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Ancona

Sposi in fuga dalle cerimonie, il 90% dei matrimoni annullati

L'industria legata alla cerimonia, che fattura in Italia circa 40 miliardi l'anno, è in piena crisi per colpa dell'epidemia che sta facendo saltare banchetti e feste. Paolorossi: «Le persone hanno paura»

Sposi, nozze (Foto di StockSnap da Pixabay)

ANCONA – Matrimonio? Sì, ma meglio rimandarlo. È questo il ragionamento che sta compiendo la maggior parte degli sposi. Ripartono infatti le cerimonie grazie al decreto siglato nel pomeriggio di ieri, 15 giugno, dal presidente regionale Luca Ceriscioli che dà il via libera da oggi alle celebrazioni. Una ripresa che rappresenta una boccata di ossigeno per le attività rimaste chiuse tre mesi, anche se non si prospetta affatto tutta rose e fiori.

Banchetti e cerimonie sono saltati e il settore dei matrimoni che ogni anno in Italia fattura intorno ai 40 miliardi di euro, ora è in ginocchio. Una industria, quella del wedding, costituita da professionisti che lavorano nel settore abiti nuziali, trucco, acconciatura, ristorazione, catering, trasporto, organizzazione (wedding planner), fotografia, musica, location e fiori, il cui fatturato ruotava intorno a questi eventi che però sono stati rimandati proprio nel periodo clou, la primavera. A saltare sono oltre il 90% dei matrimoni, pochissimi quelli confermati. Un colpo durissimo per il comparto. 

Lo stilista Luca Paolorossi
Lo stilista Luca Paolorossi

«Bene la ripartenza, anche se è inutile dal momento che le persone stanno annullando le cerimonie che erano state fissate» commenta lo stilista filottranese Luca Paolorossi. A spingere gli sposi a cancellare le date sono sia le defezioni degli invitati, amici e parenti che preferiscono non andare, sia le modalità di svolgimento del banchetto che richiede il rispetto del distanziamento sociale, con il risultato che la festa perderebbe quella convivialità e familiarità che da sempre caratterizza le nozze. Poi c’è la paura, una emozione che gioca un ruolo cruciale fin dall’inizio dell’epidemia condizionando il comportamento delle persone e stravolgendone le abitudini. 

Abito da sposo di Luca Paolorossi

«Le persone preferiscono non partecipare alle nozze, non hanno più soldi perché sono rimasti chiusi in casa per mesi, senza incassare, quindi danno forfait all’invito», osserva Paolorossi. Partecipare ad un matrimonio, infatti, oltre alle incombenze legate ai regali, comporta anche l’acquisto dell’abito per andare alla festa e per le signore anche “trucco e parrucco”. Insomma una spesa non più alla portata di tutti che scoraggia anche i parenti più stretti.

Villa Gentiloni a Filottrano, location di eventi e matrimoni

Ma ci sono anche sposi che a queste condizioni preferiscono non convolare a nozze, spiega lo stilista che ha riportato agli antichi splendori la dimora aristocratica filottranese Villa Gentiloni, dove si tengono eventi e matrimoni. Il continuo rincorrersi dei bollettini di contagi e morti sui media «ha rovinato lo stato d’animo delle persone – commenta Paolorossi -, serviranno a poco le riaperture dei locali e il via libera alle cerimonie, perché le persone hanno paura. Se continuiamo ogni giorno ad essere bombardati da messaggi negativi e da notizie devastanti non potrà esserci una ripresa economica, perché si è creato il panico fra la gente. Ci hanno bloccato in casa per la pandemia e ora le persone hanno paura, temono il contagio, quindi chi doveva farlo, preferisce non sposarsi e rimandare ad un altro momento, mentre chi è stato invitato ora ha un alibi per non andare». 

Critico sul bonus matrimoni inserito con un emendamento nel Decreto Rilancio che concede di portare in detrazione il 25% delle spese sostenute per le nozze fino al massimo di 25mila euro, ma solo a partire dal gennaio 2021: «La detrazione sarebbe stata necessaria fin da subito – spiega Paolorossi – , la filiera che ruota attorno ai matrimoni è già in ginocchio e non può attendere ulteriori 6 mesi prima di essere sostenuta. In questo modo è condannata a rimanere nel limbo per tutto il 2020». Fra le spese per le quali è ammessa la detrazione ci sono quelle per la ristorazione, il catering, l’affitto del locale, il servizio di wedding planner, gli addobbi floreali, gli abiti degli sposi, trucco e acconciatura, oltre al servizio fotografico.

