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Ancona

Coprifuoco, verso lo slittamento alle 23. I ristoratori: «Clienti costretti a scappare come Cenerentola»

L'ipotesi non convince il mondo della ristorazione. Tanti i dubbi sollevati da chi è in prima linea. Confcommercio Marche: «Speriamo si tratti di un percorso per arrivare a toglierlo completamente»

ANCONA – «Spostare il coprifuoco alle 23 è già qualcosa, ma saremo costretti a lavorare su due turni e non sarà semplice». Giorgio Tucci, titolare del Ristorante della Rosa di Sirolo, e presidente del Comitato Q+ che raccoglie una sessantina di ristoratori della Riviera del Conero, da Ancona a Porto Recanati, commenta così l’ipotesi al vaglio del governo che potrebbe far slittare le lancette del coprifuoco dalle 22 alle 23, facendo guadagnare alle attività della ristorazione un’ora di tempo.

Tutto dipenderà dai dati del monitoraggio della cabina di regia che come di consueto si tiene ogni venerdì: se i numeri saranno buoni, la prossima settimana il divieto di circolare tra le 22 e le 5 del mattino potrebbe già essere spostato e passare dalle 23 alle 5.

Giorgio Tucci, titolare del ristorante della Rosa a Sirolo

Ma i ristoratori, che ne chiedevano l’abolizione, anche se cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno non sono soddisfatti. «Prendiamo tutto quello che viene – afferma Tucci -, ma costringere le persone a mangiare con l’orologio in mano è assurdo. Siamo convinti che sia meglio lavorare con responsabilità e senza il freno orario, piuttosto che obbligare i clienti a doversi affollare per lasciare il locale velocemente prima che scatti il coprifuoco. Alle 21.45 si creano assembramenti che sembra quasi l’ultimo dell’anno».

Insomma clienti costretti a scappare come se fossero Cenerentola per evitare di rincasare dopo le 22, con il rischio di pesanti sanzioni, solo che la protagonista della fiaba aveva un margine di tempo maggiore, visto che il suo di “coprifuoco” scattava alle 24.

L’altro nodo che mette in crisi la categoria è quello dei pasti all’aperto, sui quali incombe sempre l’incognita del meteo. Una situazione tutt’altro che semplice per un settore fortemente penalizzato dalla chiusure imposte per limitare la pandemia.

Simone Baleani

Simone Baleani dell’Unione Regionale Cuochi Marche e chef de Il Ristorante Il Molo di Portonovo, spiega «se fosse confermato è una piccola apertura, una piccola facilitazione, sia per noi che per i clienti, ma si tratta di un primo passo avanti non sufficiente». Baleani sottolinea che «l’asticella della soddisfazione si è un po’ abbassata»: anche se di questi tempi «avere 20 persone a cena, sembra importante, in realtà a guardare bene sono numeri bassi». Lo slittamento del coprifuoco «potrà darci un po’ più di respiro, anche per accontentare più persone possibile».

Lo chef fa notare che non tutti riescono, per ragioni lavorative, a potersi concedere una cena con il coprifuoco che impone di lasciare il locale entro le 22, e per questo poi ai ristoratori capita di ricevere richieste da parte di alcuni clienti di venire a cena alle 21.30, una richiesta che chiaramente non può essere soddisfatta, per evidenti ragioni di tempistica.  «Cerchiamo di essere il più flessibili possibile, ma lo slittamento non ci esalta» conclude.

Claudio Api, titolare dell’Arnia del Cuciniere di Falconara Marittima

«Non vedo l’ora perché questo, forse, ci consentirà di evitare di far mangiare metà cena ai nostri clienti» sostiene Claudio Api, titolare del ristorante l’Arnia del Cuciniere di Falconara Marittima. Api puntualizza però che non si tratta di una misura determinante. «È un qualcosa in più che tuttavia non risolve il problema – spiega – È come se ci stessero dando una caramella alla volta per farci tacere, senza rendersi conto che siamo in enorme difficoltà. Le nostre attività ormai non sono più condizionate solo dai Dpcm, ma anche dal meteo, è assurdo e fuori da ogni logica».

Il ristoratore fa notare che in caso di pioggia, oltre a «dover lasciare a casa i nostri collaboratori, siamo costretti anche a dover buttare via merce già acquistata perché deperibile nell’arco di poche ore». Secondo Api era auspicabile se non l’eliminazione del coprifuoco, almeno il suo spostamento alle 24, visto che con l’estate alle porte di tende ad andare a cena più tardi.

«Cercheremo di organizzarci per fare doppi turni, ma non sarà semplice, perché è complicato dover imporre alle persone di mangiare in maniera veloce, è una situazione difficile da gestire». Intanto l’attività si è organizzata per garantire oltre al servizio cena anche quello degli aperitivi dalle 18 alle 20.

Massimiliano Polacco direttore generale Confcommercio Marche

Vede il lato positivo della situazione Confcommercio Marche che per voce del direttore Massimiliano Polacco fa sapere che lo slittamento dell’orario del coprifuoco va incasellato nell’ottica «dell’inizio di un percorso per arrivare il prima possibile a toglierlo completamente». Una battaglia portata avanti da tempo dall’associazione di categoria, insieme a quella per la riapertura dei centri commerciali nei weekend e che proprio ieri, 11 maggio, è sfociata nella protesta con serrata di alcuni esercizi su scala nazionale.

A destra Marco Pierpaoli, segretario Confartigianato Ancona Pesaro Urbino, e Graziano Sabbatini, presidente Confartigianato Ancona Pesaro Urbino

Il segretario di Confartigianato Ancona Pesaro Urbino, Marco Pierpaoli, dicendosi fiducioso in un maggiore allentamento delle maglie delle restrizioni, puntualizza: «Crediamo che il limite delle 23 sia ancora troppo vincolante per il mondo della ristorazione, un settore duramente penalizzato dalla pandemia. Anche se è un primo passo, servono allentamenti maggiori per vitare che questa categoria continui a pagare un prezzo troppo alto».