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Ancona

Maggi e Pergolesi dicono addio ai 5 Stelle. Ora avanti sulla strada civica

I due consiglieri regionali hanno annunciato la decisione di uscire dal Movimento e di passare al Gruppo Misto. Obiettivo: riaprire il confronto con il centrosinistra sulle elezioni di settembre per il nuovo governatore

Da sinistra Gianni Maggi e Romina Pergolesi

ANCONA – Gianni Maggi e Romina Pergolesi lasciano il Movimento 5 Stelle. L’annuncio shock poco fa nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a margine della seduta consiliare odierna. I due consiglieri regionali, fra i fondatori del movimento nelle Marche, hanno annunciato che termineranno il loro mandato nei banchi del Gruppo Misto, mentre il Movimento 5 Stelle nelle Marche sarà sciolto per poi essere ricostituito dagli altri due consiglieri Fabbri e Giorgini che restano nel Movimento.

Maggi nel suo intervento ha spiegato le ragioni che hanno spinto i due consiglieri a questo passo, un’analisi dolorosa quanto impietosa sulle sorti del Movimento. «Vogliamo fare questo tentativo per non lasciare la Regione alla destra» ha dichiarato, sottolineando che l’obiettivo è quello di «aprire una fase di confronto con il centrosinistra» in vista delle regionali coinvolgendo quei rappresentanti della società civile, come l’ex rettore della Politecnica Sauro Longhi, che hanno da sempre rappresentato uno dei principi ispiratori del partito. Un progetto sul quale avevano lavorato strenuamente, ma che era naufragato dopo la bocciatura arrivata dai parlamentari marchigiani pentastellati Fede, Agostinelli, Parisse e Terzoni in testa che si erano opposti fermamente a qualunque ipotesi di alleanza con il centrosinistra per le regionali.

Una bocciatura che aveva lasciato interdetti i due consiglieri regionali che caldeggiavano la candidatura di Longhi insieme ad Articolo Uno, un nome, quello dell’ex rettore, sul quale anche il Pd aveva mostrato importanti aperture per voce del segretario regionale dei dem Giovanni Gostoli, nella cornice di un accordo 5 Stelle – centrosinistra. I 5 Stelle avevano deciso di correre da soli nelle Marche dove hanno candidato Gian Mario Mercorelli.

«Avevamo elaborato un progetto proponendo un candidato civico di spessore, ma i Parlamentari hanno bocciato senza consultare gli iscritti» ha ricordato Maggi, evidenziando che oggi invece «alcuni strenui sostenitori di quel postulato cominciano a dimostrarsi possibilisti» all’ipotesi di una alleanza con il Pd. Secondo Maggi e Pergolesi però «Mangialardi non rappresenta un segnale di discontinuità».

Insomma l’obiettivo dei due consiglieri è quello di mettere in piedi una lista civica: «È l’ultimo tentativo» ha detto Maggi, di ricomporre un dialogo con il centrosinistra e di non disperdere «l’esperienza amministrativa» dell’ex rettore Longhi ha convenuto la Pergolesi.

«Bisogna guardare di più alla salvaguardia degli interessi della comunità e non alle poltrone» ha dichiarato Maggi lanciando una stilettata verso il Movimento, reo di non garantire più una partecipazione democratica, cavallo di battaglia e principio ispiratore di quello che oggi sembra essersi trasformato in un partito. Fra le critiche mosse al Movimento, quella di avere messo in piedi una classe dirigente a livello nazionale priva di «adeguata formazione politica». I due consiglieri, che hanno ancora il dente avvelenato verso i Parlamentari marchigiani colpevoli di aver fatto saltare l’accordo con il centrosinistra per le regionali, condannando secondo loro il Movimento all’irrilevanza politica e alla perdita di consensi, hanno ricordato che fu impedito di votare sulla Piattaforma Rousseau sull’ipotesi di una corsa per le regionale in coalizione con il Pd.

«Una deriva verticistica» che insieme all’abbandono dei territori da parte dei Parlamentari hanno spinto lui e Pergolesi a decidere di lasciare il Movimento.  I due hanno puntato il dito contro la mancata elaborazione di una strategia politica e sulla disaffezione diffusa da parte dell’elettorato e degli stessi ex candidati che non si stanno più ripresentando, mentre, ha ricordato Maggi «5 anni fa dovevamo mandarli via per quanti ce n’erano». Poi i sondaggi impietosi che non fanno altro che confermare la deriva del Movimento che oggi «ha una confusa identità politica» ha sottolineato il consigliere.

«Una scelta dolorosa» quella di dire addio al Movimento «al quale ho dato 11 anni di vita con grande passione ed entusiasmo» ha rimarcato Maggi nel sottolineare che degli ex candidati del Movimento si ripresenta solo Giorgini, insomma un chiaro segnale che qualcosa non va.

Romina Pergolesi ha puntualizzato che resta vice presidente dell’ex gruppo regionale dell’assemblea legislativa, e ha ricordato che l’impegno nella questione del post-sisma che ha portato all’emendamento che ha permesso alla Regione di non perdere 50 milioni di euro. Poi ha spiegato che ci sono in ballo progetti con il Ministro della Salute Speranza e con gli esponenti di Articolo Uno. «Vogliamo entrare nel dettaglio di alcuni temi» ha spiegato riferendosi al dialogo con il centrosinistra sul programma in vista delle regionali.