Bufera nelle Marche. Fiori, Forza Italia: «Regione e Stato facciano la loro parte»

Il commissario regionale del partito sollecita lo stato di emergenza all'indomani del maltempo che ha causato danni ingenti sulla fascia costiera delle Marche. La Fiom (Cgil) chiederà un protocollo per garantire la sicurezza dei cantieri navali dai rischi derivanti dal vento forte. A Senigallia importante il supporto messo in campo dal Comitato di volontari della Protezione civile

La spiaggia dopo il violento diluvio a Numana

ANCONA – L’ondata di maltempo che ha flagellato la costa marchigiana il 9 luglio scorso causando danni ingenti, sta suscitando numerose reazioni in campo politico e sindacale.
Al porto di Ancona un traghetto in costruzione nel bacino della Fincantieri ha rotto gli ormeggi per la furia del vento andandosi a schiantare sugli scogli. «Si è rischiata la tragedia» osserva il segretario Fiom delle Marche (Cgil), Tiziano Beldomenico.
A bordo della nave stavano lavorando numerosi operai, ma fortunatamente, sottolinea Beldomenico «l’ascensore esterno quel momento era vuoto, altrimenti sarebbe potuto accadere il peggio. Diciamo che questa volta è andata bene».

Negli anni scorsi i sindacati si erano attivati per garantire la sicurezza dei cantieri navali dalla furia del mare, ma «non sono state prese misure rispetto agli effetti dannosi del vento – precisa Beldomenico – , per questo come Fiom chiederemo nei prossimo giorni un incontro per verificare la possibilità di stilare un protocollo per scongiurare i rischi. derivanti dal vento».
«I danni sono stati ingenti perché tutti i collegamenti da terra a bordo come cavi e funi sono stati spazzati via –  conclude – . Già da oggi (11 luglio) la situazione sta tornando alla normalità anche se bisogna stare all’erta». Proprio questa mattina la Fiom ha avuto un incontro in Prefettura dove è stato affrontato il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Marcello Fiori

Presa di posizione anche da parte di Forza Italia che attraverso il Commissario regionale Marcello Fiori sollecita il Governo a dichiarare immediatamente lo stato di emergenza «per consentire gli interventi di somma urgenza da parte dei sindaci e delle regioni, prevedendo le risorse necessarie e le misure normative adeguate». «Le Marche sono già in ginocchio per le drammatiche conseguenze del terremoto che ha devastato le aree interne e ora questa ondata di maltempo ha provocato danni gravissimi in particolare alle  strutture turistiche della costa a cominciare dagli stabilimenti balneari nel momento del decollo della stagione balneare estiva», osserva Fiori. Per il commissario di Forza Italia è prioritaria una ricognizione dei danni, oltre alla «realizzazione dei primi interventi emergenziali e di progressivo ripristino delle condizioni di  normalità per evitare ulteriori conseguenze sull’economia».

 Alcune strutture ricettive delle località balneari costiere stanno infatti ricevendo qualche disdetta alle prenotazioni, una ulteriore batosta dopo che la stagione era partita in ritardo a causa delle condizioni meteorologiche caratterizzate da temperature sotto la media stagionale e da piogge. «Devono essere previsti aiuti concreti agli imprenditori e a tutte le attività economiche ma anche ai privati cittadini che hanno subito danni – puntualizza il commissario di Forza Italia – : tetti scoperchiati, alberi divelti e caduti, allagamenti di scantinati e piano terra, auto travolte dalla corrente di strade trasformate in veri e propri torrenti, negozi distrutti».
Danni che hanno interessato anche strutture pubbliche come l’Ospedale di Loreto, il palazzetto dello sport di Numana, l’impalcatura della cattedrale di Osimo, oltre a quelli all’agricoltura.  «Un vero e proprio bollettino di guerra le cui conseguenze  non possono essere affrontate con gli strumenti ordinari – incalza Fiori – . Il Governo non abbandoni anche in questa occasione i sindaci, gli imprenditori, i cittadini di questa Regione già in gravissima difficoltà. I nostri amministratori si stanno adoperando per fare il massimo e dare risposte urgenti e concrete, anche la Regione e lo Stato centrale ora facciano la loro parte».
Il Comitato volontaristico Protezione civile di Senigallia

Danni si sono avuti anche a Senigallia dove sono caduti nell’arco di 24 ore 92.4 millimetri di pioggia, dei quali 57.8 caduti in sole due ore tra le 10.30 e le 12.45. Numeri che hanno spinto la Protezione civile a schierare in campo mezzi e persone del Comitato volontaristico di Senigallia provenienti da diversi gruppi e associazioni: Gruppo Comunale di Protezione Civile, Falchi della Rovere, Croce rossa Italiana, Associazione Nazionale Salvamento, Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) che hanno lavorato instancabilmente fino alle 24 del 10 luglio.

Muniti di idropompe, secchi e tiracqua i volontari hanno aiutato a drenare le abitazioni e gli scantinati invasi dalla pioggia, mentre durante il passaggio della bufera hanno portato in salvo alcuni ammalati, ai quale è stata prestata assistenza psicologica anche tramite gli psicologi della croce rossa. Fondamentale anche l’opera di sensibilizzazione svolta dal comitato nei confronti dei cittadini sui comportamenti corretti da tenere in caso di emergenza.