’orgoglio della sua zona di provenienza, cioè il pistacchio e tante sue derivazioni gastronomiche. Pistacchio salato e dolce, pesto di pistacchio, panettone farcito con la crema di pistacchio, e altro ancora da scoprire: Andrea è rivenditore della ditta Bacco di Bronte ed è molto contento di come vanno gli affari e dell’interesse verso i suoi prodotti che dimostrano le persone che frequentano il centro cittadino in questi giorni.

Pistacchio di Bronte

La seconda scoperta del mercatino natalizio è quella che propone Roberto, di Polverigi, artigiano specializzato nella lavorazione del legno di ulivo. Nel suo stand che si chiama Bottega Maestra c’è l’ulivo lavorato in tutti i modi, forme e realizzazioni, che Roberto porta in giro per l’Italia tra fiere e negozi che collaborano con i prodotti artigianali. Servizio tavola, ma anche penne tornite a mano, e bracciali realizzati prevalentemente in ulivo. È il quarto anno che è presente ad Ancona per le festività con i suoi prodotti e, come spiega, l’interesse verso il suo artigianato è andato sempre in crescendo, perché propone cose anche abbastanza rare e complicate da proporre. «L’ulivo – racconta – è il legno più adatto per gli alimenti, più igienico e più duraturo degli altri. Così una volta che uno ha speso soldi per un tagliere, è a posto per due o tre generazioni».

L’artigianato realizzato con il legno d’ulivo

I prodotti dell’Alto Adige sono richiestissimi, nello stand lungo il corso Garibaldi dove c’è Annalisa. D’altra parte l’azienda Weger da diversi anni è presente al mercatino anconetano e da quest’anno propone anche altri prodotti non gastronomici nella casetta a fianco che vende peluche, cappelli, fasce per capelli e abbigliamento. L’azienda nasce nella Valle Aurina, dove è nata, spiega Annalisa, ma s’è fatta conoscere e apprezzare ormai anche in giro per tutta Italia. Diversi tipi di pane, compresi i famosi brezel, e altri pani realizzati soprattutto con farina di segale, ma anche dolci come il tradizionale strudel e poi canederli, speck e altro ancora, tutte specialità che gli appassionati di montagna estiva e invernale conoscono molto bene. Una ragione in più per cui allo stand c’è quasi sempre la fila.

Una distesa di taralli pugliesi a piazza Cavour

Il triangolo dei sapori si conclude in Puglia, con i suoi taralli di mille tipi ospitati nello stand di piazza Cavour, a pochi passi dalla ruota panoramica. Dopo la Sicilia e le Alpi dell’Alto Adige, ecco la Puglia e uno dei prodotti tipici più conosciuto e apprezzato ovunque: il tarallo. Al bancone c’è Maria, che lavora da anni al mercatino di Natale di Ancona proponendo numerosissime declinazioni del tarallo prodotte dall’azienda barese Fonsdituri. Davanti a Maria una distesa di taralli di ogni specie, anche dolci, ai frutti di bosco, al cioccolato, al pistacchio e glassati, ma soprattutto salati, al finocchio, alle cime di rapa, al peperoncino, al cacio e pepe, alle cipolle e così via, a esaurire la fantasia. Non c’è un tarallo preferito dai clienti, spiega Maria, perché chi frequenta lo stand vuole assaggiarne ogni volta uno nuovo.

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