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Ancona

Ancona, fango contro Palazzo Raffaello: la Regione Marche presenta un esposto per danni

Durante lo Sciopero Globale per il clima promosso dai Fridays for Future, alcuni manifestanti hanno lanciato fango dell'alluvione del 15 settembre

ANCONA – Dopo l’imbrattamento di Palazzo Raffaello con il fango dell’alluvione, la Regione Marche ha presentato un esposto per i danni all’edificio. L’episodio si è verificato questa mattina – 23 settembre – durante lo Sciopero Globale per il clima, promossa dai Fridays for Future, ad Ancona, davanti alla sede della Giunta regionale. Un gesto simbolico, con cui un gruppo di manifestanti ha inteso protestare per la gestione dell’ondata di maltempo che il 15 settembre ha colpito le province di Ancona e Pesaro Urbino.

Sulla vicenda prende le distanze la deputata di Fratelli d’Italia Lucia Albano che condanna l’episodio, bollandolo come una «ennesima strumentalizzazione del dramma» e annuncia una interrogazione parlamentare. «La strumentalizzazione politica del dramma vissuto dalla comunità marchigiana continua anche nell’ultimo giorno di una campagna elettorale caratterizzata da odio, menzogne e falsità propagate dalla sinistra – dice-. Imbrattare di fango la sede della Regione Marche e urlare slogan indecorosi sono atti vergognosi, che qualificano unicamente chi li esegue, e che nulla apportano a chi ha davvero perso tutto durante l’alluvione».

La deputata sottolinea che «la giunta Acquaroli in due anni ha stanziato molti più fondi per la messa in sicurezza dei fiumi rispetto alla precedente amministrazione di centrosinistra, ha sbloccato i lavori della vasca sul Misa dopo 40 anni di immobilismo e istituirà una commissione d’inchiesta per accertare l’adeguatezza delle procedure assunte dalla Protezione civile regionale durante l’alluvione. La verità – prosegue – è che la giunta Acquaroli amministra le Marche con grande trasparenza sebbene alcuni media, politicamente schierati, provino continuamente a screditare il suo operato con domande volutamente provocatorie e faziose».

Albano prosegue affermando: «Condanno le azioni di questa mattina con fermezza, per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Interno per individuare con tempestività i responsabili e comprendere la dinamica dei fatti: le istituzioni preposte devono continuare a svolgere in serenità il proprio lavoro di sostengo e soccorso ai territori colpiti dalla calamità. Alla comunità marchigiana servono i fatti, non gesti irresponsabili finalizzati unicamente ad acuire un clima di odio, in un momento in cui c’è grande bisogno di solidarietà e vicinanza».

Anche Carlo Ciccioli, Capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, commenta l’accaduto: «Come sempre accade per gli attivisti dei centri sociali di sinistra, il centro autogestito Arvoltura di Senigallia, una manifestazione condivisibile come il “Fridays for future” per sensibilizzare a livello globale sui cambiamenti climatici, viene strumentalizzata dai sinistroidi con memoria a episodi alterni. Si devono vergognare i ragazzi dei centri sociali di Senigallia che oggi hanno imbrattato la sede della Regione Marche con scritte e slogan irripetibili.

A questi dico: Avete sbagliato sede, andate dai vostri politici di riferimento della sinistra, alla sede regionali del Pd di Ceriscioli e alla sede locale del Pd di Mangialardi, e chiedetegli conto di cosa hanno fatto negli ultimi 25 anni di governo della Regione Marche con grandi alluvioni e terremoti che hanno gestito in modo pessimo. Perché non lo avete fatto dal 2014? Noi nel 2021 abbiamo ripreso il fascicolo in mano, scordato nei cassetti degli uffici regionali, iniziando a dar vita a cantieri concreti come la cassa di espansione a Bettolelle di Senigallia che, seppur non ultimata, ha contribuito a salvare la città, seppellendo le due ruspe che fino a poche ore prima erano a lavoro in quella zona. Purtroppo – spiega Ciccioli – siamo arrivati lunghi anche per complesse questioni burocratiche, se l’alluvione fosse avvenuto il prossimo anno sarebbe andata diversamente. Mentre a monte, dove l’alluvione ha fatto morti e devastato il territorio, questa strage è accaduta per la mancata custodia del territorio, con tronchi secchi tagliati e abbandonati lungo gli argini che trascinati dalle acque hanno formato dighe inestricabili, sbarrando i ponti e, quindi, hanno contribuito a far esondare fiumi e torrenti. I nostri ragazzi sono arrivati a spalare il fango dalle prime ore per aiutare la gente. Voi? Avete atteso una settimana per raccogliere il fango e poi sbagliare completamente sede e bersaglio? Detto che lo sciacallaggio politico è indecente e tutti noi dovremmo collaborare perché non accada mai più una tragedia del genere, vi assicuro che questa maggioranza darà un forte colpo di acceleratore non solo nella salvaguardia del territorio a rischio idrogeologico, ma anche nell’ultimare velocemente i cambiamenti che andavano fatti anche a livello di organizzazione strutturale in seno alla Regione».