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Ancona

Ancona, la Lega critica Manarini per la panchina di piazza Cavour

Andreoli attacca l'amministrazione per il totale «disinteresse» per lo storico bene pubblico finito in un museo privato e ora sottoposto a sequestro. «A che serve l'assessore alla cultura?»

Antonella Andreoli
Antonella Andreoli

ANCONA – Critica sull’operato dell’amministrazione comunale è la consigliere della Lega Antonella Andreoli per la vicenda della panchina storica di piazza Cavour finita in un museo privato. Il caso era esploso a settembre scorso: tramite un’interrogazione urgente la stessa Andreoli aveva sollevato il tema dello spostamento della panchina finita poi nel M.I.G. – Museo Italiano della Ghisa, con sede a Longiano (FC) di proprietà della Fondazione Neri e sponsorizzato dalla Ditta Neri Spa, la stessa incaricata dal Comune di Ancona per i lavori di restauro e riqualificazione della piazza dorica.

Si tratta di una panchina liberty (1920 circa) collocata originariamente nel giardino di piazza Cavour, ad Ancona, una delle cinque panchine storiche della città, tutelate dalla soprintendenza. Della sua cessione, l’assessore Manarini si era detto non al corrente ma ha aggiunto a settembre scorso che si sarebbe interessato al caso. Poi più nulla.

«Nulla è stato fatto concretamente in tutti questi mesi – afferma Andreoli – per chiarire i fatti e per recuperare la quinta panchina contenente il testo del Bollettino della Vittoria emanato dal Comando Supremo delle Forze Armate il 4 novembre 1918. Solo con l’intervento del Magistrato, dott. Gubinelli è stata messa parzialmente la parola fine a questa strana storia e la panchina è tornata “a casa”». La notizia dell’avvenuto sequestro della panchina ad opera della procura tramite i carabinieri del nucleo “tutela patrimonio culturale” è stata appresa “con soddisfazione” dalla consigliera che però ora attacca l’amministrazione comunale.

Se le indagini dovranno approfondire motivi, modi e responsabilità per la cessione di un bene storico pubblico a una fondazione privata, nonostante la mancanza del nullaosta della Soprintendenza Unica delle Marche, sarà compito della politica dare risposte circa l’operato dell’amministrazione comunale. «Ciò che rende basiti – conclude Andreoli – è comunque il disinteresse totale dell’amministrazione che, senza nemmeno più l’alibi della non conoscenza del caso (cosa che la dice lunga sul disinteresse e sulla totale assenza di controlli da parte di chi di dovere sui beni pubblici), in oltre quattro mesi non ha posto in essere alcuna attività concreta volta a riportare la panchina in città. Ci si chiede inoltre a cosa serva un assessore alla cultura che, dopo la chiusura della biblioteca, la prorogata cessione, non si sa bene a che titolo, dell’atelier dell’Arco amoroso alla Prefettura per le interviste ai richiedenti asilo, non si sia neppure dimostrato solidale con i cittadini anconetani per il recupero di questo bene, simbolo della più importante piazza della città».