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Ancona

Alluvione Marche, la procuratrice Garulli: «Indagini in fase iniziale. Non c’è stata allerta da Regione a Comuni»

La procuratrice capo di Ancona ha parlato ai microfoni del Tgr Rai Marche dell'inchiesta aperta in seguito all'ondata di maltempo del 15 settembre

La procuratrice Monica Garulli (Immagine di repertorio)

ANCONA – «Le indagini sono nella fase molto iniziale e tutte le ipotesi ricostruttive sono prese in considerazione: a questo riguardo la principale preoccupazione della Procura della Repubblica è quella di garantire e di assicurare le fonti di prova che possono essere di ausilio alla ricostruzione dei fatti». Così la procuratrice capo della Procura della Repubblica di Ancona Monica Garulli parlando ieri, lunedì 19, ai microfoni del Tgr Rai Marche dell’inchiesta aperta in seguito all’ondata di maltempo che il 15 settembre ha travolto l’Anconetano e il Pesarese, causando 11 vittime, 2 dispersi, sfollati e danni ingenti.

«Ci sono acquisizioni documentali – ha spiegato – ci sono anche acquisizioni testimoniali. Tutto quello che può occorrere a ricostruire esattamente l’evento del 15 settembre». Alla domanda del cronista se ci fossero sovrapposizioni rispetto all’inchiesta sull’alluvione provocata dal Misa nel 2014, che causò tre vittime, Garulli ha risposto: «Dal punto di vista della dinamica degli eventi quello che si riscontra in questo momento è che non c’è stata un’allerta da parte della Regione Marche nei confronti dei Comuni e che le vittime hanno interessato principalmente i comuni a monte del fiume Misa, diversamente dalla precedente vicenda del 2014, dove le vittime riguardavano il centro abitato di Senigallia».