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Ancona

Ancona, la Pet Therapy arriva a casa dei piccoli pazienti del Salesi

Il progetto è rivolto ai pazienti di Oncologia pediatrica che vengono dimessi dall’Ospedale Salesi di Ancona ed è nato per garantire continuità assistenziale a piccoli malati che tornano a casa

Pet therapy con il Salesi
Pet therapy con il Salesi

ANCONA – È partito il progetto “Pet therapy a domicilio” della Fondazione Ospedale Salesi, svolto in collaborazione con l’associazione “Magical pet” per i pazienti di Oncologia pediatrica che vengono dimessi dall’Ospedale Salesi di Ancona, nato per garantire continuità assistenziale a piccoli malati che tornano a casa. Il presidente dell’associazione Cristiano Bellissimo ci ha raccontato come funziona il progetto. Il team di lavoro dell’associazione è composto, oltre che dal Presidente, da Giorgio Monterubbianesi, coadiutore di Shaky, un siberian husky, e di Otto, un pastore australiano, e da Maria Florio, coadiutore del pastore tedesco Eva.

Quando è nata la collaborazione con l’ospedale pediatrico?
«La nostra associazione ha esperienza in vari campi: bambini anche nell’età evolutiva, anziani, disabili, persone con disturbi di varia natura, sia nelle scuole sia in ambito ospedaliero. Da tre anni collaboriamo con la Fondazione Salesi di Ancona. Questo progetto è nato da un’idea della dottoressa Paola Coccia, direttore della SOsD di Oncoematologia pediatrica del presidio Salesi, e dalla psicologa Giulia Palego che ci hanno chiesto di aiutare i bambini».

Il presidente di “Magical pet” Cristiano Bellissimo

Qual è il punto di forza della terapia?
«I benefici sono enormi. Il bambino percepisce di non essere solo. Con la Pet therapy si favorisce, attraverso il contatto con gli animali, il rilassamento del corpo e il riequilibrio della mente, con la rimozione temporanea dei pensieri negativi che affliggono i piccoli pazienti, in particolare quelli affetti da tumore. Impegnando il corpo e la mente nell’accudimento di un animale, il bambino elabora una riconsiderazione di se stesso, non solo come malato, ma anche come individuo, con un proprio valore e un proprio ruolo. Il bambino, accanto a un animale, accresce la sua capacità di prendersi cura degli altri, distogliendo l’attenzione dai propri problemi personali e dalle preoccupazioni relative alla malattia e alla terapia che sta affrontando».

Ci sono benefici anche per la famiglia?
«Certo che sì, l’abbassamento dell’ansia e dello stress nel figlio malato provoca di riflesso una distensione dell’umore negativo anche nei familiari prossimi. Il progetto è ufficialmente partito e per ora sospeso perché la ragazzina che ha iniziato con noi ha subito un’operazione. Aspettiamo che torni a casa. L’approccio a casa è stato più disteso e naturale, anche per l’assenza di barriere ospedaliere. Si è creata una situazione rilassante e serena, con il coinvolgimento della mamma e del fratello maggiore. Sia in ospedale che a casa è sempre stata molto collaborativa e ha dimostrato un grande interesse all’attività con i suoi nuovi amici a quattro zampe: Zuma, un labrador retriver, e Zoe, una boxer».

Grazie a chi è stata possibile l’attività?
«L’attività è resa possibile grazie al contributo di 14 club Lions delle zone A e B della terza circoscrizione delle Marche, capitanati dall’Officer distrettuale dottor Vincenzo Firetto. Sono coinvolti i Lions Club Zona A: Senigallia, Fano Gabicce, Pesaro Host, Pesaro della Rovere, Pergola e Urbino Zona B: Ancona Host, Ancona Colle Guasco, Osimo, Fabriano, Jesi, Castefidardo Riviera del Conero e Matelica. Crediamo fortemente nel lavoro di un’equipe allargata che include medici e infermieri presenti nel reparto ma anche i familiari, che assistono il piccolo paziente ricoverato. Ogni intervento viene progettato e personalizzato, analizzando le esigenze del piccolo con i medici di riferimento, la fisioterapista e altre figure professionali impegnate nel progetto, per tenere un quadro di riferimento sull’andamento clinico. In questo modo, gli operatori degli interventi assistiti con animali (Iaa) possono realizzare attività specifiche, legate al momento che il paziente sta attraversando».

Ci sono altri progetti in corso?
«La Pet therapy è approdata anche a Castelfidardo al centro diurno “Arcobaleno”, alla residenza protetta per anziani “Mordini” e ad ottobre, con l’inizio dell’anno scolastico, sarà introdotta anche in alcune classi della secondaria di primo grado degli istituti comprensivi “Mazzini” e “Soprani”».