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Ancona

Legambiente detta gli obiettivi ai governatori

Mettere l'ambiente al centro dell'agenda politica è una delle richieste che l'associazione ha rivolto ai 7 candidati presenti: Acquaroli, Banzato, Iannetti, Mancini, Mangialardi, Mercorelli e Pasquinelli. Assente Contigiani

Il confronto di Legambiente con i candidati governatori

ANCONA – Contrastare i rischi di catastrofi naturali tramite una accurata prevenzione, tutelare la biodiversità, perseguire l’equità, l’eliminazione della povertà, promuovere la ricerca industriale e l’innovazione tecnologica per lo sviluppo di nuove soluzioni produttive sostenibili. Sono le richieste avanzate da Legambiente ai candidati governatori che hanno preso parte all’iniziativa, 7 su 8: Francesco Acquaroli, Sabrina Banzato, Anna Rita Iannetti, Roberto Mancini, Maurizio Mangialardi, Gian Mario Mercorelli e Fabio Pasquinelli (assente Alessandra Contigiani del fonte sovranista italiano). Il confronto al Centro Giovanni Paolo 23esimo ad Ancona. Presente anche il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani. L’associazione ha messo nero su bianco i punti strategici per lo sviluppo sostenibile delle Marche, riunendoli in un documento, il “Manifesto dell’ambiente per le Marche”, che ha consegnato agli aspiranti presidenti. Fra i punti salienti, fermare la crisi climatica, sostenere la riconversione ecologica dell’economia, sconfiggere le ecomafie e la criminalità ambientale, oltre a coinvolgere i giovani e promuovere la giustizia ambientale e sociale.

«Il governatore giusto per le Marche sarà quello che metterà in pratica, sul territorio regionale, tutto quello che l’Europa ha previsto con il Green Deal – ha detto Ciafani – , il programma che dovrà decarbonizzare l’economia del vecchio continente da qui al 2050». In testa alle priorità il presidente nazionale di Legambiente ha posto gli impianti a fonti rinnovabili, dall’eolico a terra all’eolico a mare, dal fotovoltaico sui tetti al fotovoltaico sui terreni agricoli, a patto però di non  sostituire le produzioni e vincolare i terreni per 20 anni. Poi l’economia circolare, con gli impianti per produrre compost e biometano, con l’obiettivo di evitare che l’organico, raccolto con la differenziata sul territorio regionale, «vada in altre regioni, con costi di trasporto e inquinamento insostenibili» e l’accento sul potenziamento delle aree protette, che ad oggi rappresentano il 10% del territorio, e sulla  realizzazione di smart city.

La lotta ai cambiamenti climatici «è la vera grande sfida che tutta la comunità marchigiana deve porsi – ha dichiarato la presidente di Legambiente Francesca Pulcini. Arrestare la violenza meteorologica a cui stiamo assistendo in queste ultime ore è un obbligo a cui non possiamo più sottrarci». Inoltre ha messo al centro del dibattito la riorganizzazione e l’innovazione delle città, che «possono rappresentare un grandissimo modello di riconversione ecologica, partendo dalla riorganizzazione degli spazi verdi e pubblici e della mobilità, perché è sicuramente uno dei temi su cui bisogna lavorare per alleggerire il più possibile il traffico privato che si muove su gomma».

Per Francesco Acquaroli candidato del centrodestra sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia – Civici per le Marche, Udc-Popolari Marche, Movimento per le Marche e Civitas-Civici per Acquaroli sul tema dell’economia circolare per realizzare i progetti necessari serve «la volontà di tutti: associazioni, sindaci, consorzi», visto che «le risorse non sono infinite e le priorità sono tante». «L’ambiente è una priorità assoluta perché ha una incidenza importante sulla salute e può avere una incidenza importante sull’economia e il lavoro». Potenziamento del personale nelle Usr e nei Comuni e modello Genova, è la ricetta per il post sisma, mentre sul tema della riduzione delle emissioni inquinanti ha detto che occorre «intavolare un ragionamento con le università per l’efficientamento dei processi produttivi» ed ha sottolineato l’importanza del contributo di ogni abitazione sul fronte della riduzione delle emissioni. In caso di elezione  come primo atto procederà ad una legge del territorio e ha spiegato che la carta europea del turismo sostenibile «è una opportunità importante»

