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Ancona

Medicina territoriale, tavolo di confronto in Regione

Il presidente della IV Commissione Sanità Fabrizio Volpini ha convocato l'audizione con direttori di distretti, aree vaste, comitati, esperti per la messa in rete e risposte alle cronicità e alla eventuale seconda ondata

Fabrizio Volpini
Fabrizio Volpini

ANCONA –  Rafforzare la medicina del territorio per far fronte ad una eventuale seconda ondata di contagi, ma anche e soprattutto per dare una risposta al bisogno di cronicità di una società che invecchia progressivamente. Se ne parlerà giovedì 16 luglio in Regione nel corso dell’audizione convocata dal presidente della IV Commissione Sanità regionale, Fabrizio Volpini. Al tavolo di confronto siederanno i direttori dei distretti, delle aree vaste, dei comitati di partecipazione, ma anche esperti ed altri stakeholder coinvolti nella questione.

Volpini rimarca come in seguito all’emergenza coronavirus la centralità del territorio in sanità sia divenuta una delle priorità dell’agenda politica, tanto che l’articolo 1 del Decreto Rilancio, varato dal Governo, preveda proprio il rafforzamento della rete territoriale e di tutti i servizi presenti sul territorio, come medici di famiglia, cure primarie, pediatri, servizi di prevenzione, distretti.

Obiettivo dell’audizione, quello di far scaturire proposte concrete così da elaborare un modello da sottoporre in seguito alla Giunta in previsione delle risorse stanziate dal Decreto Rilancio e dal Mes. «Quando arriveranno le risorse è necessario che ci sia già una infrastruttura pronta sulla quale agire». «Un territorio organizzato è importante sia per affrontare al meglio una eventuale seconda ondata di contagi – spiega Fabrizio Volpini – , ma anche per dare risposte alla cronicità, alla non autosufficienza, all’anziano, e alle transizioni come la demografica, epidemiologica e tecnologica».

Secondo Volpini gli operatori sanitari però per lavorare efficacemente sul territorio devono essere collegati in rete: «Bisogna realizzare infrastrutture digitali per lo scambio dei dati e delle informazioni». spiega.

«La pandemia – conclude – ci ha dimostrato che il Paese è pronto per compiere questo salto, bisogna solo impegnare risorse sia in termini di personale che di investimenti».

Fra gli obiettivi finali c’è quello di mettere in atto la cosiddetta medicina di iniziativa, dove il medico svolge un ruolo attivo nell’invitare i cittadini ad aderire agli screening, alle vaccinazioni e, quelli con fattori di rischio, a controllare alimentazione e attività fisica, per dare forma alla prevenzione.