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Ancona

Marche verso ordinanza restrittiva: 5 comuni sorvegliati speciali. Acquaroli: «Spingere su vaccinazione»

Il presidente della Regione Marche ha spiegato che potrà essere adottata una ordinanza che limiti gli spostamenti per i comuni più colpiti dalla pandemia, senza però toccare le attività economiche

ANCONA – «Il generale Figliuolo gestisce a livello nazionale una fase molto complicata, quindi è sicuramente in grado di dirci quanti saranno gli arrivi (dei vaccini, ndr) e come saranno, ma credo che dobbiamo comunque spingere al massimo in base alle consegne». Sono le parole del governatore Francesco Acquaroli sollecitato dai giornalisti, a margine della conferenza stampa sulla presentazione del festival dei borghi, sulla richiesta del commissario straordinario per l’emergenza di rallentare con la vaccinazione e di stoccare un 20% di sieri per i richiami.

Il presidente della Regione Marche ha sottolineato la necessità di spingere  sulla vaccinazione «per velocizzare al massimo una fase fondamentale per le riaperture, per restituire speranza e per riuscire a ritornare a vedere una luce in fondo al tunnel». Acquaroli si è detto soddisfatto del fatto che le Marche, per prime in Italia, hanno somministrato il 100% delle prime dosi di vaccino agli over 80: «Un risultato che ci inorgoglisce e che deve fare da stimolo a fare sempre di più e meglio».

In vista delle riaperture che scatteranno per le regioni in zona gialla dal 26 aprile, Acquaroli ha spiegato quella che sarà la strategia della Regione: «Dobbiamo essere cauti e vigili, dobbiamo continuare a monitorare la situazione per far sì che i focolai che potrebbero riaccendersi vengano subito isolati e messi in sicurezza» ha detto, sottolineando che in questa nuova fase conterà molto «la capacità di tenere sotto controllo il nostro territorio».

Intanto, proprio in vista delle riaperture, è in corso un monitoraggio dei comuni delle Aree Vaste, in modo che se ci saranno criticità, come ha sottolineato il governatore, «interverremo» con «misure di mitigazione, stando attenti a non colpire le attività economiche, ma per creare una minore possibilità di assembramenti e una minore capacità di movimento, laddove il movimento con il virus che circola può diventare pericoloso».

Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli

Acquaroli ha chiarito che se un comune dovesse avere un tasso molto alto di contagi «dovremmo chiudere con provvedimenti molto più forti», alludendo ad eventuali micro zone rosse, ma solo per le aree dove l’incidenza dei contagi sia superiore a 250 casi su 100mila abitanti, come previsto del resto dai parametri del Comitato Tecnico Scientifico nazionale.

«Cinque i comuni sotto stretta osservazione», ha affermato Acquaroli, senza svelare per ora quali sono e precisando che «l’ordinanza non toccherà le attività economiche, ma limiterà la possibilità di spostamento nelle zone oggetto di una circolazione ancora elevata e diffusa del virus». Da quanto è trapelato, i comuni che rischiano di essere oggetto dell’ordinanza sono: Acqualagna, Montelabbate, Tavullia e Vallefoglia in provincia di Pesaro-Urbino e Cerreto D’Esi in quella di Ancona.

Una chiusura «preventiva» da attuare prima che la situazione degeneri e per evitare «chiusure più lunghe e su territori più ampi» e in vista anche della concomitante ripresa della didattica in presenza al 100% nelle scuole, con il nodo critico dei trasporti pubblici.

Insomma per il governatore anche le scuole vanno tenute sotto osservazione e nell’ipotesi in cui ci siano più classi in quarantena «la scuola va in didattica a distanza. In questa fase non bisogna compromettere il livello di salvaguardia che oggi abbiamo raggiunto anche con la discesa dei ricoveri nelle terapie intensive e nelle aree mediche».