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Ancona

Mangialardi e Bonaccini a Civitanova: «Patto per le Marche»

Sul palco allestito al Varco sul mare, la chiusura formale della campagna elettorale di Mangialardi in tandem con il presidente della Regione Emilia-Romagna

Maurizio Mangialardi e Stefano Bonaccini

ANCONA – «Ho voluto chiudere con Stefano perché possiamo fare un patto  per il futuro delle nostre cittadine e dei nostri cittadini, un impegno che può vedere le due regioni diventare insieme determinanti per le scelte». Sono le parole del candidato governatore di centrosinistra Maurizio Mangialardi durante l’incontro che si è svolto ieri sera (14 settembre) al Varco sul mare di Civitanova Marche.

A dare manforte all’aspirante governatore, nella chiusura formale della campagna elettorale, c’era il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Il patto a cui si riferisce Mangialardi è quello per rilanciare la sanità pubblica, a partire dal ripristino dei punti di primo intervento e dei punti nascita nelle aree interne. 

Mangialardi, parlando della pandemia di covid ha sottolineato «se ci fossero stati i sovranisti saremmo soli come l’Argentina», poi ha puntato la barra in direzione delle risorse europee derivanti dal Recovery Fund, «209 miliardi che cambiano la storia della nostra regione», ma ha anche messo sull’avviso: «Se alle Marche andranno 8 miliardi dipenderà da chi è l’interlocutore del governo, se sarà il centrosinistra con Mangialardi può darsi che arrivino, se invece la Regione è in mano ai sovranisti non lo so».

Risorse che intende investire per il rilancio infrastrutturale della regione: fra le opere prioritarie da realizzare ha citato la Fano-Grosseto, la Pedemontana, il raddoppio Orte-Falconara, l’arretramento della ferrovia Orte-Falconara.

Tornando al tema della sanità ha detto, «troppo tempo siamo stati ospedali centrici, serve invece la medicina del territorio, l’infermiere di comunità» e occorre puntare sull’integrazione socio-sanitaria. Inoltre ha dichiarato: «Voglio i soldi del Mes, ditelo a tutti, ci servono per fare ospedali nuovi» e ha rilanciato la sfida dei giorni scorsi, ovvero di cambiare il Decreto Balduzzi che pone limiti alla presenza delle strutture ospedaliere sul territorio.

Da Bonaccini è arrivato invece l’appello al voto: «Spero che i marchigiani riflettano davvero, la differenza non è un tema ideologico – ha detto – , ma se si vuole privatizzare la sanità pubblica». Parlando del candidato Mangialardi lo ha definito come «un ottimo amministratore, un sindaco che sa che significa dire dei si e dei no ai cittadini».