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Ancona

Manovra, Landini ad Ancona: «Riforme per combattere diseguaglianze. Super Green pass? Qualcuno si sta svegliando con un po’ di ritardo»

Il segretario generale Cgil, questa mattina in Piazza Pertini ad Ancona per la mobilitazione dei sindacati contro la manovra, ha sottolineato che gli investimenti devono creare lavoro

Maurizio Landini alla manifestazione Cgil, Cisl e Uil ad Ancona

ANCONA – «Credo che questa legge di bilancio debba collocarsi dentro un’idea di riforme del nostro Paese, che combatta quelle diseguaglianze che in questi anni si sono determinate in modo molto pesante». È il messaggio lanciato del segretario generale Cgil Maurizio Landini, giunto questa mattina ad Ancona per la manifestazione regionale indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, contro la manovra, la prima promossa in Italia a livello regionale insieme a quella in Veneto sui temi delle pensioni, del fisco, del lavoro e dello sviluppo sociale, questioni pressanti secondo i confederali.

In una Piazza Pertini gremita, Landini è tornato a ribadire a chiare lettere che «gli otto miliardi destinati al fisco devono andare ai lavoratori dipendenti e ai pensionati» ed ha aggiunto «è il momento di fare questa scelta, visto l’aumento dei prezzi, l’abbassamento dei salari e delle pensioni di questi anni».

Entrando nel merito dei punti controversi della manovra, il segretario generale della Cgil, ha posto l’accento sulla necessità che «gli investimenti creino lavoro: oggi c’è troppa precarietà – detto – , i posti di lavoro che si stanno creando continuano ad essere contratti a termine, interinali, lavoro a chiamata, intermittente. Non va bene è il momento di creare posti di lavoro stabili e la proposta che avanziamo è quella di introdurre un nuovo contratto a contenuto formativo che diventi in realtà una forma di assunzione».

Maurizio Landini (segretario generale Cgil), Daniela Barbaresi (segretaria generale Cgil Marche) e Tiziano Beldomenico (segretario regionale Fiom Cgil)

Accanto a questo è necessario «far ripartire gli investimenti e avere una idea di politica industriale che faccia in modo di creare quelle filiere produttive che noi non abbiamo e che guardano al futuro, dal digitale alla sostenibilità ambientale e fare in modo che questa riconversione produttiva crei lavoro».

Per Landini occorre che «si avvii seriamente una riforma delle pensioni. La disponibilità che il governo ha dato è importante bisogna però entrare nel merito e fare in modo che si delinei davvero un nuovo sistema pensionistico che sia in grado di parlare a tutti, a partire dai giovani e che sia in grado di riconoscere la diversità dei lavori e la diversità che esiste tra uomini e donne» riconoscendo la differenza di genere «anche dentro il sistema pensionistico».

Sentito sull’ipotesi di arrivare anche ad uno sciopero, Landini ha detto «valuteremo in assenza di risposte», ma intanto il percorso di mobilitazione avviato, e che toccherà anche le altre regioni italiane, ha già prodotto un primo risultato, fa notare, ovvero quello di avviare un confronto nazionale sui temi. «La prossima settimana avremo dei tavoli con il governo per discutere del fisco e delle pensioni» ed ha aggiunto «vogliamo portare a casa dei risultati».

La mobilitazione «non è un obiettivo in se – ha detto – ma deve servire a portare a casa dei risultati per le persone che rappresentiamo, i giovani, le donne, i lavoratori e i pensionati, che sono quelli che hanno pagato il prezzo più pesante di questa pandemia».

Sulle vertenze aperte nelle Marche ha affermato: «Ci sono tante vertenze nelle Marche come in giro per l’Italia ci sono tante situazioni di crisi e su questo abbiamo chiesto al governo l’altro giorno che fine ha fatto il decreto contro le delocalizzazioni, l’altro tema che sta emergendo: se n’era discusso un po’ di mesi fa ma poi è sparito nel cassetto. C’è un impegno a riaprire quella discussione perché è chiaro che nel nostro Paese serve avere anche uno strumento legislativo che impedisca alle multinazionali di venire qui, di portarci via quello che sappiamo fare e di delocalizzare  da altre parti».

A tal riguardo ha espresso la necessità di provvedimenti e di una politica nazionale così che le vertenze locali siano messe «dentro una dimensione di sistema più generale che riguardi lo sviluppo e la crescita del nostro Paese».

Sul Super Green pass Landini ha ricordato che «sei mesi fa, il sindacato ha posto il problema di aprire una discussione per andare verso un obbligo vaccinale che possa essere discusso. Vedo che qualcuno si sta svegliando con un po’ di ritardo e penso da questo punto di vista che l’obiettivo deve rimanere sempre lo stesso, in Italia e nel mondo», inoltre ha aggiunto «ci stiamo battendo anche per fare in modo che si sospendano determinate logiche, perché il vaccino deve essere gratuito in tutto il mondo».

Secondo il segretario generale della Cgil sul virus «non c’è una semplice dimensione nazionale che affronta questo tema, c’è una questione internazionale e c’è bisogno da questo punto di vista che si faccia questa operazione con un respiro che abbia questo elemento e serve anche fare una campagna informativa che sia corretta e che faccia superare anche quelle diffidenze e quelle paure, che tra le persone ancora esistono».