Ancona-Osimo

Lavoro, nelle Marche calano le partite Iva. In otto anni persi 24mila autonomi

È la fotografia scattata dalla CGIA di Mestre. Alle Marche spetta la maglia nera per quanto riguarda il dato relativo al calo del numero dei lavoratori autonomi 'classici' (artigiani, commercianti e agricoltori) tra il 2014 e il 2022

Foto da Adobe Stock di Drobot Dean

Cala il numero dei lavoratori indipendenti nelle Marche. Nel 2023 si è registrata una contrazione delle partite Iva del -10,1% rispetto al 2022, mentre il dato Italia segna una crescita del +1,2 rispetto all’anno precedente. È la fotografia scattata dalla CGIA di Mestre. Ampliando l’orizzonte, la variazione rispetto al 2019 nelle Marche vede un calo ancora più consistente di lavoratori indipendenti (-13,2%) .

Alle Marche spetta la maglia nera per quanto riguarda il dato relativo al calo del numero dei lavoratori autonomi ‘classici’ (artigiani, commercianti e agricoltori) nell’orizzonte temporale che abbraccia il periodo tra il 2014 e il 2022: il numero degli artigiani, commercianti e agricoltori è sceso del -17,2% (-24.002), mentreil calo in Italia segna un -11,7%.

Guardando alla classifica nazionale stilata dalla CGIA di Mestre sempre relativamente a artigiani, commercianti e agricoltori (2014-2022) la provincia di Pesaro Urbino è tra le prime in cui si registra il calo più consistente (-18,3%), seguita da Ascoli Piceno e Macerata (-17,6%). Meno netta la diminuzione dei lavoratori autonomi ‘classici’ in provincia di Ancona (-15,3%).

Parla di un dato che non stupisce Massimiliano Santini, direttore CNA Ancona: «Le Marche sono la regione più manifatturiera d’Italia – dice – con un indice di imprenditoria molto alto, specie nell’area sud dell’anconetano. È in atto una trasformazione che sta portando gli autonomi ad orientarsi verso altri settori come ad esempio il turismo».

«Il commercio sta vivendo una fase involutiva legata alla crisi dei punti vendita e all’affermazione dell’e-commerce. Anche l’agricoltura sta cambiando – aggiunge – e si sta orientando in chiave più moderna». In linea generale Santini evidenzia che, artigianato, commercio e agricoltura, sono i tre settori maggiormente in crisi anche perché «stanno perdendo il loro appeal sui giovani a vantaggio di professioni come la consulenza e i mestieri legati alle professioni».

La provincia di Ancona, però, fa presente, «è l’unica che l’anno scorso ha registrato un lieve incremento nel bilancio tra iscrizioni e cessazioni di imprese, un dato che evidenzia, anche se solo per poche unità, una inversione di tendenza».

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