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Ancona

Le Marche dichiarano lo stato di emergenza climatica e ambientale. C’è l’ok dell’Aula

Due le mozioni approvate nella seduta consiliare, quella del capogruppo dei dem Urbinati e quella del consigliere dei Verdi Bisonni. I due atti di indirizzo impegnano la Giunta ad attuare interventi urgenti

ANCONA – «Le Marche sono in prima linea nell’attenzione all’ambiente e all’emergenza climatica». A dirlo è il capogruppo del Pd Fabio Urbinati, primo firmatario della mozione approvata nella seduta consiliare del primo ottobre con la quale la Regione Marche ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale.

Siglato anche dai colleghi consiglieri Minardi e Mastrovincenzo, l’atto impegna la Giunta regionale a mettere in campo politiche e azioni forti e concrete per contrastare la deriva climatica in corso che si sta manifestando anche attraverso fenomeni climatici sempre più estremi e intensi. Una vera e propria emergenza sulla quale il consigliere Urbinati, da tempo impegnato sul fronte ambientale e sulla promozione e tutela dell’ambiente marino, ha deciso di accendere i riflettori nell’ottica di una programmazione che deve necessariamente protrarsi per un tempo prolungato. Nella stessa seduta consiliare ha incassato il via libera anche la mozione presentata dal consigliere regionale dei Verdi Sandro Bisonni.

Eventi meteorologici sempre più estremi, ghiacciai che si sciolgono e livelli di Co2 elevati, non possono più essere ignorati. Dopo la protesta di Greta Thumberg e le mobilitazioni dei giorni scorsi che hanno visto gli studenti italiani scendere nelle piazze di tutto il paese, i Fridays for future manifesteranno nuovamente il 4 ottobre, questa volta davanti al dicastero romano per protestare contro la nuova bozza improntata dal governo del decreto legge sul clima.

«Occorre percorrere due strade – spiega Urbinati – , quella della politica ambientale e quella dell’economia circolare, che crea anche ricchezza e posti di lavoro». Le Marche sono la terza regione italiana a dichiarare lo stato di emergenza climatica sottoscrivendo un impegno istituzionale, una iniziativa intrapresa anche da alcuni comuni italiani, fra i quali anche quello di Ancona.

Il consigliere regionale Fabio Urbinati

Un atto che Urbinati ha tenuto a precisare non è simbolico ma rappresenta una «assunzione di consapevolezza e responsabilità politica e una dichiarazione di intenti che mira a rafforzare ulteriormente le politiche, le azioni e le iniziative
volte al contrasto del cambiamento climatico e a considerarlo una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire».

Con il documento approvato, la Regione intende tutelare le future generazioni e sensibilizzare il governo a dichiarare lo stato di emergenza. La Giunta era già intervenuta sulla questione climatica con la legge regionale 35 del gennaio 2016 con la quale aveva disposto l’esenzione del pagamento della tassa
automobilistica per 5 anni ai proprietari di nuovi autoveicoli con alimentazione ibrida (benzina-elettrica o gasolio- elettrica, inclusiva di alimentazione termica, o benzina-idrogeno), immatricolati per la prima volta nel 2017. Aveva disposto anche agevolazioni per le auto a bassa emissione che vanno dalla sosta gratuita sulle strisce blu allo sconto per l’accesso alle Ztl. Tra le iniziative anche quelle volte a favorire la diffusione dei distributori di prodotti alla spina e del concetto di economia circolare con il riutilizzo e il riciclo degli oggetti. Ma le Marche sono anche tra le prime regioni per la raccolta differenziata.

«L’innalzamento della concentrazione di C02 in atmosfera – evidenzia Urbinati -, causa prima dei cambiamenti climatici, ha raggiunto il più elevato livello mai registrato con un
valore di 415 parti per milione e le sue conseguenze sono osservabili da vicino, anche nella nostra Regione, con eventi meteo sempre più estremi e frequenti che vanno dai nubifragi alle violente grandinate come quella verificatasi martedì 9 luglio 2019, alle ondate di calore torrido e insostenibile del mese di luglio. Tutto ciò causa danni alla salute al sistema idreogeologico, all’agricoltura e in generale all’economia, alle abitazioni e ai beni di proprietà delle persone come le automobili».

«Riconoscere lo stato di emergenza climatica e ambientale – conclude il capogruppo del Pd – significa accoglierele istanze poste dal mondo ecologista e dal movimento di protesta internazionale “Fridays for Future” con una particolare attenzione alla conversione ecologica della nostra società, dando impulso all’economia verde e circolare, all’uso delle fonti rinnovabili al posto dei combustibili fossili, all’efficienza energetica, all’agricoltura biologica, alla riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati. Il contributo che l’assemblea legislativa può dare con l’approvazione di questa mozione è determinante per la risoluzione di una problematica, come quella ambientale, che può essere affrontata solo collettivamente».

Il consigliere regionale Sandro Bisonni

Nell’atto proposto dal consigliere dei Verdi Sandro Bisonni, c’è l’accento sull’accelerazione della transizione energetica per ridurre le emissioni di anidride carbonica in tutti i settori produttivi, oltre che sulla progettazione e sul finanziamento di un piano di sensibilizzazione ecologica. Per contrastare l’emergenza climatica secondo Bisonni è necessario che i costi di transizione non gravino sulle fasce più deboli della popolazione. Inoltre sensibilizza la Regione a coinvolgere le associazioni ambientaliste attraverso un tavolo di confronto a cadenza periodica, chiedendo nel contempo  trasparenza sui progressi nella riduzione delle emissioni tramite pubblicazione di rapporti.

«La politica e la società intera – sottolinea Bisonni – non hanno fatto finora abbastanza per contrastare l’emergenza climatica in corso, quando questa dovrebbe essere la priorità di qualsiasi governo». Per il consigliere dei Verdi è necessario intraprendere politiche radicali per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, anche tutelando i lavoratori e i soggetti deboli della società.