Ancona piange don Cesare Caimmi, ex parroco della chiesa della Misericordia

Conosciuto da tutta la comunità, il sacerdote è morto, a 88 anni, nella sua abitazione di corso Mazzini. I funerali saranno celebrati domani (28 maggio) dall’arcivescovo di Ancona-Osimo, Mons. Angelo Spina, nella chiesa della Misericordia alle 15.30

Don Cesare Caimmi

ANCONA – L’intera città piange la scomparsa di don Cesare Caimmi, ex parroco della chiesa di Santa Maria della Misericordia. Conosciuto da tutta la comunità, attento ai poveri e accogliente nei confronti degli stranieri, è morto a 88 anni ieri sera (26 maggio), nella sua abitazione di corso Mazzini, vicino alla chiesa di san Biagio, dopo una lunga malattia. I funerali saranno celebrati domani (28 maggio) dall’arcivescovo di Ancona-Osimo, Mons. Angelo Spina, nella chiesa della Misericordia alle 15.30.

Nato ad Agugliano il 21 dicembre del 1930, la sua vocazione nacque quando faceva il chierichetto nella chiesa del parroco don Ferdinando Osimani che lo aiutò a maturarla. Entrò nel seminario minore di Ancona il primo ottobre del 1942 e nel 1948 entrò nel seminario regionale di Fano. Venne consacrato sacerdote nella cattedrale di san Ciriaco da Mons. Bignamini il 17 luglio del 1955. I primi anni di vita presbiterale visse a Camerano, dove restò dal 1955 al 1958, come vice parroco di don Giulio Giacconi. Poi, nel 1958, l’arcivescovo Mons. Bignamini lo nominò parroco di Polverigi e Rustico dove restò per 14 anni, fino al 1972. In quegli anni contribuì a far aprire il Cinema Italia, il circolo Acli, restaurò la casa e la chiesa parrocchiali, e molteplici furono le iniziative per i ragazzi e per i giovani. Ebbe come vice parroci don Luciano Rocchi e don Dino Albanesi.

Nel 1972 Mons. Carlo Maccari lo nominò parroco della chiesa della Misericordia ad Ancona. Era l’anno del terremoto che portò molti anconetani a rifugiarsi nei paesi vicini. Quando don Cesare prese possesso della parrocchia il 13 dicembre del 1972 la gente stava iniziando a rientrare in città. Nella chiesa della Misericordia restò per 38 anni, si fece promotore della ristrutturazione della chiesa e del cinema Galleria, che contribuì a rilanciare, e di tante altre iniziative a favore dei parrocchiani, dai giovani agli anziani, fino alle famiglie.

Durante la sua vita è stato molto attento ai poveri e accogliente nei confronti degli stranieri, e ha mostrato una particolare sensibilità per le missioni ugandesi e nell’Amazzonia. Si recò più volte nelle terre di missione e la sua attività sociale gli venne riconosciuta con il conferimento del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana. Contemporaneamente e, per diversi anni, svolse il compito di direttore amministrativo del settimanale diocesano Presenza, con scrupolo e competenza. Nel 2010 si dimise da parroco e la salute iniziò a vacillare, ma non si arrese mai.

Nel 2010, in occasione del suo ottantesimo compleanno disse: «É questa una ricorrenza importante. Il primo ringraziamento va a Dio che mi ha dato la vita e ai miei cari genitori Vittorio e Maria, che me l’hanno trasmessa. Il secondo ringraziamento è avere avuto il dono della vocazione sacerdotale e di averla realizzata al meglio. Il terzo ringraziamento va a tutti voi, che siete il mio gregge spirituale e a tutti gli amici dove ho vissuto il mio sacerdozio. Continuate a sostenermi fino alla fine del lungo viaggio di questa mia vita». E il viaggio della sua vita è durato 88 anni.

La salma oggi, per tutta la giornata, resterà nell’abitazione di corso Mazzini, 74. Domani mattina, martedì 28 maggio, il feretro sarà trasferito nella chiesa della Misericordia dove alle 15.30 l’arcivescovo di Ancona-Osimo, Mons. Angelo Spina, celebrerà i funerali. Al termine della funzione, la salma partirà per Agugliano dove sarà tumulata nel civico cimitero.