Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

“L’ultima cena” di bar e ristoranti poi le chiavi ai sindaci, la protesta in un flash mob

Si terrà domani a partire dalle 21. Insegne accese e tavole apparecchiate per sottolineare la crisi del settore e chiedere aiuti. Intanto nasce un gruppo Facebook per unire le forze. Varato un documento per non chiudere le attività

ANCONA – Hanno sottoscritto un documento con richieste specifiche da far avere alla Regione e ai sindaci dei propri comuni di appartenenza per non far morire il loro settore duramente compromesso dall’emergenza sanitaria per il Coronavirus.

Domani molti di loro, in segno di protesta, parteciperanno anche ad un flash mob che li porterà ad accendere per l’ultima volta le luci dei propri locali prima di consegnare, mercoledì, le chiavi ai sindaci. Sono i ristoratori e i baristi delle Marche che hanno creato un gruppo Facebook per unire le forze. Tante le adesione anche nella provincia dorica con diverse attività che daranno vita al flash mob.

L’immagine facebook dell’evento

COSA CHIEDONO. Il gruppo, inizialmente partito su Whatsapp, si è esteso al social network e il 24 aprile scorso ha fatto una riunione in call conference alla quale hanno partecipato gestori di bar, ristoranti e locali delle Marche. Sono un centinaio, anche se il numero si sta allargando, e hanno sottoscritto queste richieste: un intervento sugli affitti e le quote di fitto di ramo d’azienda tramite un credito d’ imposta concesso ai locatori degli immobili e non ai locatari, il mantenimento della cassa integrazione in deroga e sussidio Inps per le partite Iva almeno fino al 31 dicembre, il congelamento di tutte le tasse fino a gennaio 2021 e successivo pagamento rateizzato, oltre alla soppressione delle accise sulle utenze di luce, acqua e gas, l’annullamento della Tari e della Tosap dei periodi riferiti alla sospensione delle attività.

Non solo, chiedono anche lo stanziamento di risorse a fondo perduto per la ripresa delle attività e pressione sugli istituti di credito affinché recepiscano le direttive sulla sospensione di mutui e prestiti e sull’erogazione del prestito garantito dal Fondo di Garanzia statale e chiarezza e fattibilità riguardo le misure di sicurezza e contenimento del contagio, sostegno per le spese relative all’adeguamento per garantire il rispetto delle future normative, sollevazione dalla responsabilità dei gestori che non possono improvvisarsi “sceriffi”. Nessuno è in grado di riprendere l’attività compromessa dall’emergenza Covid-19.

IL FLASH MOB. È stato indetto a livello nazionale sotto lo slogan “Risorgiamo Italia” e partirà dalle 21 di domani. C’è chi apparecchierà una tavola, chi farà caffè, chi accenderà le luci della propria insegna simulando una apertura. Mercoledì poi i gestori e i titolari consegneranno le chiave delle attività ai sindaci per fare in modo che portino la loro protesta nelle tavole istituzionali fino al governo. Stando al decreto che il presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha annunciato ieri infatti bar e ristoranti non potranno aprire fino al giugno.