La boutique di abiti da sposa Anna’s Dress di Porto Recanati

«Molte ragazze hanno provato a riorganizzare il matrimonio tra agosto e settembre, ma poi hanno incontrato difficoltà a fissare la nuova data nei ristoranti in un periodo in cui c’è anche il turismo, quindi alla fine hanno preferito rimandare direttamente al prossimo anno» spiega Ilaria Baleani, stilista della boutique Anna’s Dress di Porto Recanati.

Anna’s Dress

Se nel 2020 la maggior parte dei matrimoni sono saltati, nel 2021 si annuncia già il caos, con le nozze rinviate e i nuovi matrimoni da fissare con il rischio che si creino delle liste di attesa piuttosto lunghe per chi vorrà convolare a “giuste nozze”. «Anche se alcuni ristoranti proporranno date infrasettimanali, non sarà semplice – spiega – , in ogni caso ciò che preoccupa di più le spose è il progetto di festa che vogliono realizzare, non tanto il discorso economico come può essere quello del bonus matrimoni». Insomma per le spose la cerimonia è prioritaria. Intanto però per chi lavora nel settore la «stagione è ormai persa per il 90%, ma siamo ottimiste e speriamo che il settore riprenda nonostante le difficoltà che accomunano un pò tutti».

Fiori chiesa (Foto di Hans Braxmeier da Pixabay)

«I matrimoni in programma per maggio e giugno sono stati tutti rimandati all’anno prossimo, mentre per luglio ne abbiamo un paio confermati  – spiega la titolare di Floreale del Passetto, Sgalla Minella -, ma stiamo a vedere perché molti non sono sicuri, è tutto in stand-by. Le persone non sanno come comportarsi, c’è grande incertezza, è un momento brutto per il nostro settore».

Il lockdown ha infierito come una mannaia sui negozi di fiori e piante che hanno perso molto in termini di fatturato. «Quando abbiamo riaperto l’attività abbiamo dovuto buttare via tutti i fiori che erano rimasti nel negozio e che nel frattempo erano marciti, siamo riusciti a salvare giusto qualche orchidea – prosegue -. Ci siamo salvati un pochino grazie agli ordini su WhatsApp e alle spedizioni con Iterflora, ma i mesi di marzo e aprile sono andati completamente persi, così come la Pasqua». A saltare non sono stati solo i matrimoni, ma anche Comunioni e Cresime. Ora il settore sta riprendendo, anche se le perdite sono incalcolabili, ma intanto «le persone hanno voglia di fiori, di un pò di luce e di spensieratezza» dopo i mesi bui che hanno caratterizzato le chiusure. Con la riapertura «si è lavorato molto con i terrazzini e gli orti, ma le persone sono cambiate con l’epidemia, sono disorientate».

Il SeeBay Hotel di Portonovo

Meno in crisi il settore ristorazione. Il SeeBay Hotel di Portonovo ha offerto agli sposi la possibilità di posticipare la data delle nozze di qualche mese o anche di un anno per chi preferisce festeggiare senza le attuali costrizioni. «Avevamo 52 matrimoni fissati – spiega Sara Bonacucina, resident manager del SeeBay Hotel -, ora ne abbiamo 8-9 che sono slittati tra settembre e ottobre, mentre gli altri li abbiamo riprogrammati al 2021. La nostra politica è stata quella di evitare i mesi di  luglio e agosto, i più carichi, in modo da garantire il rispetto del distanziamento sociale».

Certo che per chi si sposerà a settembre sarà una festa un pò diversa, ma si tratta più che altro di «ridisegnare gli spazi per garantire una atmosfera raffinata, senza che le costrizioni imposte per evitare il contagio risultino evidenti. Anche se saranno presenti tutte le misure, faremo in modo che non siano evidenti e soffocanti».