Da sinistra Banzato, Iannetti, Pasquinelli, Acquaroli e Pulcini

Per la candidata di Vox Italia-MarcheSabrina Banzato il mancato avanzamento sul tema dell’economia circolare è legato «al sistema capitalistico e consumistico e a un intreccio di interessi». Sul tema sisma ha proposto una commissione di inchiesta «per vedere dove sono stati spesi i milioni di euro» senza che però vi sia seguita la ricostruzione, mentre sulla questione emissioni ha sottolineato che il covid ha mostrato come un «modo diverso di vivere sia possibile»: serve un tavolo costituente in termini partecipativi e non solo consultivi. Il suo impegno in caso di elezione è quello di «cancellare le vecchie ricette della vecchia politica che ci ha portato dove siamo, con il centrodestra che ha fatto falsa opposizione e i 5 Stelle che parlano di credibilità, ma si sono venduti» L’obiettivo è quello di  «combattere la corruzione e il monopolio di Marche Multiservizi». Poi l’accento sulla sussidiarietà, il riciclo e il riuso. Infine la stoccata all’Arpam:  «Ci sono centraline che non funzionano, come si può tutelare l’ambiente in questo modo?».

Anna Rita Iannetti, candidata con Movimento 3V-Libertà di scelta ha messo la salute al centro del suo intervento ha detto «non perdo tempo a fare discorsi sul clima, perché l’intervento dell’essere umano è marginale, ce lo dicono anche i carotaggi dei ghiacci artici». La vera questione è l’inquinamento ambientale che provoca malattie e l’urgenza è la tossicità presente nell’ambiente «che non ci farà arrivare al 2050: la specie sarà estinta molto prima». Infine ha esposto la sua contrarietà al 5G ed ha spiegato che «l’ambiente va visto nella sua totalità, non solo riciclaggio e bioagricoltura». Bisogna combattere l’uso smodato dei disinfettanti che provocano farmaco resistenza che causa la morte di 49mila persone all’anno. «Abbiamo amministratori che sanificano le strade contro il covid, ma questo crea un problema ambientale che incide sulla salute».

Roberto Mancini, candidato di Dipende da noi, ha spiegato che in tema di economia circolare «le scelte vanno concertate con le comunità locali, non solo con i sindaci, ma anche con i cittadini per individuare le scelte sulla base di una sintesi politica e della competenza tecnica e democratica». Poi l’accento sulla necessità di elevare il grado di coscienza collettiva. Sul sisma è «necessario ricostruire dal punto di vista edilizio, sociale, educativo ed economico» e serve un testo di riferimento normativo straordinario. L’obiettivo è quello di una bioregione, fondata sulla riconversione industriale e sull’individuazione di soluzioni alternative sul fronte dei trasporti a quelli su gomma. In caso di elezione fra le sue priorità quella di svincolare l’agricoltura bio dal ruolo di nicchia.

Da sinistra Ciafani, Mercorelli, Mangialardi e Mancini

Maurizio Mangialardi (sostenuto da Pd, Marche Coraggiose, Le nostre Marche e il Centro, Mangialardi Presidente, Italia Viva-Psi-Demos-Civici Marche, Rinasci Marche), ha detto che occorre coinvolgere le associazioni e sul fronte dell’economia circolare servono strumenti premianti per arrivare all’80% di raccolta differenziata. La ricetta per il post sisma è quella del modello Genova e potenziare gli uffici comunali con personale, poi i sindaci come subcommissari e semplificazione. Poi l’accento su digitale e smart city come chiave di volta e l’incentivazione alla mobilità elettrica. L’impegno di Mangialardi è stato quello per il consumo zero del territorio e la rigenerazione urbana: «Metteremo in campo risorse per sostenere le energie rinnovabili». Al bando inceneritori e potenziamento dell’agricoltura bio.

Secondo il candidato presidente del Movimento 5 Stelle Gian Mario Mercorelli, per incentivare l’economia circolare serve una tariffa puntuale e una spinta al riciclo, mentre per il compostaggio la strada migliore è quella che vede un paio di centrali nella regione. Per la ricostruzione bisogna potenziare il personale negli uffici, ma anche selezionarlo e  controllare che segua il percorso relativo al sisma. Per la decarbonizzaizone invece ha detto che vanno riaperte le vecchie ferrovie chiuse e le centrali idroelettriche, ma occorre anche «ridisegnare le funzioni delle municipalizzate».  Il suo obiettivo è quello di svincolare le scelte ambientali dalle dinamiche politiche: «Hai voglia ai buoni propositi, ma se puoi si fanno sempre le stesse cose l’utilità è inesistente».

Secondo Fabio Pasquinelli, candidato di Lista Comunista, bisogna togliere la gestione del trattamento e smaltimento dei rifiuti dalla logica del profitto» e far tornare pubblici questi servizi. Affrontando il tema del post sisma, ha detto che serve un consorzio pubblico, con imprese private, mentre come impegno ha proposto una banca del seme pubblica e il sostegno agli agricoltori orientati al bio.